Grazie Mino Raiola, ora Nocera non è più Inferiore

Ha squarciato l’ipocrisia dell’Italia dei bamboccioni e che ha ancora un rapporto ipocrita col denaro. Si può aspirare al meglio e allo stipendio più alto pur avendo 18 anni

Grazie Mino Raiola, ora Nocera non è più Inferiore

 

Nocera è inferiore perché dato i natali a individui ignoranti e reazionari come voi tre

La speranza è che oggi il professor Palumbo sia orgoglioso di un suo conterraneo che pure emigrò all’età di appena un anno, certamente molto distante da sé ma comunque in grado di scuotere l’Italia dei benpensanti. Nicola Palumbo, magistralmente interpretato da Stefano Satta Flores, è uno dei protagonisti di C’eravamo tanto amati di Ettore Scola e pronuncia una delle frasi cult del cinema italiano. La pronuncia mettendo fine al dibattito del cineforum di Nocera appunto Inferiore dopo la proiezione di Ladri di biciclette.

Il paese dei bamboccioni

In un colpo solo, Mino Raiola, da Nocera Inferiore, più precisamente da Angri, sbatte in faccia all’Italia intera l’ipocrisia che l’avvolge e nei secoli, ahinoi, la avvolgerà. Il paese dei bamboccioni – di padoschioppana memoria – non riesce proprio a farsi capace che a diciotto anni si possa prendere in mano la propria vita e volere il meglio alla cifra più alta. A diciotto anni. Del resto in Italia accettiamo che il Censis venga trasmesso per via ereditaria e siamo costretti pure a sorbirci le ramanzine dei “figli di… De Rita” che oggi pontificano (per carità, si può discutere del senso civico di Napoli ma il pulpito ha una sua importanza).

Il pensiero di Madoff

L’Italia ha partorito anche altro. Ha partorito Mino Raiola che a un anno si è trasferito in Olanda. Che parla sette lingue. E che in un’intervista spiegò che lì a quattro anni già ti insegnano a parlare la seconda lingua. Ha fuso il cattolicesimo delle origini con il melting pot e il calvinismo olandese. Aiutava il padre con la pizzeria ma guardava anche oltre. Si è fatto le ossa con la squadra della sua seconda città natale – Harleem – e ben presto ha capito quel che di là dell’Oceano comprese perfettamente Bernard Madoff (senza seguirne le orme criminali): i più avidi sono i più ricchi. E lui con i più ricchi ci gioca, ci vive. Al punto da farsi dare Juventus e Manchester United  cinquanta milioni per la compravendita del suo Pogba.

A diciotto anni si è maggiorenni

Mino Raiola non è nemmeno sfiorato dal pensiero che a diciotto anni si possa stare con mamma e papà, al calduccio della bandiera. È un problema che Mino proprio non si pone. Per lui, a diciotto anni si è maggiorenni. Non a caso ebbe la procura di un altro golden-boy, quel Mario Balotelli che prima di gettare via buona parte di sé conquistò una copertina di Time ed era il calciatore italiano più noto nel mondo.

Ancora scossi dal Totti day

La vicenda Donnarumma ha scosso l’Italia dalle fondamenta. La stessa Italia – compreso noi – che si è ritrovata con i lacrimoni davanti alla tv a guardare l’addio di Totti dopo una vita di Roma. Raiola è l’anti-Totti. La fedeltà non sa che cosa sia. Ma poi fedeltà a cosa? Lui è fedele al suo lavoro, alla carriera dei suoi calciatori, al suo conto in banca. Ha ben chiaro il concetto che “più guadagni più sei rispettato”, perché se guadagni più di tutti vuol dire che sei il più bravo di tutti.

