Voglio parlare col barbiere
di Morgan De Sanctis

Voglio parlare con il barbiere di Morgan De Sanctis. Fatemelo conoscere perché devo chiedergli un paio di cosette. Vorrei sapere se non ha per caso esagerato con un Gragnano frizzante ben freddo prima di consigliare al suo cliente l’acconciatura che esibiva in campo a Verona. Roba che neanche gli Spandau Ballet negli anni Ottanta.
L’idea di quell’onda tutta gelatinata e laccata come è venuta fuori? Ma, a pensarci bene, non è che Morgan ha fatto tutto da solo? Probabilmente ispirandosi all’altro portierone, quel Gennaro Iezzo che ha sempre avuto la mano allegra sulla “gommina” per capelli?
Vorrei però anche sapere (dal barbiere o da De Sanctis) come l’onda abbia potuto sfidare la gravità e la pioggerella con tanta protervia. Insomma: o i due sono responsabili di un allargamento del buco dell’ozono o hanno un segreto. Che sono pregati di confidare alle signore alle prese con pieghe da domare.
Comunque, per completezza di cronaca, va detto che De Sanctis – con Rullo e rispettive signore – martedì sera era al San Carlo, alla prima della Giselle interpretata da Roberto Bolle. Che si sia ispirato allora alle fascinose onde della pettinatura del ballerino desnudo? Del resto allo stesso spettacolo giovedì ha assistito anche Santacroce con la fidanzata Barbara. A testimonianza del fatto che il calcio e la danza si stanno avvicinando come i lati di un triangolo verso il vertice.
Comunque, visto che siamo alle spiegazioni: caro mister Mazzarri ma contro il Chievo, in campo, ha messo le lenti a contatto? Dove sono finiti gli occhiali? E, per curiosità, quanto prurito aveva alle mani alla fine del primo tempo? E’ vero che ha pensato che Di Carlo stava facendo un po’ troppo il fanatico? Ma, mister, con una chioma come la sua non si può litigare con uno che ha la pelata. E poi il gol di Denis ha comunque riequilibrato gli umori.
Anna Paola Merone

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