Umberto Tozzi: «Suonavo, non volevo cantare. Fu Cerruti, il cervello degli Squallor, a convincermi»

Intervista a Repubblica: «Non amavo la mia voce. Lavorammo con Battisti che non ci offrì nemmeno un riso in bianco. Mi definivano un “vaffanculista”. Ero antipatico»