Da Fava Passaro a Pazzini
quanti no all’azzurro

Tutto cominciò con Dino Fava Passaro, attaccante di Formia, classe ’77. Nel luglio del 2005 lo cercò Marino. Aveva appena conquistato la Champions League con l’Udinese e disse: no grazie. “Napoli torna in serie B che sarò felice divenire al san Paolo”. Dopo cinque anni il Napoli è in Europa League e lui è retrocesso in serie C con la Salernitana. Strana storia quella di Napoli e dei bomber. Rolando Bianchi, Floccari, Di Natale, Acquafresca, Cruz. De Laurentiis (e Marino) ha sempre dovuto penare per trovare l’attaccante che poteva rappresentare il nuovo Savoldi, il nuovo Careca. Collezionando sempre e solo no.  Dopo Fava Passero è arrivato quello di Rolando Bianchi. Il suo niet è datato 2007, quando andò via dalla Reggina e scelse il Manchester City piuttosto che la formazione azzurra. Pessima esperienza la sua, prima di arrivare al Torino dove è esploso quest’anno con 23 reti. Gli altri no risalgono alla scorsa campagna acquisti. Floccari è esploso alla Lazio (7 gol in 16 partite) dopo un inizio claudicante al Genoa (4 gol in 11 gare). Robert Acquafresca, dopo un’annata strepitosa al Cagliari con 24 gol, non ha trovato fortuna né all’Atalanta, né nuovamente in rossoblù. Infine Totò Di Natale. La moglie evidentemente lo ha consigliato bene. Meglio rimanere a Udine (28 gol, capocannoniere) che scendere a Napoli e in Friuli, nonostante una formazione che ha disputato un campionato mediocre. Ora Pazzini. Verrà a Napoli o sarà l’ultimo dei no servito alla corte di De Laurentiis?

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