Il gestaccio di Pellegrini
che fece infuriare la curva

15 aprile 1984, 26esima giornata di una stagione infausta. Il Napoli annaspa per non retrocedere. L’anno era cominciato con Santin in panchina e cinque palloni presi a Firenze. Krol non è più lo stesso, anche i tulipani appassiscono e s’infortunano persino. La serie B è dietro l’angolo. In panchina arriva Marchesi e a cinque partite dalla fine del campionato al San Paolo si presenta il Catania di Pedrinho e Luvanor. Fa caldo al San Paolo. Molto. Ci porta in vantaggio Dirceu, lo zingaro mai dimenticato, direttamente su calcio di punizione. Raddoppia Dal Fiume, il baffo gentile. Ma la rete che più resta impressa nella memoria è la terza, di Claudio Pellegrini III (questa la sua dicitura sull’album Panini), fin lì all’asciutto in campionato. Segna e va sotto la curva B portandosi il dito alla bocca. Non ne poteva più dei tifosi che lo beccavano.

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