I fedelissimi di Reja
ritrovano il maestro

Una stretta di mano, un abbraccio che sarà caloroso. C’è da scommetterci. I fedelissimi di Reja sono ora alla ribalta, alla caccia dell’Europa, e ritroveranno il loro maestro domani nella sfida dell’Olimpico. Il buon Edy, quello che regalava a tutti un sorriso ma non sapeva nascondere le amarezze, ha un compito arduo: quello di salvare la Lazio. Non può di certo dimenticare quei cinque anni stupendi trascorsi all’ombra del Vesuvio. Molti gli saranno grati, in primis Lavezzi e Hamsik, i due gioiellini del Napoli. È ancora vivo il ricordo di quando i due giocatori arrivarono a Castelvolturno tra lo scetticismo generale, tra gli striscioni di protesta dei tifosi azzurri. Ora sono alla ribalta, sono i giocatori più appetiti del mercato e devono qualcosa al tecnico che li ha valorizzati, li ha fatti crescere, li ha coccolati, gli ha fatto capire il calcio italiano. Un calcio, che seppur vituperato, è sempre quello più affascinante del mondo. Due anni, con Hamsik, Lavezzi, Gargano e Maggio, fortemente voluto dal tecnico goriziano. Questi ultimi due, fulcro del gioco del tecnico di Lucinico. Quando sono mancati, entrambi per infortunio, il Napoli crollò e non riuscì più a rialzarsi. Conoscendo uno dei più brutti periodi della gestione Reja. Ma di sicuro non lo ha dimenticato Grava, lanciato in serie A dal tecnico gentiluomo, dal «Clint Eastwood azzurro». Il difensore casertano deve molto a lui. Ha esordito nella massima serie il 2 settembre 2007, tra l’altro con la fascia di capitano, contro l’Udinese, nella storica vittoria del Napoli per 5-0 allo stadio Friuli di Udine. In campionato colleziona complessivamente 19 presenze, di cui 13 dal primo minuto. Non male. Davvero. L’anno dopo solo sei presenze, ma poco importa. L’importante è aver conosciuto il calcio che conta, proprio grazie all’intuizione del tecnico di Lucinico. Così come chi di certo gli porterà riconoscenza sarà Paolo Cannavaro, il capitano. Un punto fermo nello scacchiere di Reja, anche quando il pubblico napoletano lo beccava, per alcuni errori. Lui, grazie anche a Reja è cresciuto. È diventato più forte e ora è diventato fondamentale per la retroguardia di Mazzarri che lo ha definito «il centrale più completo in Italia in questo momento». Paolo di sicuro lo porterà sempre nel cuore dai tempi della B, quando al primo anno collezionò 39 presenze e anche due reti, la grande promozione in A, ottenuta a Marassi, l’Europa l’anno successivo dopo un grande rimonta: L’Intertoto e poi il Benfica sulla strada degli azzurri e quel palo di Lisbona che grida ancora vendetta. I fedelissimi di Reja, quelli che lo hanno seguito nella sua avventura in azzurro, ne avrebbero di cose da raccontare e confrontarsi con il condottiero azzurro, quello che i tifosi non hanno di certo dimenticato. E domani vedendolo negli spogliatoi, quelli della Lazio (crocevia della stagione azzurra di Reja, fu esonerato, infatti al termine della gara casalinga della scorsa stazione, ndr ), l’emozione ci sarà, è inutile nasconderla. Un abbraccio, una stretta di mano. Ma non sarà di certo un’emozione da poco. Intanto, Mazzarri dovrebbe confermare l’undici vittorioso con Juve e Catania. Davanti a De Sanctis conferme per Grava, capitan Cannavaro e Campagnaro. Gargano e Pazienza centrali di centrocampo, Maggio a destra e Zuniga a sinistra. In attacco Hamsik e Quagliarella in supporto di Lavezzi ancora schierato da prima punta
<strong>Donado Martucci</strong>

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