Liguori:

Paolo Liguori è il direttore di Tgcom. Nonché romanista sfegatato. In questa conversazione con il Napolista affronta di petto un tema per niente laterale scatenato dalle polemiche sugli incidenti dopo il derby della Capitale. Una questione che a Napoli è riassumibile così: due pesi e due misure. “Perché loro non vengono puniti e noi sì?”. Il riferimento è soprattutto al divieto ai tifosi azzurri di andare in trasferta, figlio dei famigerati incidenti alla stazione di Roma di due anni fa. Direttore, due pesi e due misure? Sì. Per un motivo molto semplice: le trasferte devono essere vietate a tutti, non solo a quelli del Napoli. E’ una conseguenza naturale dei vari provvedimenti presi dal ministero dell’Interno dopo le morti di Raciti e Sandri e sfociati nella tessera del tifoso. In questo senso, parlo di due pesi e di due misure. Le trasferte vanno sempre proibite. Qualche eccezione? I tifosi di una squadra che risiedono in altre città. Come i napoletani che abitano a Roma. A patto che siano identificati. Detto tutto questo, però, gli incidenti dopo il derby non c’entrano nulla. Per quale motivo? Gli incidenti riguardano l’ordine pubblico di una sola città. Roma in questo caso. Ma si può fare anche l’esempio di Genova e di quello che accadde al G8 nella zona rossa. Faccio questo esempio per dire che le violenze organizzate vanno prevenute e represse. Il questore, per il derby, aveva anticipato l’orario di due ore per avere più luce ed elicotteri. Poi tutto può accadere, ma le trasferte non c’entrano nulla, ripeto. E’ un altro problema. Il pollice all’ingiù di Totti può aver esasperato gli animi? Basta con questa storia. Quello di Totti è uno sfottò tipico di chi vive una cultura derbistica, l’ha riconosciuto pure Di Canio. Ormai sono rari i giocatori autoctoni che giocano e vivono il derby nella città dove sono nati. Gli esempi sono pochi: Roma, West Ham, Liverpool. Il suo non è stato un gesto prodromico alle violenze, ma la rappresentazione goliardica di quello che sarebbe avvenuto il giorno dopo in tutti i bar della capitale, con il romanista che sfotte l’amico laziale. Quindi non meritava l’ammenda… Assolutamente. Anzi, approfitto dell’occasione per dire che la multa di 20mila dovremmo pagarla noi tifosi. Lancio una colletta per Totti e metto 200 euro

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