E’ Mario a non essere
adatto a Napoli

Balotelli sì, Balotelli no. : il no del procuratore di SuperMario a un possibile arrivo sul golfo dell’interista più chiacchierato degli ultimi anni apre un’antica questione. Con questa storia, già ci abbiamo rimesso Cassano, altro talento del nostro calcio, e in tempi recenti il problema si è posto anche per il sogno Messi: gli spagnoli fecero una campagna stampa per mostrare alla Pulce gli effetti nefasti di Napoli su Diego, dimenticando che El Pibe de Oro iniziò a tirare col naso proprio a Barcellona. Ora, con una buona dose di realismo cinico, si potrebbe persino dare ragione al procuratore di Balotelli. Massì: che potrebbe combinare a Napoli il Corona del calcio italiano? Non vogliamo neanche immaginarlo. Epperò. Si dà il caso che la nostra è una città che ha sempre adorato e coccolato i suoi campioni. Ad Hamsik, per esempio, fu rubato un prezioso orologio. I ladri lo restituirono a tempo di record. Maradona? Faceva quello che voleva, tra donne e locali e feste ad alto rischio, ma nel rettangolo del San Paolo trovò la sua maturazione, reduce dal trionfo ai mondiali messicani. Il grande Soriano scolpì poche parole definitive in merito: . Insomma, la vera questione è un’altra: resistere alle tentazioni di una città come Napoli. Quanti giocatori sono riusciti a costruirsi una vita normale qui? Tanti. Non solo: la magia del San Paolo produce trasfigurazioni impensabili altrove. Proviamo allora a ribaltare la frase del procuratore: . Così va meglio. Problemi suoi. L’occasione la perde lui, non noi. Eppoi un giocatore che getta la maglia per terra non è consigliabile da queste parti. Fabrizio d’Esposito

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