Bentornato 10 maggio
una data, un omaggio

Oggi, o’ iuorno 10 e’ maggio, s’è avverato nu’ miraggio,
quando l’arbitro Pairetto ha concluso la partita
è arrivato, o’ scudetto, chell’attesa di una vita.
Che gran festa sugli spalti! Quanta gioia dint’o’ core!
Fra canzoni abbracci e salti questo Ciuccio è tricolore!
Ringraziamo emozionati Bianchi, Allodi, Ferlaino,
consiglieri ed impiegati, poi Carmando e il buon Marino.
Con il cuore in Paradiso or vi chiedo l’attenzione
e vi narro, col sorriso, cosa ha fatto sto’ Squadrone.
All’esordio in Lombardia contro il Brescia neopromossa
ecco Diego: scatta, e via, il sinistro suo l’affossa.
Viene in casa l’Udinese, già sogniamo la vittoria,
ma ci frena nelle attese, improvvisa, quella storia.
Per il derby ad Avellino siamo ancora un po’ intronati,
gli lasciamo un punticino, ce ne sono molto grati.
Con il Toro c’è paura, siamo usciti dalla coppa,
la partita è tosta e dura ma alla fin torniamo in groppa.
Ecco Genova col Doria e le grida di terroni,
rispondiam con la vittoria rifilando due palloni.
L’Atalanta? Senza rischi! La partita sarà bella!
Alla fine quanti fischi per lo scherzo di Garella!
Con la Roma c’è Romano che lì in campo è “robba bbona”,
su gran lancio di Giordano gol vincente e’ Maradona!
Viene l’Inter, siamo in vetta, di sicuro oggi vinciamo,
alla fine, che disdetta, solo un punto raccogliamo.
A Torino, coi campioni, per la sfida testa a testa,
gli doniamo tre palloni ed a Napoli è già festa!
Contro l’Empoli tuoneggia, scende l’acqua a catinelle,
ma sta’ squadra furoreggia, e fa tante cose belle!
Sempre in casa, col Verona, non ci ferma più nessuno,
ma l’attacco non funziona e così, un punto per uno.
A Milàn contro il barone, che in panchina c’è e si sente,
non facciamo un figurone, ma per Bianchi non fa niente.
Ecco il Como, poi Natale, buone feste a questi e a quelli,
ma il messaggio più augurale so’ i due gol di Caffarelli!
Anno nuovo, inizio brutto, a Firenze con Lanese
ci succede un po’ di tutto, lo mandiamo a quel paese.
Per la fine dell’andata viene l’Ascoli Piceno,
la vittoria è assicurata, fila il ciuccio come un treno.
Siamo primi, soli in testa! E non era mai successo!
Non possiamo fare festa ma però è bello lo stesso!
Per tirare un poco il fiato ascoltiamo ora i commenti,
a metà del campionato, dei signori presidenti.
“Cosa? Il Napoli? Bravini, ma non credo duri molto”
dice il cuoco Pellegrini ma nessuno gli da’ ascolto.
“Credo al Napoli campione? cosa dite, siamo seri!
Non c’è proprio paragone, vinceranno i bianconeri!”
Boniperti, svergognato, non da’ retta al vate Agnelli
che ad agosto ha sentenziato “I Campioni saran quelli!”.
Sulla sponda rossonera, ora in mano a Berlusconi,
il ricordo di Rivera causa tanti lacrimoni.
Pure nella Capitale, dove c’è Viola al comando,
molte cose vanno male e la barca sta affondando.
Nel frattempo il gran volpino sfoggia tanta indifferenza,
zitto zitto Ferlaino a quel “coso” già ci pensa.
Ricomincia l’avventura col girone di ritorno,
questo Ciuccio fa paura, Bianchi picchia notte e giorno.
Viene il Brescia, la leonessa, con ferocia e con ardore
cerca un pari per se stessa, è punita su rigore.
Scende al Friuli Diego in campo nel ricordo dell’andata,
questa volta non c’è scampo, un rigore e una zampata.
Torna il derby dei campani, senza Diego stiamo male,
ma battiamo poi le mani a Totore e a Carnevale.
A Torino coi granata forse il pari è pure giusto,
ma Giordano, che fiondata!, ci fa ridere di gusto.
Con la Samp ch’è sbarazzina qua rischiamo la disfatta,
ma al gran Diego poi s’inchina, e ringrazia per la patta.
Ecco a Bergamo Giordano, altro gol da incorniciare,
l’Atalanta abbiamo in mano, già ci sembra di sognare.
Per il derby con la Roma c’è il gran record dell’incasso,
ma la lupa non si doma, questo pari è un mezzo scasso.
A Milano sembra fatta ché con l’Inter basta il pari,
che un sol tiro poi ci batta ci fa star coi “nervi” amari.
C’è la Juve di Tacconi, parla troppo sto’ portiere,
gli infiliamo due palloni e un gran calcio nel sedere.
Due trasferte, una in collina, l’Empoli offre zero a zero,
Diego ha avuto una bambina e non c’è con il pensiero.
Sotto Pasqua, poi, a Verona, la sconfitta è brutta assai,
questa squadra è tanto buona, mo’ però sta mmiez’ai guai.
“Contro il Milan vinceremo!” giura il gruppo, che è compatto,
“Preside’, lo stroncheremo con due reti!” detto e fatto!
Contro il Como basta il pari perché l’Inter perde fuori,
son finiti i giorni amari, guarda quanti tricolori!
Quella meta ora è vicina . . sette giorni di passione . .
poi vattimmo a’ Fiorentina e comincia l’esplosione.
La Città si è preparata con bandiere e con striscioni,
ecco! Arriva la giornata, porta splendide emozioni!
Quello Stadio tutto Azzurro, tanti cori, e che boato
quando Ameri, in un sussurro, grida “Il Napoli ha segnato!”.
Quanti sguardi al tabellone mentre dura la partita,
ecco: “IL NAPOLI E’ CAMPIONE!” E’ finita! Ora, è finita!
C’è chi piange . . . chi si abbraccia . . .
chi si guarda zitto in petto . . .
poi sorride . . . e aiza a’ faccia . . .
E’ ARRIVATO, O’ SCUDETTO !!!

Napoli, Stadio San Paolo, 10 maggio 1987

Bruno Fabbrini

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