Serie A federalista
la Campania è tricolore

Non ditelo a Umberto Bossi, ma in un campionato federalista, con giocatori autoctoni, il Napoli vincerebbe a mani basse. Con questa formazione: Sorrentino, Criscito, Stendardo, Paolo Cannavaro, Grava, Nocerino, Migliaccio, Buscé, Palladino, Di Natale, Borriello. Undici talenti campani, scelti sulla base della media voto in campionato, che lascerebbero a debita distanza la Padania, altrimenti detta Lombardia, seguita in classifica da Veneto, Emilia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sicilia e Calabria. I calcoli sviluppati dal Napolista, sulla base delle medie voto della Fantagazzetta della Gazzetta dello Sport, dicono che i calciatori campani, secondi come rappresentanza numerica dietro quelli lombardi, li sopravanzano però per rendimento, con una media del 68.02 contro il 67.72, sulla base del miglior rendimento per ruolo in una teorica formazione “regionale” schierata con il 4-4-2.
In pieno dibattito sullo strapotere politico della Lega, con le polemiche per le dichiarazioni del figlio di Bossi che non tiferà per l’Italia ai Mondiali e con lo scontro nord-sud che infuria in campionato per scudetto e coppe europee, è interessante analizzare il contributo tecnico che le varie regioni danno al calcio italiano. Se la rappresentanza numerica è più o meno proporzionale alla densità di popolazione, la sorpresa arriva invece dalla qualità dei calciatori. L’idea di un Napoli fatto di napoletani, in stile Atletic Bilbao (ipotesi peraltro accarezzata fin dall’inizio dal presidente De Laurentiis) a conti fatti premierebbe la nostra regione. La media voto dei miglior azzurri d’Italia (Sorrentino 6.3, Criscito 6.26, Stendardo 6.03, Cannavaro 6, Grava 6.28, Nocerino 6.10, Migliaccio 6.04, Buscè 6.18, Palladino 6.20, Di Natale 6.45, Borriello 6.18) determina un totale di 68.02, che la pone davanti alla Lombardia, con questa formazione tipo: Abbiati 6.44, Bonera 6.21, Antonini 6.19, Natali 6.08, Cassani 6.9, Pirlo 6.15, Montolivo 6.23, Zenoni 6, Baronio, 6.01, Matri 6.20, Paloschi 6.12, per una media di 67.72. Terzo posto la la formazione della regione Lazio, così schierata: Curci 6.18, Nesta 6.45, Bonucci 6.04, Bovo 5.92, Moretti 5.86, Palombo 6.36, De Rossi 6.13, Candreva 6.19, Galloppa 6.12, Totti 6.32, Tiribocchi 5.95, per una media di 67.51.
Un po’ a sorpresa, in un ipotetico torneo degli indigeni, sarebbe il Veneto ad occupare la quarta posizione, utile per la Champions, con questa squadra: Marchetti, Gazzi, Maggio (5.97), Pasqual, Gastaldello, Donadel, Rigoni, Meggiorini, Poli, Rocchi, Del Piero, con media totale di 65.66. Per chi dovesse chiedersi perché tra i toscani non c’è in porta Buffon, la risposta è semplice: il suo rendimento in questa stagione è stato inferiore a quello di Storari (idem per Quaglierella, che nel Napoli perderebbe il posto in favore di Borriello e Di Natale).
In quinta posizione la Toscana, con Storari, Andrea Masiello, Coda, Chiellini, Dainelli, Biagianti, Guarente, Cristiano Zanetti, Valiani, Pazzini, Cristiano Lucarelli, per una media voto di 66,58. Ed ancora, l’Emilia scenderebbe in campo con Sereni, Mingazzini, Manfredini, Gamberini, Zaccardo, Marco Rossi, Brighi, Cigarini (5,91), Biondini, Toni, Pozzi, per una media di 66,31 che gli varrebbe il sesto posto. Sta messo maluccio, invece, il Piemonte, con la Juve in crisi e il Toro in B. Non andrebbe meglio se mettesse in campo i talenti piemontesi che militano anche in altre squadre: Squizzi, Comotto, Balzaretti, Ariaudo, Pasquale, Marchisio, Semioli, Marrone, Giovinco, Gilardino, Maccarone. Non male, invece, l’attacco della Puglia (settima posizione con 65.22 di media), con Cassano, Miccoli e Amoruso, ma pure i siciliani, con Balotelli, Calaiò e Mascara davanti, si divertirebbero a segnare molto, con una difesa puntellata da due “napoletani”, Aronica e Rinaudo. Infine la Calabria, a trazione anteriore, con Iaquinta e Floccari, e una linea di centrocampo formata da Gattuso, Morrone, Modesto e Sculli, anch’essa davanti ad altre regioni care a Bossi, dal Friuli al Trentino. Fino alla Val d’Aosta, che in attacco schiererebbe Pellissier: ma nel resto del campo dovrebbe organizzarsi con pecore e stambecchi.
<strong>Luca Maurelli</strong>

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