7 anni da tifoso in Padania

Un altro anno da tifoso del Napoli in “Padania” è passato, il settimo per l’esattezza, ed anche se con qualche rimpianto per un mancato piazzamento che poteva essere storico, ne arriva finalmente uno in Europa League, ex Coppa Uefa, e stavolta senza dover passare dalla porta di servizio (preliminari). Oggi posso guardare al passato e notare, con un sorriso, come i miei lunedì in ufficio sono cambiati negli ultimi 7 anni.
Sette anni trascorsi da tifoso, anzi, da malato del Napoli, in un piccolo centro della provincia di Novara, Borgomanero, a pochi passi dal Lago Maggiore. Sette anni durante i quali siamo passati dalla B, alla C, e poi ancora alla B, alla A, ed alla fine in Europa. Sette anni in cui, i miei lunedì in ufficio, tra juventini (tanti) milanisti ed interisti (meno), sono passati da una “cordiale indifferenza” dei colleghi, ad una “finta considerazione”, ad una vera e propria “freva da sfogliatella”.
La “cordiale indifferenza” era quella dei tempi della serie C, quando al lunedì i colleghi parlavano delle vittorie delle proprie squadre e, vedendomi indifferente, mi chiedevano del Napoli, fingendo quasi simpatia per la mia squadra: "Ma il Napoli? Cavolo, certo che è un peccato vedervi in C con tutti gli spettatori che fate la Domenica…”. La “finta considerazione” era quella del ritorno in B, quando anche loro si trovavano finalmente nella mia situazione, e quasi gli dava fastidio il dovermi parlare da pari, a pari (calcisticamente parlando). Così lo facevano fingendo rispetto per il Napoli come antagonista, ma sempre con quel filo di superbia, di superiorità strisciante, tipico del popolo juventino.
Poi, la serie A. Qualche soddisfazione il primo anno. Un secondo anno fatto di gioia, urla fuori dalla finestra e bandiere esposte al balcone…questo nel girono di andata. Urla di rabbia, sorrisini dei colleghi alla macchinetta del caffè e Domeniche “intossicate” al ritorno. Quest’anno poi, finalmente, è arrivata la “freva da sfogliatella”. Si, quella sana “febbre di rabbia” che è montata agli amici juventini, dopo le 6, e dico SEI, sfogliatelle prese tra andata e ritorno. E allora sì. Allora, dopo 7 anni mi sono presentato in ufficio il lunedì con la maglia di Lavezzi, sbeffeggiando anche l’amministratore delegato, il quale ringraziando Dio non mi ha licenziato (ma dopo 7 anni potevo mai perdermi l’occasione di “sfotterli” e vedere quei sorrisini diventare sempre più una smorfia di dolore?).
Allora i nuovi vicini, hanno capito per chi tifavo. Eh si, perché quando mi sono trasferito nella nuova casa, a dicembre 2008, il Napoli era appena piombato in una crisi nera, dove la vittoria era un miraggio, e i gol pure. Fino a Giugno 2009 non c’è stato alcun grido di Tarzan, alcuna esultanza, i vicini magari nemmeno sapevano che io fossi lì. Ma da Settembre lo hanno saputo, eccome se lo hanno saputo!!! Ora nel palazzo non c’è dubbio su chi io sia, da dove venga e per chi io tifi.
Poi in questi giorni leggo che tra le destinazioni possibili per il ritiro azzurro c’è Varallo Sesia. Località sconosciuta ai più, ma famosa qui nella zona per una festa estiva, “L’Alpà”, che richiama migliaia di padani che festeggiano tra stand, vin brulè, gastronomie alpine e concerti (ha suonato anche Pino Daniele). Non ci credevo. Potrei avere il Napoli, il mio Napoli, in ritiro qui, a 50 km da casa!!! Ma ci pensate? Questo vorrebbe dire praticamente trasferirmi a Varallo ogni giorno dopo lavoro con moglie e figlio di 3 mesi, tutti rigorosamente Partenopei Inside® e tutti ovviamente agghindati con maglie e merchandising vario, tutto rigorosamente marchiato SSC NAPOLI originale. Povero piccolo, nato in padania con sangue azzurro, potrebbe però avere già le sue prime foto con i giocatori ed un papà felice come una pasqua e carico come una pila, nonostante le notti insonni passate accanto a lui (e Hamsik ne sa qualcosa).
Leggevo di altre due possibili destinazioni, ma nemmeno le ho memorizzate, ormai nella mia mente e nel mio cuore c’è solo una speranza, tornare ad avere il Napoli a portata di mano, come quando, da ragazzino, facevo “filone” per andare a vedere gli allenamenti a Soccavo, al centro Paradiso, vicino casa mia, gridando a Shalimov “Gigi D’aleeeeeeeè”. Fino allo scorso anno ho aspettato il mese di Agosto per andare in vacanza, per tornare a Napoli. Quest’anno lo aspetto perché è il Napoli che potrebbe venire da me, ed io, il mio figlioletto e le centinaia di Napoletani che sono qui lo aspettiamo con tutto il cuore. Forza Napoli sempre e ovunque!
<strong>Claudio Cesario</strong>

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