A Parma il club Napoli tifa in Tribunale

Caro Napolista, per l’anagrafe sono nato a Parma nel 1952, figlio di genitori napoletani, solo per il fatto che mio padre vincitore di un concorso in Prefettura fu qui assegnato nel 1951: da piazza dei Martiri al Palazzo della Pilotta c’è stata una bella differenza ma devo dire con tutta onestà che Parma è non solo Petite Capitale al confronto con Parigi ma anche con Napoli! E’ quindi innegabile qualificare la fierezza delle mie origini partenopee per educazione, cultura e senso di appartenenza, seppure contento di vivere in questa città a misura d’uomo, che peraltro ha molte similitudini con la nostra Napoli (musica, canto, cultura, gastronomia, altruismo e tanto ancora) e questa dualità mi fa definire parte….nopeo e parte…parmigiano !
Sorvolo sull’adolescenza ma non sulla mia presenza allo Stadio San Paolo in occasione della famigerata partita Napoli-Modena (22 aprile 1962), terminata con l’invasione di campo e con la devastazione del bar della tribuna d’onore ove ci riparammo con mio padre e altri suoi amici, così come devo ricordare un’altra invasione ma stavolta bella (campionato 1964-1965) quando Parma fu raggiunta da tifosi (e “ciucci” veri) allorché il Napoli si disputò la promozione in serie A e il Parma retrocesse in serie C.
Già da prima la fede calcistica pulsava per i colori azzurri ma il culmine lo abbiamo raggiunto nel 1987 quando il Napoli vinse il primo scudetto: sull’onda dell’entusiasmo ci siamo determinati a costituire il primo (e unico) Napoli Club Parma, nato dall’amicizia di tanti amici napoletani con i quali eravamo soliti frequentarci per le comuni passioni, tra le quali anche quelle calcistiche (e non solo) !
Modestamente ritengo che tale costituzione sia l’unica tra tutte le tifoseria organizzate, perché decidiamo di costituire il Club per atto pubblico a cura del Notaio dott. Antonio Caputo ed eletti quale presidente onorario l’allora presidente del Tribunale di Parma dott. Gianfranco Pico, presidente effettivo il sottoscritto e tra i consiglieri era rappresentato il gotha della pubblica amministrazione di Parma (questore, vice prefetto, dirigenti dell’amministrazione finanziaria, dell’Interno, Forze Armate, ecc.) oltre a professionisti e soprattutto tanti tifosi (ne ricordo oltre 180) di tutte le estrazioni. Ma quello che più ci ha sorpreso è stata la partecipazione di “parmigiani” (e mi creda non pochi) che avevano cominciato a tifare per il Napoli col passaggio alla nostra squadra di tanti campioni (soprattutto Sivori).
La circostanza più simpatica la si è avuta quando il notaio decise di notificare l’atto costitutivo e statuto alla Società: purtroppo ancora non c’era la trasmissione ma ci è stato riferito che quando l’atto è stato portato al presidente Ferlaino gli pareva di essere su “SCHERZI A PARTE” (….), tanto era incredibile che si fosse arrivati a simili formalità!
Da allora ci dotammo di una sede, completa di televisione, e soprattutto demmo atto della nostra presenza alle trasferte per noi vicine, anche se non sono stati infrequenti gare “casalinghe” al San Paolo. Indimenticabile fu la semifinale di Coppa Uefa Bayern-Napoli a Monaco, raggiunta con un pullmino Volkswagen di sette posti, noleggiato per l’occasione, col presidente del Tribunale, mio padre, e noi “giovani” che ci alternavamo alla guida per la memorabile vittoria. Gli altri ci hanno poi raggiunti con ogni mezzo, e festeggiammo in un notissimo ristorante di Marien Platz, accompagnati personalmente da tifosi del Bayern. Il locale, già chiuso, fu fatto riaprire per noi e i tifosi del Bayerni brindarono con noi per il bel Napoli e per la meravigliosa capitale “mitteleuropea”. Ricordo che un direttore tecnico della Bmw, italiano di Verona (è tutto dire…), ci ringraziò perché a seguito della vittoria gli emigranti italiani potevano vivere di rendita per un bel po’ di tempo.
Mi rendo conto di essere troppo prolisso ma parlare di questi ricordi, non solo calcistici, fa rammentare persone amate che purtroppo non ci sono più e quindi concludo con qualche nota di comunanza e di attualità.
Già ho detto della vicinanza tra le due città ma che dire degli intrecci calcistici intercorsi tra il Napoli Calcio e il Parma Calcio: personalmente posso assicurare, e non temo smentite per presenza diretta, che tra Corrado Ferlaino e Calisto Tanzi c’è stata una condivisione totale nelle posizioni assunte nei ranghi degli organismi federali e lo scambio di giocatori, tecnici, procuratori ne è una probante conferma. E ciò anche in ragione di un passato più remoto (Sentimenti, Zurlini, Spanio, Mora) fino ad oggi (Contini, Paolo Cannavaro, Bucci, Cigarini) e forse ne dimentico.
Dopo le note traversie, il Club è stato sopito, e di fatto lo è tuttora. Ma ciò non ci esime di ritrovarci con nuovi amici trovati sulla strada azzurra e nel “Club della sofferenza”, come eravamo diventati nella polvere della C. Oggi a volte siamo ancora un po’ sofferenti ma più che altro critici in assenza di bel gioco.
Siamo alla vigilia di Napoli-Parma e non posso che rilevare che i punti servono più ai “nostri” che al Parma (già salvo), quantomeno per i due mancanti all’andata.
<strong>Avv. Massimo Restano</strong>

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