Tanta voglia di Pazzini
con 18 mesi di ritardo

Aurelio De Laurentiis era a Chieti ieri per ritirare il premio Peppino Prisco insiste su Pazzini: "Si, mi piace e fa al nostro caso. Ora dipende da lui se vuole giocare la Champions (che non è ancora  ufficialmente conquistata) o subire il fascino del Napoli e giocare l’Europa League. Ora dipende solo da lui, noi lo vogliamo, lo accoglieremo a braccia aperte".  Cosa che non avvenne al mercato di gennaio dello scorso anno, quando Pier Paolo Marino disse no all’arrivo del centravanti. "Abbiamo già Denis", disse l’ex direttore generale. Parole che hanno ricordato quelle (forse) pronunciate da Vujadin Boskov quando, nel lontano 1995, disse no all’arrivo in prestito del giovane Pippo Inzaghi: "Abbiamo già Imbriani" sentenziò.
Tornando ai giorni, siamo all’ennesima sconfessione di Marino. Un anno e mezzo fa Pazzini costava  dieci milioni di euro. La Fiorentina lo mise sul mercato perché alla Viola era chiuso da Gilardino. Alla Samp il Pazzo sembra maturato, anche se una piazza come Napoli non è un’isola felice come Genova. Le pressioni sono diverse. E già a Firenze il centravanti ha fallito sotto quest’aspetto.
De Laurentiis ha parlato anche dell’Europa conquistata: "Siamo felici. Entriamo in Europa dalla porta principale. Ma io non dimentico il passato e non dimentico che dalla Fallimentare ho preso una scatola vuota. A Napoli si sono vinti due scudetti, poi però è arrivato il fallimento. Quindi significa che non  si è lavorato bene. Il mio compito è quello di far durare nel tempo un progetto, con un bilancio sano. Senza fare follie. Gli ultrà? C’è gente che viene a tifare allo stadio, altra che non si sa chi sia e che viene a fare altro. Ieri allo stadio ho visto un grande spettacolo e una festa popolare".

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