Il Napoli in Borsa
operazione vincente

Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, è stata la prima a parlare, chiamata dal sottosegretario Gianni Letta, ai tecnici, ai politici e ai delegati Uefa riunitisi martedì scorso, 13 aprile, a Palazzo Chigi per fare il primo esame alle dodici città che potrebbero ospitare le partite di Euro 2016 ( qualora venissero assegnati all’Italia). Per trasformare il vecchio San Paolo, è stato stimato, ci vorranno circa 80 milioni che, in virtù della prossima approvazione della legge Crimi, dovranno essere stanziati dai privati, ossia dai presidenti delle società sportive interessate.
L’opzione che a noi sembra di maggiore interesse per il reperimento di questi fondi è, senza esitazioni, quella della quotazione in Borsa della Società Sportiva Calcio Napoli attraverso un aumento di capitale da offrire agli investitori istituzionali nonché al cosiddetto pubblico “retail” ( in questa fattispecie soprattutto ai tifosi risparmiatori ).
Non c’è dubbio che il segmento di Borsa Italiana più appropriato per la raccolta di una simile cifra sia lo “Star”, il segmento titoli ad alti requisiti che è considerato il salotto buono delle medie imprese eccellenti e che rappresenta il miglior veicolo per realizzare quell’azionariato popolare tante volte auspicato.
Lo Star, infatti, a differenza dei segmenti cosiddetti minori (Mac e Aim Italia), è l’unico che consente un’offerta diretta al pubblico dei risparmiatori, garantendo allo stesso tempo il rispetto di quelle regole di corporate governance che assicurano trasparenza e, perciò, una più spiccata valorizzazione dell’azionariato.
In effetti i requisiti richiesti a una società per accedere al segmento Star sono stringenti ma non abbiamo dubbi che la “casa di vetro” costruita dal presidente De Laurentis, così attento alla corretta gestione dei bilanci e della struttura finanziaria, possa reggere il confronto con le eccellenze di tutti i settori che risultano già quotate.
Poco rilievo, a nostro avviso, assumono le comparazioni con le altre tre “illustri” quotate del campionato di serie A ( Juventus, Roma e Lazio) e questo per due motivi. Il primo: ai fini della raccolta dei capitali determinante è la fase dell’offerta iniziale, alla cui costruzione va dedicata grande cura e professionalità. Ciò significa che ogni quotazione è una storia a sé e che la successiva, eventuale, volatilità del titolo (ossìa l’eccessiva oscillazione) non è il principale problema, diciamo così, dell’imprenditore. Il secondo: il segmento Star prevede un flottante minimo del 35%, tale cioè da garantire alla proprietà il saldo controllo societario, coniugato con la capacità di un aumento di capitale consistente.
Noi crediamo che la quotazione in Borsa del Calcio Napoli sia un’operazione vincente, tanto sotto il profilo dell’immagine quanto sotto il profilo finanziario: un ricorso all’equity (in luogo di un indebitamento) che è sintomo di grande forza nei confronti di qualsivoglia tipo di interlocutore .
Roberto Continisio (legal advisor di  continisio sanfelice di bagnoli & partners)

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