L’ipocrisia delle bandiere

L’Italia è ancora lì, che si chiede come sia possibile che un diciottenne possa andare nella squadra più forte del mondo a uno stipendio stratosferico. A soli diciotto anni? Praticamente in fasce. Si rifugia nell’ipocrisia delle bandiere – ditemi quale giornalista o quale altro lavoratore rifiuterebbe il trasferimento in un giornale più prestigioso al doppio o al triplo dello stipendio – per non specchiarsi nei propri limiti. Per non chiamarlo fallimento, per qualcuno suonerebbe eccessivo. Senza dimenticare che poi il discorso delle bandiere vale solo per quelli forti, tranne alcune eccezioni.

Da Nocera e da Castellammare

Mino Raiola da Nocera Inferiore ha dato e sta dando lezioni di capitalismo. Ha capito come gira il mondo e non si lascia abbindolare da sentimentalismi. Come tutti quelli che sanno fare molto bene il proprio lavoro, è uno che ha ben chiaro lo spirito dell’uomo, che sa riconoscere chi ha di fronte. E che conosce perfettamente quel che fa girare il mondo del calcio. E inoltre ha insegnato che due persone del Sud – uno di Nocera, l’altro, diciottenne, di Castellammare di Stabia – sanno far saltare il banco e andare a riscuotere. Del sottofondo melenso non sanno che cosa farsene. E danno anche una lezione all’Italia: svegliatevi, perché i più svegli (e i più bravi) vanno via.

Massimiliano Gallo ilnapolista © riproduzione riservata
TERMINI E CONDIZIONI
  • giancarlo percuoco

    daje di Donnarumma.

  • Antonio Liguori

    Vabbè dai, mo adesso ogni volta che qualcuno si dimostra oiu

    • ghino di tacco

      Il solito piagnisteo meridionalista.
      Che sia chiaro, noi non siamo così:
      c’è meridionale e meridionale per fortuna.
      Tenetevelo il direttore

      • drnice

        il nick non ti aiuta. quello che hai postato ancora meno.
        ritenta , sarai più fortunato…..
        DDD

        • ghino di tacco

          Bravo! Ecco il solito meridionale che chiagne e fott.
          Tieniti raiola…

          • drnice

            mi sa che devi leggere con maggior attenzione il post di liguori…..

          • ghino di tacco

            Ma ce l’ho con l’articolista.
            Liguori ha ragione

          • drnice

            perfetto. allora avevo equivocato io.
            DDD

  • ArMa

    Grazie Gallo.
    Hai fatto un profilo chiaro di Raiola.
    Ora sono certo: Raiola ha tutta la mia distima.

  • drnice

    articolo sciatto e stralunato. come ormai consuetudine. purtroppo.
    essere originali è un’arte complicata e che non riesce a chiunque.

    • ghino di tacco

      Ma come un fan del banditismo di raiola !

      • drnice

        leggi meglio. raiola non ha molti accoliti qui….

  • Mario Corso

    senza entrare nella noiosa discussione di danaro contro sentimenti quello che mi chiedo io è se davvero raiola faccia guadagnare di più ai propri assistiti. questo procuratore ha un’evidente prospettiva di breve periodo puntando alla commissione con cadenza annuale. ma è davvero un dato di fatto che il giocatore così guadagni di più o si tratta di atteggiamenti miopi? balotelli poteva diventare un grande campione ed invece sta ancora a promettere ogni anno di aver cambiato testa, ibra l’ultima stagione se la potrà fare solo in cina o negli usa considerando quanto chiede (e non ha mai vinto una champions), donnarumma potrebbe farsi in teoria pure un anno in tribuna e poi magari fratturarsi qualcosa e dover aspettare anni prima di vedere, se dio vuole, qualche milione. insomma a mio avviso queste strategie dell’ex pizzaiolo sono certamente infallibili nel rendere il giocatore disprezzato dai più ma sono assolutamente opinabili sono il profilo economico per il giocatore.

    • White Shark

      Dici? Io credo invece che in un mondo ipocrita ed invidioso sia normale dargli addosso al ragazzo che, se magari fosse nostro figlio, staremmo a fregarci le mani per quello che gli pagheranno a 18 anni, o sbaglio?

