Ponte Morandi: un supercervellone elettronico dell’Fbi aiuterà la Procura

Il Comune di Genova pensa a costituirsi parte civile al processo. L’allerta meteo blocca il rientro degli sfollati nelle case

Ponte Morandi: un supercervellone elettronico dell’Fbi aiuterà la Procura

Anche oggi, se arrivano notizie sul crollo del ponte Morandi lo dobbiamo a Il Secolo XIX.

Che, ad esempio, racconta del nuovo strumento che gli investigatori useranno per incrociare tutti i dati in loro possesso e far luce sulla dinamica del disastro.

Il supercervellone elettronico dell’Fbi

Si tratta di un supercervellone elettronico, già utilizzato negli Stati Uniti dall’Fbi, composto di un software avanzatissimo e di un hardware “che occupa lo spazio di due armadi a doppia anta”. Sarà acquistato con i fondi del tribunale di Genova che è pronto a stanziare mezzo milione di euro entro Natale.

Il cervellone è in grado di processare un’enorme mole di dati, cosa che permetterebbe alla Procura di incrociare tutti i dati sul Morandi raccolti finora.

Solo nei server di Autostrade ci sono i dati di 11mila indirizzi di posta elettronica. A questo si aggiungono atti interni, documentazione tecnica, file contenuti in computer fissi e portatili, cellulari e chat, oltre a tutto ciò che è stato acquisito successivamente presso il Mit, il Provveditorato alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Val D’Aosta, Spea Engineering, e dai computer di tutti i consulenti che, nel corso del tempo, hanno fornito pareri sullo stato di salute del viadotto.

Con il nuovo macchinario sarà possibile incrociare i dati del server di un’azienda con quelli di un’altra, anche se i rispettivi sistemi di supporto sono differenti. O si potrà ricercare uno stesso elemento informativo nei dati dei telefoni incrociandoli con quelli dei computer.

Insomma: il cervellone consentirà di mettere tutto in rete, collegare, classificare e indicizzare una massa di dati immensa.

Due le aziende specializzate in software che forniscono macchinari del genere: una in Canada e una in Australia. È lo stesso procuratore Francesco Cozzi, coadiuvato dai tecnici informatici a disposizione della polizia giudiziaria che si sta occupando della questione: processare una simile mole di dati avrebbe comunque richiesto l’affidamento di una consulenza informatica che sarebbe costata centinaia di migliaia di euro; in questo modo l’investimento sarà inizialmente più oneroso, ma il computer resterà di proprietà della Procura e potrà essere utilizzato per altre inchieste in futuro.

Non è ancora chiaro se la macchina sarà collocata in Procura o nella caserma della Guardia di Finanza: i server dovranno essere montati in una stanza sufficientemente grande da organizzarvi intorno un gruppo di lavoro.

Il Comune pensa a costituirsi parte civile nel processo

L’assessore al Bilancio e ai Rapporti con il commissario per la ricostruzione, Pietro Piciocchi, lo definisce “un atto dovuto”. Nonostante non se ne sia discusso ancora apertamente, “la città ha subito un danno, ci sono state 43 vittime, a titolo personale posso dire che credo sia naturale che ciò avvenga, mi stupirei se non succedesse”, ha dichiarato.

Ieri, durante la commissione sull’emergenza sfollati presieduta dalla consigliera Marta Brusoni, si è fatto il punto sulle spese sostenute dal Comune: per la sistemazione autonoma spettante agli sfollati che ne hanno fatto richiesta – 173 su 261 – si parla di quasi un milione e mezzo di euro di contributi, dei quali sono già stati pagati circa 300 mila euro, mentre il resto dovrebbe essere liquidato entro la fine dell’anno. Per la sistemazione negli hotel, invece, il Comune ha pagato 128.351 euro per agosto e 277.747 per settembre. Per ottobre la stima è di circa 200mila euro, non ancora erogati.

Sulla spesa degli alberghi è stato iscritto in bilancio un anticipo a valere sui fondi dell’ordinanza di protezione civile pari a 362 mila euro, cifra che sarà integrata quando sarà chiaro il quadro complessivo delle risorse

I contributi di Autostrade

Ad oggi, Autostrade ha erogato 7milioni di euro di contributi a vario titolo per le famiglie e le imprese. Per gli sfollati si tratta di un contributo una tantum tra 8 e 12 mila euro mentre per le famiglie che sono state sfollate solo temporaneamente, circa 220 nuclei, è stato riconosciuto un contributo minore compreso tra 800 e 1000 euro.

Per le imprese, invece, è stato previsto un reintegro dei fatturati calcolato in base al differenziale tra quest’anno e l’anno scorso relativamente allo stesso periodo.

I parenti delle vittime

Sulla questione, la prossima settimana sarà presentata, in giunta, una delibera comunale. Allo studio una serie di misure destinate ai familiari che risiedono sul territorio del comune di Genova, che includono una quota di alloggi pubblici, esenzioni, sgravi sui tributi comunali, la gratuità delle mense scolastiche e borse di studio peri minori.

Altro capitolo dibattuto quello relativo al pagamento delle utenze per gli sfollati per cui è stata fatta una stima pari a mezzo milione di euro anche se per ora non è stato previsto un emendamento in tal senso.

L’allerta meteo ferma i rientri lampo degli sfollati

Con le condizioni meteo in peggioramento, dalle 6 di questa mattina fino a mezzanotte il Comune di Genova ha indetto l’allerta gialla su Genova e sono state sospese le operazioni di recupero dei beni degli sfollati.

Si fermeranno anche i lavori nella zona rossa: i vigili del fuoco continueranno a controllare le rilevazioni dei sensori “in remoto”, ovvero dai computer, ma non ci saranno squadre sotto il ponte. La sorveglianza della zona rossa sarà garantita dalla presenza dell’esercito.

 

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