Cari napolisti, 欢迎, Benvenuti a Pechino

欢迎 (Huan Yin, Benvenuti), potrete sentirvi dire all’aeroporto di Pechino. Anzi ve lo auguro: significa che la finale di Supercoppa italiana, che ci vedrà di nuovo opposti agli juventini, si giocherà in Cina. A Pechino, più probabilmente che a Shanghai. L’arrivo nella capitale cinese può essere traumatico: non tanto per il paese che di per se è semplice, ma per i cinesi. Voi tenete presente il casino che può fare un gruppo di napoletani in una muntagnella dove si fa la scampagnata con tanto di Super Santos? I cinesi spesso sono pure peggio. La prima cosa che si deve superare è lo shock da aglio: i cinesi puzzano di aglio dalle prime luci dell’alba grazie alla monnezza (scusate il francesismo). Superato questo e il bambino cinese che allucca tutto il viaggio, arrivate in un aeroporto molto moderno. Il modo migliore per arrivarci da Napoli è con i tedeschi (Lufthansa con scalo a Monaco o a Francoforte) o con i turchi (Turkish, con scalo a Istanbul). La seconda è ottima e economica. Le altre scelte sono care. Altrimenti, da Roma parte la nostra compagnia di bandiera diretta su Pechino, ma ci sono tanti cinesi agliosi e criaturi urlanti. L’aeroporto è bello, nuovo. Ma fuori mano. In orari di punta mettetevi l’anima in pace: prima di quasi due ore non raggiungerete il centro città. A Pechino la tangenziale è quadrata, anzi, sono 5 anelli intorno alla città. Poiché parliamo di una città di 20 milioni di abitanti (20 volte Napoli, un terzo dell’Italia, tanto per intenderci, e con una estensione pari al Lazio) meglio cercare un albergo vicino allo stadio o, comunque, facilmente raggiungibile da questo con la metro. Già perché i tassisti pechinesi sono dei caini. Il taxi costa pochi euro, molto poco, ma sti figli del mandarino spesso non ti vogliono pigliare se sei straniero perchè non vogliono perdere tempo nel traffico e fare troppa strada per tornare. Nel taxi, per la questione dell’aglio di cui sopra, meglio sedersi dietro. Non vi preoccupate se intorno all’autista c’è una specie di gabietta o se la porta posteriore sinistra non si apre: è fatto apposta per la sua sicurezza. Potreste prendere la metro, che non è male, ma non copre tutta la città. Le stazioni sono scritte anche con caratteri latini, ma se la sera andate a fare gli splendidi nei locali cinesi, potreste trovarla chiusa. Noleggiare una macchina (rigorosamente con autista) non costa molto. Gli alberghi son buoni e costano poco: per un 5 stelle pagate 100 euro a notte. Lo stadio è spettacolare: un nido di uccello con travi intrecciate, disegnato, tra gli altri, dal dissidente artista Ai Weiwei, ma voi non ditelo ai cinesi. Come evitate magliette politiche, cose sul Tibet. In teoria anche le bandiere sono vietate e i poliziotti poco tollerano i casinisti e gli assembramenti. Lo stadio è in una bella zona con altri impianti, come la piscina, serviti per le olimpiadi del 2008. Non vi preoccupate per la lingua: se è vero che chi ten a lengua va ‘nsardegna, i gesti in cui siamo maestri possono parecchio. L’inglese non è molto parlato. Ma se in un paese Napoli si dice Napules (così come si scrive) significa che si può tutto. Il mangiare può essere un problema. La cucina cinese puà essere buonissima o una chiavica, non è proprio accessibile a tutti e la qualità spesso lascia a desiderare. Non ci trovate il riso alla cantonese o il gelato fritto. Se non vi piace il peperoncino, evitate i ristoranti del Sichuan, se vi piace la bagna cauda, andate in quelli mongoli a provare la marmitta o hot pot: in mezzo alle cosce vi mettono una pentola che bolle sempre e voi ci buttate quello che volete. Si mangia con pochi euro anche per strada, soprattutto spiedini di tutto (e dico tutto: cavallette, serpenti e schifezze varie), riso e altro. Ci sono molti ristorantini dove si mangia cinese dignitosamente. Io consiglio sempre la roba cotta, meglio il riso e i ravioli. Nei ristoranti buoni la cucina cinese è proprio buona. Il piatto tipico di Pechino è l’anatra alla pechinese o l’anatra laccata (io dico leccata, visto la glassa che ha). Da provare, molto buona, ma nei ristoranti segnalati. Ci sono posti dove si mangia all’aperto , tipo Wafungjing. Ci sono ristoranti di tutti i tipi, di tutte le cucine di tutti i paesi. Anche italiani. Un paio di ottime pizzerie per chi ha nostalgia (una è anche la succursale di un noto ristorante napoletano, che tra l’altro è tra i soci del nostro club Napoli). La sera ci si diverte tra i locali di SanLitun e ,Houhai con musica dal vivo. Molti locali notturni, negli ultimi tempi sono usciti anche i bar dove ci sono le lap dance e pole dance. Attenzione ai centri massaggi e saune, spesso sono case d’appuntamento. Se poi ci volete andare di proposito, c’è un lungo elenco negli alberghi. Va per la maggiore tra gli stranieri allupati quello che viene chiamata l’ambasciata della Mongolia. Ma attenzione: la prostituzione in Cina è vietata e le galere di questo paese non sono proprio accoglienti. Pechino è una città tranquilla, qualche borseggiatore c’è, ma è davvero tranquilla a qualsiasi ora. Ottima da girare con le famiglie. Per il resto, godetevi il paese, godetevi la visita della città e se potete, prendetevi un po’ di tempo per visitare altre città come Xian, Gulin, Shanghai, Suzhou, Hong Kong.Ovviamente, per qualsiasi cosa il Club Napoli Cina Diego Armando Maradona potrà, nei limiti del possibile, aiutare chiunque. Sappiate che i locali dei nostri soci praticano sconti ai tifosi. 你好 (Nihao, ciao).
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