      • Mario Corso

        non essendo molto interessato non ho approfondito i dettagli ma direi che sic stantibus rebus donnarumma per quest’anno guadagnerà molto meno di quanto avrebbe guadagnato col rinnovo. inoltre si assume un rischio (lui ma non raiola che non rischia nulla) e cioè il fatto che se dovesse restare fermo un anno non si ritroverebbe, tra un anno, con il valore attuale. per non parlare dei casi catastrofici di possibili infortunii o di molteplici eventi casuali che possono mettere a repentaglio il futuro contratto. queste valutazioni costituiscono proprio il lavoro di raiola ma dato che non esiste un unico stile ed un’unica maniera di agire tra i procuratori credo sia evidente che non è possibile sapere in anticipo che le tattiche raioliane siano senza dubbio vincenti e le più fruttuose. con ogni probabilità raiola è uno dei procuratori più ricchi, mi chiedo però se questo valga anche per i suoi assistiti. chi può essere certo che hamsik avrebbe guadagnato di più col suddetto procuratore? magari sarebbe finito nella decadenza del milan e poi chi può dirlo… oppure ibra che con qualche champions avrebbe potuto avere lo stesso valore di messi e ronaldo. concludo ricordando il buon kaddouri, una prece.

        per quanto riguarda la questione invidia della gente può pure esistere ma proprio in questo particolare caso io ci ho visto solo una sperticata carezza dei giornalisti alla milano da bere. fosse accaduto a noi con insigne “l’opinione pubblica” ci starebbe ancora sbeffeggiando per il presidente pezzente che non vuole pagare il ragazzo che merita di esplodere in squadre degne.

    • Santiago

      Senza Raiola Balotelli avrebbe già smesso con il calcio oppure giocherebbe al Bologna o in Serie B.
      Senza Raiola Balotelli non sarebbe mai andato al milan e non sarebbe mai stato venduto con plusvalenza al Liverpool,

      Parliamoci chiaro: Raiola sta antipatico anche a me, ma nessuno può dire che non sappia fare il suo lavoro.
      Inoltre fa fare affari a tutti: a sè stesso (mica fa beneficienza) al giocatore e pure alle squadre.
      La Juve ha perso Pogba, ma ha intascato 78 milioni e Pogba è andato a fare la rockstar in premier. Raiola ha preso le sue commissioni milionarie e il Manchester ha portato a casa uno dei giocatori più forti al mondo.
      Ci hanno guadagnato tutti quanti.

  • Simone

    Quindi secondo l’articolo Marek sarebbe stato un cogl….. ad aver mandato a quel paese Raiola?

  • entomologo

    Grazie per la citazione e il ricordo del grandissimo Satta Flores

  • White Shark

    Gallo, Angri non Agri.

    • ilnapolista

      Conosco benissimo Angri, vi ho trascorso parte della mia adolescenza. Pensavo che esistesse Agri, ho corretto.

      • White Shark

        Davvero? Magari ci siamo anche incrociati. Io sono di Angri e c’ho vissuto fino ai 34 anni. Piccolo il mondo.

        • Nunziocity

          I miei migliori colleghi di lavoro sono di Angri, gente lavorativa e affabile. Raiola? uno come lui in Marina lo stavamo gettando in mare per cafonaggine e litigiosità stesso assioma.

          • Venio Vanni

            Le spacconate online sono davvero da sfigati…

          • Nunziocity

            Tu dici? aspettavo proprio te il bastiancontrario del Blog napolista.

          • Venio Vanni

            Uno che si atteggia su un sito per aver messo fuori dal gruppo uno alla Raiola può essere solo uno sfigato…

          • Nunziocity

            Come vedi mi atteggio, aspettavamo te per dirmelo. E, mi atteggio ancora, si quella sera nell’Egeo lo stavamo buttando in mare l’omonimo cafardo Raiola ma mica eri tu forse?

          • Venio Vanni

            Ma allora si uno che’ pall’…

          • Nunziocity

            Uaa te mis e post???!! Mino.

