Napoli-Juve, il mio primo giorno di scuola

Questo pezzo è un po’ autobiografico. Oltre ad essere il primo articolo scritto per il Napolista, e quindi una prova, vuole anche ricordare il mio primo giorno di lavoro: domenica 3 novembre 1985. Ero poco più che diciottenne, abbonato al Napoli e pronto a tuffarmi nell’avventura del giornalismo. Allora era la Rotopress: Toni Iavarone capo delle varie, giovane praticante, Antonio Sacco maestro del calcio, anch’egli giovane praticante. Ed io tifoso del Napoli in curva B pronto a raccogliere risultati a quintalate. Il ricordo che più mi affascinò???? Telefonare in tutta Italia con il prefisso. Da casa la teleselezione costava. In quell’agenzia no. O almeno non costava a me. E allora ogni 06, 055, 091, 041, 079, etc etc era un’emozione che ancora ricordo se la scrivo con tanta enfasi. Ma lavorare così è talmente piacevole quando arrivi da un’emozione vissuta in curva B in cui Diego segnò quel calcio di punizione che fece capire che il vento era cambiato e Napoli poteva farcela. Mi vengono i brividi ancora oggi a scriverlo. E se  devo pensare a una partita che mi ha cambiato la vita, non c’è scudetto né coppa Uefa che tenga. Fu quella.

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