A Milano i calciatori
sono vip, a Napoli no

SuperMario che fa le corna alla Trota, nel senso di Renzo Bossi di Umberto, perché beccato sotto casa della bionda ventenne bresciana Eliana Cartella, ufficialmente fidanzata con la Trota leghista. SuperMario che prende lezioni da Fabrizio Corona e si fa vedere in giro con il noto bullo fotoreporter. SuperMario, infine, che si adorna come una Madonna siciliana e fa titolare a Novella 2000: “Gli amuleti di Balotelli, adesso SuperMario si affida a Padre Pio”. La questione può apparire insolita se non strampalata ma non è affatto secondaria ed è ben visibile ogni settimana sui cosiddetti pink-magazine, ossia le riviste rosa di gossip, tra l’altro le più vendute nel paese. In questo caso abbiamo parlato di Mario Balotelli, nuova star dei paparazzi. Il discorso però si può estendere ad altri calciatori, tipo Marco Borriello o Bobo Vieri. Insomma, la dolce vita dei giocatori. Di Milano, in particolare. La New York italiana, l’unica città davvero internazionale dell’Italia. L’altra faccia del velinismo, santificato dall’unione tra Ilary Blasi e Francesco Totti, ma a Roma, che rappresenta un altro versante di questo fenomeno. Il dubbio, quindi, che discende dal quadro tracciato sinora è questo: Balotelli verrà mai a Napoli, provincia ai margini dell’Impero, giornalisticamente parlando? Milano, infatti, garantisce una vetrina unica. E’ la città delle modelle, delle sbornie di Adriano, delle cene piene di ragazze del single Ronaldinho, della nuova vita di Lapo Elkann. In ogni metro quadro del centro rischi di inciampare in una foto potenziale per i periodici di gossip. Oggi un calciatore non è più solo un calciatore (e qui si potrebbe declinare, un’analisi come quella di Gallo su Mazzarri che non è Mourinho e parla solo di calcio): è un capitale di carne umana che la domenica gioca ma durante la settimana spesso si gode la vita come un attore o un tronista (parlo sempre di Borriello e Balotelli). Per molti di loro, soprattutto quelli belli, non è più tempo della leva calcistica degregoriana. Sacrifici sì, ma fino a che punto? Fino a trasferirsi in una piazza come Napoli che garantisce sì uno stadio e un pubblico da sogno ma non una dolce vita glam e trendy? La questione può essere centrale. Torniamo sul napoletano Borriello (che non ha mai espresso, tra l’altro, un grande desiderio di tornare). Lui e Pippo Inzaghi, alcune estati fa, erano in vacanza in Sardegna. Costa Smeralda. Una sera al Billionaire, Borriello conobbe Belen Rodriguez. Doveva essere solo una notte di sesso. I due si misero insieme. Poi le andò all’Isola dei famosi e lui entrò in crisi, anche in campo. Oggi, peraltro, Belen sta con Corona ma si parla di un suo ritorno di fiamma con Borriello. A Milano, of course. Ed è per questo che alla fine Balotelli o altri potrebbero ritenere Napoli una città poco appetibile dove venire a giocare (e non dimentichiamo la campagna anti-napoletana che fecero i catalani quando si sparse la voce di un interessamento di De Laurentiis a Messi: i giornali spagnoli additarono la nostra città come quella che aveva rovinato Diego). I novanta minuti della domenica passano subito. Il resto è vita e loro la vogliono vivere ai massimi livelli. Così finisce per essere paradossale lo scambio Hamsik-Balotelli. Due ventenni agli antipodi: il primo già padre, il secondo con una lunga carriera da star dei paparazzi. In questi casi, la vita privata conta eccome. <strong>Fabrizio d’Esposito</strong>

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