  • Angelo Trocchia

    Ma che gli è preso al direttore? 😀 Come tutti pensiamo che siano andate le cose, nessuno escluso, compresi i milanisti. Donnarumma viene incensato da skysport, fa meno parate di Cordaz ma ha solo 18 anni e da almeno 5 o 6 anni è bello credere che Candreva, Cerci, Immobile, Rossi, Balotelli, Pellè, etc. saranno i nuovi Totti e Del Piero (cioè campioni veri, già a 18 anni, e non presunti, indipendentemente dalle loro scelte professionali, bandiere o meno). Raiola i ragazzini presunti prodigio li tiene ben stretti, e vede che il fenomeno mediatico monta bene. Il mondo manca un po’ di portieri davvero inamovibili; perfino Reina è considerato top nella sua categoria (io lo amo, qualcuno nel napolista no perché vuole fingersi il Mourinho dei blogger italiani, ma vabbé). Raiola chiede in giro, ma la gente non è convintissima, in fondo quel Cordaz pure se sta per retrocedere la carretta la manda avanti spesso lui. Il Milan prosegue nella sua mediocrità di gioco e di risultati. Donnarumma para contro la juve, poi il Milan perde comunque (con un furto? plausibile, sempre Juve è). Perfino nel derby non sfigura (2-2). Raiola fa un altro giro, ancora nessuna voce, dall’olimpo del calcio stanno ancora a guardare come Cordaz e questo Crotone fanno perfino finta di non retrocedere a 10 giornate dalla fine come da giusti pronostici. La fine del campionato s’avvicina, e Raiola (il quale comunque ne ha di cose a cui pensare quindi per Gigetto si fa vivo se proprio deve) comincia a fare la voce grossa a Milano, e cerca di far capire ai cinesi che oggi il calcio è dei procuratori (come pensano i procuratori e qualche Mourinho del giornalismo online nostro sodale). Il Milan ci pensa e tutto sommato st’idea del campione cresciuto in casa non dispiace, ma sanno che Mangiafuoco vuole la parcella e allora mettono sul piatto un’offerta per il prossimo anno (loro non devono trovarsi un portiere proprio ora che stanno per ripartire da zero, il ragazzo fa qualche altra bella figura e poi se proprio i soldi allettano partirà ma a quel punto il resto della squadra sarà più rodato, ci saranno più certezze, etc.). Raiola ci pensa, fa qualche altra telefonata e niente, non rispondono che a sto punto vuoi vedere che il Crotone si salva davvero?, Florentino ormai sotto la camicia nasconde la maglia dell’uno degli squalotti. Raiola torna a Milano e pretende lo stipendione col parcellino e una percentuale da fare tremare ancora Marotta (40-45%). Il Milan fa l’offerta direttamente al giocatore perché magari tra una cosa e l’altra si riesce a fregare Mangiafuoco. Il campionato finisce, a Madrid e Manchester tutti sono ubriachi di gioia per una salvezza in cui non credeva nessuno, l’old trafford presto sarà intitolato al più grande eroe del calcio calabro, CR7 se ne risente e mette in giro la voce che vuole lasciare il Real. Alla fine Raiola mette il prezzo, oh Florentino non ci pensa due volte e gli assicura che se il ragazzo è in vendita lui ci mette la pecunia. Telefonano a Fassone, che intanto ha acquistato 14 ale sinistre, 7 terzini, 8 centrali, e uno scaldavivande per fare sopralluoghi nella curve e controllare l’impiantistica per i concerti estivi, gli dicono che le offerte ci sono, lui pensa che O’ferte è qualche esterno del Gent e chiede se paga cash o glielo mettono sul conto. Alla fine Gigillo e Mangiafuoco fanno i biglietti per Madrid (senza visite mediche di notte, ma tutto con dichiarazione anticipata e alla luce del sole dimostrando che forse quella vecchia barzellette “è il modo in cui se n’è andato, non tanto il fatto in sé o la squadra, come un ladro, di notte, manco una telefonata al mister …” e altre amenità). Florentino corre sotto casa di CR7 con lo stereo con la canzone “9 maggio”. Massimiliano Gallo racconta di altre ipocrisie, perbenismi, addirittura, già che non ha solleticato abbastanza la rabbia di quel che per lui è l’abietto popolino, un po’ di dileggio per chi è giovane, magari laureato con merito e non un diciottenne che “para le palle” (utilizzo una fortunata espressione oggi riferita ad un altro Gigino autore del musical Les Miserables), e non ha un lavoro. E così scatena una bella tempestina di commenti avversi per il realismo (mero, banalissimi cinismo) di cui si fregia, rialza le quotazioni del blog che al sedicesimo articolo sul mercato “perfetto” con quattro ceci e non più di un pugno di farro cominciavano disciogliersi nella calura estiva.

