Reja ci salverà, perciò Lotito lo caccerà

La prima reazione fu di scetticismo. È vero che pur di liberarmi di Ballardini, sarei stato disposto a tutto, ma la scelta di Edy Reja, come nuovo allenatore della Lazio,  mi convinceva poco. Non riuscivo a dimenticare il “furto” del Napoli all’Olimpico nel 2008. Avevamo dominato in lungo e in largo e alla fine i tre punti  se l’erano portati via loro. Torto inaccettabile per un “ultra” di Delio Rossi come me. Grazie a Dio, era poi venuta la vendetta nel girone di ritorno, con la Lazio straripante al S. Paolo e l’oltraggioso  Reja subito silurato da allenatore del Napoli. Così, all’inizio, ero proprio scettico. E tale ero rimasto, malgrado fosse venuta subito la vittoria esterna a Parma, perchè subito dopo la squadra si era di nuovo ripiegata su se stessa, fino all’indecoroso spettacolo della sconfitta interna col Bari.
Poi, la svolta, l’innamoramento. Reja porta la squadra in ritiro a Norcia e nega il diritto d’accesso a tutti. Fuori Lotito, fuori il D.S. Tare, fuori l’addetto stampa Di Martino. E fuori soprattutto il “motivatore”, l’ultimo tentativo del Presidente di essere sempre lui il protagonista. Reja, in poche ore, era diventato un mito per noi poveri tifosi sul baratro della Serie B.
Ecco, in quei giorni, ha fatto il miracolo. È riuscito a cementare di nuovo il gruppo, è stato lui il motivatore di cui i giocatori avevano bisogno. E i risultati sono cominciati ad arrivare. Vittoria-spareggio col Siena, vittoria esterna a Cagliari, pareggio col Milan. Sette punti in tre partite, che diventeranno certamente dieci in quattro gare, quando Reja si vendicherà di De Laurentiis, giustiziando il Napoli.
E, poi sarà magari cacciato, dopo aver salvato la Lazio, perchè Lotito non potrà sopportare un Eroe del genere, destinato a togliergli la scena.
Guido Paglia, direttore relazioni esterne e comunicazione Rai (laziale doc)

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