I calciatori non sono
vittime dell’orco Aurelio

Gli affari sono affari. E quasi mai di cuore. Nel calcio, poi, nessuno mai regala nulla. Diritti di immagine, che grande questione. Soprattutto se c’è una società come il Napoli che va controcorrente: oltre al cartellino del giocatore, acquisisce in toto ogni altra sua fonte di guadagno. E allora, la discussione viene facile: il Napoli non potrà mai avere campioni in rosa, quelli con stipendi da mille e una notte, derivanti appunto dal business del marketing. Vendere se stessi nel calcio frutta tanto e il freno di De Laurentiis ha soltanto anticipato una linea che presto sarà assunta da tutti i presidenti di calcio.
Che fine faranno gli strapagati dal marketing Ronaldinho, Toni, Cannavaro, Rooney, Ribery? Accetteranno, non c’è dubbio. E un motivo c’è. I contratti sono bilaterali, sempre. Frutto di una trattativa, di clausole anche onerose e sostanziose per l’una e l’altra parte. Si dà e si riceve, si finge di rinunciare, ma in realtà non si rinuncia mai a nulla. Perché nessuno fa regali a questo tavolo. E allora, vero che De Laurentiis acquisisce anche l’immagine del calciatore, vero anche però che cede altro. Sale l’ingaggio, aumentano i bonus, i premi a rendimento. Persino il numero dei gol di un attaccante può essere fatto valere in sede contrattuale e fare lievitare lo stipendio.
Si obietterà: ma associare il proprio nome, la propria immagine ad un marchio ha un’importanza che va anche al di là dei soldi. Quello sì, perché ci sono calciatori sul viale del tramonto per i quali c’è da veicolare ancora un personaggio. E gli spot in tv, i totem pubblicitari in strada, in questo caso, alzano anche il prezzo del cartellino. Qui la controtendenza del club di De Laurentiis e la <finta> rinuncia del calciatore. L’immagine te la dà il Napoli in campo, il compromesso sui guadagni poi si trova. Senza che nessuno perda nulla. Perché gli affari sono affari, il Napoli lo sa. Il diritto sull’immagine diventa né più né meno che un ulteriore passaggio nella contrattazione tra un calciatore e la società di calcio.
Monica Scozzafava

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