    • Venio Vanni

      Gjo is back!!!

      • Angelo Trocchia

        ahahahahahaha, mamma mia, magari fossi Gjo Del Core, purtroppo io sono un lettore molto più recente 😀

        • Venio Vanni

          Certo uno che anela essere Gjo….

          • Nunziocity

            Ma il grande olandese Rud Krol non si è ritirato? lo vedo ancora qui.

  • Venio Vanni

    Ma nessuno parla della sostenibilità e credibilità della nuova proprietà Milan… Massimo tre anni e fanno il derby con il Monza in Lega Pro…

  • quqquacha

    Abbiamo capito che il Direttore si eccita molto di più per le vicende del capitalismo predatorio che non per un gol di Mertens o per il bel gioco di Sarri. Detto questo magari risulterebbe più credibile e autorevole se invece che sperticarsi in una lirica appassionata, quasi apologetica, dello spirito del capitalismo di rapina, si soffermasse ad analizzare la complessità del caso in oggetto, senza dare per scontata un’ipotesi tra le tante, peraltro l’ipotesi mainstream (e il fatto che sia così condivisa e di tendenza dovrebbe indurre un giornalista al dubbio e al pensiero critico) sviscerandone un’analisi stucchevole e degna del peggio Chicago boy, ma magari ponendo in forma dubitativa, quantomeno, tale ipotesi. Visto che qui non è che si parli dell’organigramma societario più cristallino del mondo né della solidità finanziaria di un Real, un Barcellona o chi per loro, magari ci possono essere tante e tante ragioni, e non solo l’emancipazione dall’italica baboccionitudine a determinare gli eventi. Ma avvalorando questa tesi si perderebbe l’occasione di fare (male) la parte di quello che punzecchia in maniera caustica con il suo punto di vista tagliente e fuori dal coro.
    Purtroppo, invece, è un coro folto e monocorde.

    • White Shark

      Chissà cosa verrà fuori tra qualche tempo delle cordate a mandorla?

      • quqquacha

        Mah, quella che ha scalato l’inter mi sembra di un’altra stoffa sinceramente. Magari è inesperta di calcio come alcune prime mosse hanno potuto suggerire, ma si è contornata da persone che un po’ di pallone ne capiscono mettendoci una pezza. Finanziariamente però sembrano seri e solidi…

      • Raffaele Sannino

        Del latte?

        • White Shark

          😀.

  • Gianluco

    Quanta filosofia… scomodare capolavori della nostra cinematografia per un ricottaro cafone che sta finendo di rovinare il calcio.

  • Ciro Vallone

    Forse è una forzatura per avvalorare la teoria del paese dei bamboccioni, rischiando un apologesi del capitalismo che francamente trovo inappropriato; ma il principio del “Non è un paese per i giovani” Parafrasando il grande romanzo di Mc carthy, ci sta tutto. Un tesi controcorrente tipica del Buon Gallo. E Poi -e qui vengo sempre al mio tormento- Fateci caso: queste situazioni creano uno scompiglio moralistico solo quando gli attori hanno un certo accento geografico. Tipico.

  • Alessandro Milano

    Non è in discussione la libertà di poter guadagnare di più di Donnarumma, vi è semplicemente il diritto di chi lo ha cresciuto e gli ha dato visibilità e che ha fatto un investimento di vedersi tutelato.
    I cinesi che hanno speso 800 mil.
    se ne impiegano di perderne 40.

