Le pagelle / Tre gol presi e il migliore è Reina, con Insigne. Hamsik un fantasma

Juventus-Napoli 3-0, le pagelle REINA 8 – Battuto fulmineamente dal gol in fuorigioco di Llorente (2’) tiene a galla il Napoli con strepitose parate su Pogba (1’), sul cross insidioso di Isla (7’), sul colpo di testa di Bonucci dall’area piccola (8’), su una conclusione velenosa di Tevez (25’), sul colpo di testa ravvicinato di Llorente (38’), sulla doppia conclusione di Vidal e Tevez (59’). Ma deve arrendersi alla punizione di Pirlo (Behrami e Higuian si alzano inutilmente in barriera a intercettare la parabola dello juventino) e alla magia di Pogba dal limite. Tre gol sono troppi per la sua fantastica serata. Tre gol sono troppi per chiunque, sempre – 7 MAGGIO 5 – Asamoah non gli dà mai una via di fuga. Difende con grinta. È in ritardo sul gol di Llorente, ma lo juventino è in fuorigioco, avanti a Behrami ultimo difensore azzurro. Non funziona la corsia di destra anche perché stavolta Callejon resta fuori partita. Ma uno scatto senza palla e un disgraziatissimo gol, si può avere prima della fine del campionato? Al diavolo… – 5 FERNANDEZ 6 – Tevez gira al largo, non è neanche in gran serata e il difensore azzurro ha pochi problemi. Commette un solo errore in appoggio. Cerca il gol nel finale: un tiro fuori e uno parato. E meno male che Tevez non era in gran serata – 5 ALBIOL 6 – Contro Llorente è dura, ma non commette errori. Sostiene il Napoli in attacco nella ripresa. Sembrava addirittura più piccolo del solito – 5,5 ARMERO 6,5 – Combattivo, irriducibile, in tandem con Insigne fa funzionare la corsia sinistra. Comincia in difficoltà contro Isla. Poi guadagna campo, si spinge in avanti con buone giocate. Ma la Juve ha messo un doppio catenaccio sulle fasce. Due cross per Higuain senza esito. Costante nell’iniziativa di spingere. L’unico a cui avevano detto che la Roma aveva pareggiato e che si giocava contro la Juve – 6 INLER 5 – Gioca a destra. Conclude fuori un tiro dalla distanza senza pretese (10’). Giostra senza essere marcato, né lui marca nessuno, ma non costruisce, rallenta il gioco, ha poco coraggio e, libero com’è, quando tocca la palla non è … Pirlo. Esce al 79’. Appunto: non è Pirlo – 4,5 ZAPATA s.v. – Entra per Inler col Napoli sotto già di due gol. Nonostante la stazza, si vede poco. Non pervenuto (che poi in una partita così veloce, mi spiegate cosa ce ne facevamo di un pachiderma? Mah) – s.v. BEHRAMI 5,5 – Controlla Vidal e lo tiene ai margini del gioco e della partita. Fisicamente non sembra al meglio. Manca infatti il suo pressing sui portatori di palla avversari. Non fa il leone, ma gira tutto male nel Napoli. Nel bel mezzo di un’azione da cui poteva ripartire il contropiede, ho visto Behrami fermo in mezzo al campo. È stato lì che ho capito che era finita – 4,5 CALLEJON 4,5 – Forse è stanco, troppi impegni ravvicinati. Ma, soprattutto, la Juve blocca la sua corsia. Asamoah lo aspetta e non si fa saltare mai. Qualche recupero grintoso su Pogba. Esce al 71’. È stato come avere una corsia di destra ingolfata di traffico e di smog. Ciò nonostante, tocca la palla come se ballasse il flamenco – 4,5 MERTENS 5 – Entra al posto di Callejon prima del raddoppio juventino, ma non fa meglio dello spagnolo. Un tiro dalla distanza, parato. La speranza che naufraga – 4,5 HAMSIK 5 – Evanescente nel primo tempo, quando fa solo “velo” a Pirlo. Più presente nella ripresa quando arretra per prendere palla e sostenere l’offensiva azzurra. Ammonito per proteste (60’) e risparmiato di un secondo “giallo” al 72’. Scaraventa sull’esterno della rete la palla del possibile uno a uno. Capitano poco coraggioso. Un Hamsik così in campo fa solo incazzare, e