Pasqua con un pareggio,
Hamsik e gli osservatori

Il Napoli deve guardare già oltre il pareggio e l’occasione sprecata contro la Lazio di Reja, suo ex allenatore e per sempre suo amico. Un’altra vittoria, la terza in dieci giorni, avrebbe consentito alla squadra di scalare la classifica. La lotta per il posto nelle coppe resta apertissima dopo i ko di Palermo e Juve ed ecco perché Mazzarri deve spostare l’attenzione sulle prossime sfide. Le partite contro Parma, Bari, Cagliari e Chievo possono essere decisive: sono quattro squadre che niente più hanno da chiedere al campionato perché si sono salvate e della loro tranquillità il Napoli dovrà approfittarne per dare corpo al progetto che De Laurentiis ha avviato con investimenti per 57 milioni. Ieri, deluso per la prestazione contro la Lazio, Mazzarri ha negato l’obiettivo Europa. Lo coltiva in silenzio e riteneva che l’Olimpico fosse l’occasione giusta per compiere l’ulteriore salto. Ha visto, invece, De Sanctis piegarsi dopo pochi minuti ancora una volta. Una grande squadra non si fa colpire così, al primo pallone che viene scaraventato in area. Pronto è stato il Napoli a cancellare lo svantaggio con l’ottava rimonta, ma si è fermato qui, al punto, senza cercare nella ripresa di sfruttare le capacità di Quagliarella e Lavezzi per vincere. Aria da volemose bene che De Laurentiis non ha gradito perché vorrebbe i giocatori a sua immagine e somiglianza: sempre sul pezzo, al massimo.
Il talento – Nel pareggio di Roma ci sono due buone notizie, comunque: il quarto risultato utile di fila e la prestazione di Hamsik. Per due mesi abbondanti la squadra non era riuscita ad esprimere continuità sul piano del gioco e dei numeri: le due vittorie al San Paolo  e i due pareggi esterni l’hanno riportata in quota e il calendario propone quattro propizie occasioni per accelerare, a cominciare dal Parma sabato a Fuorigrotta. Poi Marek, arrivato all’undicesimo gol, il suo record. La flessione del Napoli era coincisa con l’appannamento del grande talento che potenti club europei invidiano a De Laurentiis. Si è ritrovato ed è tornato a segnare in trasferta dopo oltre cinque mesi, gol simile a quello nella partita contro la Juve, sul lato destro, sorprendendo l’avversario. La capacità di Hamsik, che ha saputo anche occuparsi di Ledesma, sono straordinarie perché, quando è in forma, sa fare bene tutto, dal difensore aggiunto alla seconda punta. Sarà l’uomo in più, da qui al 16 maggio.
Il progetto – A sei mesi dalla prima svolta, che portò alla rottura con Marino e Donadoni, il presidente De Laurentiis ha compiuto il secondo passo, creando la rete osservatori con l’assunzione di Micheli e Mantovani, così abili nella ricerca di talenti da aver insegnato il mestiere agli aspiranti dirigenti iscritti al corso di Coverciano. L’obiettivo del Napoli è scovare tanti Hamsik, ovvero giovanissimi giocatori stranieri che possano perfezionare le loro qualità ed essere poi lanciati nella mischia, com’è accaduto a Marek, scoperto dai due nuovi osservatori azzurri ai tempi del Brescia. E’ giusto allargare gli orizzonti, ma ancor più importante è studiare, e assicurarsi se possibile, i giovanissimi talenti che sbocciano in Campania. Questa è una terra florida. Di Natale, Borriello, Criscito e Bocchetti, tanto per citare quattro probabili convocati per il Mondiali, sono nati qui e sono stati poi costretti ad emigrare per inseguire un sogno e diventare campioni.

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