La partita, la festa
l’ultimo giorno di scuola

L’ultimo giorno di scuola è una sequenza di immagini. L’insegnante che saluta e invita a fare i compiti per l’estate. Gli amici con i quali prendi appuntamento non per il pomeriggio, ma per l’indomani mattina magari per una passeggiata goliardica in riva al mare, il bidello che finalmente sorride sapendo che sarà in pace per un giorno e poi si sentirà solo, l’attesa per i quadri, i giudizi o gli esami. L’ultimo giorno di scuola è un’immagine per tutti. Dimentichiamoci allora di Napoli-Atalanta. La partita, quella non c’entra. Nonostante la vittoria per 2-0 i quarantacinquemila del San Paolo avevano tutt’altro a che pensare: ai bergamaschi da mandare in B, alle bandierine consegnate (poche) all’ingresso dello stadio, alla radiolina che mandava in tam tam i risultati di Juve, Inter e Roma con relativi boati oppure nooo di disapprovazione. Sole sul San Paolo e allora eccole le immagini dell’ultimo giorno di scuola. Tutti in campo con i figli: Le due bambine di De Sanctis, quelli di Paolo Cannavaro, il piccolo Thomas, figlio del Pocho, fotocopia del Lavezzi che oggi avrebbe meritato quattro, ma soltanto la grande stima del San Paolo gli ha concesso un’ovazione in quell’unica discesa in cui ha seminato i birilli venendo poi strattonato in area. Orsato ha detto "tutto regolare" ma il rigore c’era, solo che non serviva. Gli striscioni della curva: un vaffanculo a Maroni. Proprio così era scritto:  "Vaffanculo" tra gli applausi dello stadio e i ripetuti appelli dello Speaker a rimuoverlo. E poi l’altro striscione: "Paolo Cannavaro in Nazionale". Il gol fallito da Denis (adieu Tanque). Al 37′ perfetto il cross di Maggio Denis colpisce di tempia e fa cilecca. Chissà se le telecamere di Sky hanno fatto vedere la sua disperazione e poi il gesto mimato di fare un passo avanti verso il palo e colpire di fronte piena ("così dovevo fare, così"). E poi il gol di Quagliarella che ha esultato sotto la Curva A dove aveva visto la partita precedente, Rullo (adieu anche a te) chiamato per sostituire Dossena che mentre pregustava l’entrata in campo è stato mandato a sedere per poi essere richiamato e gettare violentemente il fratino a terra. E ancora Lavezzi e Mazzarri che si sono lanciati a vicenda l’acqua addosso. Il secondo gol di Quagliarella con lo stacco di testa e il triplice fischio finale. E qui la festa con una certezza consolidata: "Il ragazzo della Curva B" E’ l’inno del Napoli. Il San Paolo dopo il classico soldanto innammorato, quasi non se l’aspettava. E addirittura il dj ha giocato con lo stadio togliendo l’audio e facendo cantare la gente, tutta lì raccolta, come una magia, mentre la squadra faceva il giro di campo spogliata e denudata di magliette e pantaloncini. Poi negli spogliatoi sfilata di mamme e bimibi, con la signora Maggio che faceva sfoggio della sua Louis Vuitton nuova. Bimbi, tanti bimbi, mai vistà un’età media così bassa. E gli steward che cercavano di contenere tutti: "Sa è l’ultima, il contratto deve essere rinnovato e oggi ci teniamo a fare bella figura". Immagini da ultima giornata di campionato, con il presidente che invita tutta la stampa sul set di cinecittà e annuncia una cena di fine d’anno. L’anno scorso l’atmosfera fu tesissima. De Laurentiis preferì non dir nulla. Quest’anno è giù tutto pronto. Gioiello alle signore e orologio ai giocatori. Poi a Genova dove Mazzarri ha il dente avvelenato. La squadra nella cena di dopodomani dovrà promettere di vincere per lui. Ci tiene. Chiudiamo il registro dell’anno scolastico 2009/10 al San Paolo. Il prossimo appuntamento è il 28 maggio. Ma come c’è Campionato? No, si assegnano gli europei e si capirà qualcosa in più del futuro del nostro stadio inferno e paradiso delle domeniche napoletane.
<strong>Paolo Carafa</strong>

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