di brutto. Il rendimento altalenante, la fisarmonica delle prestazioni, l’immaturità e l’assenza di carattere. Basta. Gli avrei stracciato la cresta da testa. Non pensare alla pettinatura, bambino, pensa a giocare, e a tornare in te. Non è che hai ancora tutti questi anni davanti, per diventare un campione. Cresci, se puoi – 4 INSIGNE 8 – Non si arrende mai, non si fa mettere sotto, non cede neanche alla superiore forza fisica degli avversari. L’attacco del Napoli a Torino si chiama Insigne. Recuperato molto su Isla nel primo tempo, va all’assalto di Buffon. Il primo tiro del Napoli è suo (21’). Filano fuori di poco le conclusioni del 34’, dopo un gran numero fra Pirlo e Barzagli, e del 42’ una spanna sopra la traversa. Impegna tre volte Buffon nella ripresa (52’ su punizione, 78’, 94’). Si batte sino all’ultimo secondo ed è il solo azzurro che salta l’avversario, lo aggira, lo impegna anche fisicamente. Su di lui i bianconeri raddoppiano sempre, ma Lorenzinho sa come andar via con la sua finta irresistibile a rientrare. È il Napoli tutto che a Torino si chiama Insigne. Lui sapeva contro chi stavamo giocando. Contro la Juve. Eccheccazz – 8 HIGUAIN 6 – Trova poco spazio sul sentiero del gol dove trova l’opposizione di Bonucci e Ogbonna. Un solo guizzo sul cross di Armero: resiste alla pressione di Ogbonna, si gira, ma batte fuori (22’). Non gli arrivano palloni utili. Manca il colpo al 68’. Poco, poco – 5 BENITEZ 6 – Dopo la polemica della vigilia innescata da Conte, ci rimane sicuramente male per la sconfitta. Ma ogni piano è vanificato dal fulmineo vantaggio della Juve in fuorigioco. Il Napoli rimane frastornato, balbetta nel primo tempo e quando, nella ripresa, prende coraggio e gioca costantemente nella metà campo juventina, molti protagonisti mancano all’appello (Callejon e Hamsik su tutti) e il giro-palla è lento favorendo il piazzamento difensivo dell’avversario, prudentemente e umilmente anche con nove uomini dietro la palla. Sostituzioni impalpabili. In pratica, partita non giocata dal Napoli se si esclude la serata esaltante di Reina e Insigne e il buon apporto di Armero. La testa sbagliata, da prendere a scappellotti dietro la nuca, tutti. Non puoi entrare allo Juventus Stadium con le gambe che ti tremano, devi andarci pronto a mangiarti tutto, anche erba, spalti e spettatori. Perché se ti infilano la porta dopo pochi secondi, se non hai le gambe salde a terra, te le vedi spezzare miseramente come è accaduto a noi, non serve il guizzo dei secondi 45 minuti. È vero: manca un sacco di tempo alla fine del campionato, ancora, ma la partita contro la Juventus non fa parte del normale campionato. Certo, il bicchiere è sempre mezzo pieno: siamo a soli 3 punti dalla Juve seconda in classifica e a soli 4 punti dalla Roma capolista, tutto è ancora da scrivere. Però santa pace, se siamo al 75% ancora, fisicamente, mettiamoci il 100% di cervello. Non me ne faccio nulla di undici ragazzi intimoriti da uno stadio bellissimo e da quattro stronzi che non hanno altra voce che i cori razzisti, nessun’altra canzone che la nostra, e nessun’altra inclinazione che il furto. Contro alcune squadre devi entrare in campo con il sangue agli occhi e se uno dei tuoi compagni ha lasciato la testa nello spogliatoio devi andare là e schiaffeggiarlo a sangue. Bamboccioni che non siete altro. Siete inferiori come squadra, vero, ma è con la testa che si vince. Benitez? Non ha colpe: un allenatore con i fiocchi, un gentlement, un nobile europeo, uno di respiro internazionale. Conte? Un arrogante pecoraio. Il respiro che si sente accanto a lui è di letame – 7 MIMMO CARRATELLI e ILARIA PUGLIA

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