Mazzarri-De Laurentiis
la lingua è la stessa?

Tu chiamale se vuoi frizioni. Allenatore e presidente esternano a distanza di mezz’ora l’uno dall’altro. Ma l’impressione non è proprio quella di due persone che parlino  la stessa lingua. In sintesi: il primo mette le mani avanti, che è un po’ il suo marchio di fabbrica. Attenzione, dice, la Sampdoria nell’anno in cui la portai in Uefa pagò un po’ in campionato e non voglio che me lo si rinfacci, pubblico e… presidente. Ho bisogno di una rosa valida che possa competere su tutti i fronti. Il secondo sembra non sentire da quest’orecchio. Che me ne faccio di giocatori già affermati se poi mi rimarranno sul groppone? Il Barcellona per il suo progetto rinunciò alla squadra immediatamente competitiva e pensò a costruire lo stadio. Tu chiamale se vuoi, frizioni. Ecco, uno per uno, i virgolettati sulla stessa materia. Così, cari napolisti, anche voi potete farvi un’idea: “Voglio giovani di 18-20 anni che esplodano con noi per anni – dice De LAurentiis –  proprio come ha fatto il Barcellona. Io mi sto ancora leccando le ferite dei contratti esagerati in serie B”. E se Mazzarri non fosse d’accordo? “Pazienza”. Poi, scrive il Mattino, ritorna e precisa: “Nel senso che poi ne parleremmo fra noi: io voglio lavorare con lui per tanti anni”. Ed ecco Mazzarri: “Con la Samp mi qualificai per la coppa Uefa arrivando nello stesso anno anche in finale di Coppa Italia. Quell’anno la società decise di non investire, diede Maggio al Napoli e prese dei giovani, molto forti dal campionato di B”. Poi c’è la frase della settimana precedente: “se resteremo” anche se Mazzarri l’ha imputata ad un intercalare. Sicuramente finirà a tarallucci e vino. Mazzarri e De Laurentiis, basta poco a trasformare le emozioni in frizioni e viceversa.

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