    Lo lasciano un anno in primavera sotto “Ringhio” Gattuso.
    Balotelli con Raiola si è perso perché non è cresciuto, ha avuto mega contratti mega plus valenze ma oggi giova in una squadretta.

  • Vincenzo Barretta

    Bah. Il direttore lo stimavo all’ennesima potenza. Ma sono tanti gli articoli che non condivido. Qua non si tratta di bamboccioni o Padoa Schioppa. Si tratta forse che a tanti di noi piace un calcio diverso da questo. Il calcio sarriano, per intenderci. Quello che ti emoziona, che ti lascia attaccato alla TV, che ti fa correre allp stadio. Troppa ipocrisia spicciola direttore, la prego… torni ad essere il Gallo di 2 anni fa.

  • mic

    Il calcio è un business che lucra sui sentimenti, non tenerne conto significa distruggere la propria base di mercato.
    Togliete al calcio gli eroi, i sentimenti, le bandiere, la bellezza, le rivalità, le gioie e le sofferenze, e il pubblico troverà qualcos’altro a cui appassionarsi.
    Se tiri troppo la corda prima o poi si spezza, anche questo è capitalismo.

  • Paolo Rossi

    Vado OT. Ho visto che tra le citazioni in testata è stato aggiunto Sconcerti. Posso proporre l’inserimento di una che ci riguarda più da vicino e che non ci rimandi a riferimenti a noi estranei ?
    IL GOCO DI SARRI NON È BELLO (e già basterebbe questo), È INTRATTENIMENTO. LA BELLEZZA È ASSASSINA (COME QUELLA DI BENITEZ).

    • giancarlo percuoco

      Ci vorrebbe coraggio però.

    • Enrico Pessina

      Virgilio (Raniero) dixit.
      Stiamo ancora ridendo.

  • cl4ud3

    Forse sono io che non ci arrivo con il cervello ma certi articoli li trovo patetici. Nel giornalismo ciò che fa la differenza non è il linguaggio (che pure resta importantissimo) ma la sostanza, i contenuti, l’informazione. Questa è pura masturbazione.

  • Che articolo imbecille e disordinato della serie “son tutti gay col culo degli altri”!

  • Mauro

    Articolo disgustoso,mancavano solo gli elogi a Marchionne e all’avvocato Ghedini.Il concetto stesso di “calcio moderno” e’ una ipocrita banalita’,dietro vi si nascondono quelli che come unici valori hanno l’ambizione e il Dio denaro.Forse Lei,signor Gallo,dovrebbe parlare di “societa’ moderna”,forse e’ Lei l’ipocrita perche’ vuole credere e far credere che la pensino tutti come Higuain o Mino Raiola.Forse finge di non vedere che al mondo esiste ancora una numerosa minoranza.che la pensa diversamente e non perche’ siano dei bamboccioni demode’.Alla voce “bandiere” le consiglio di consultare il paragrafo Marek.Hamsik,uno che e’ nato in Slovacchia,gioca da 9 anni a Napoli e 2 anni fa ha rifiutato la juventus e uno stipendio migliore;dunque anche il nostro capitano e’ un ipocrita perbenista?In quanto a Donnarumma,e’ probabile che le sue scelte siano state fortemente influenzate da quell’avido squalo di Raiola (un eroe per lei,no?),e quindi tradira’ precocemente la squadra che gli ha permesso di esprimersi e diventare quello che e’.Difficilmente condivido le parole di De Laurentis ma qualche volta ci azzecca:i procuratori sono il cancro del calcio moderno….

  • Diego della Vega

    Che fine ha fatto Balotelli? Quello che Raiola diceva fosse irrangiugibile per squadre come il Napoli perchè senza prezzo e che oggi a 25 anni è già un giocatore finito? In questo articolo macedonia che mescola i luoghi comuni più beceri (a cominciare dall’Olanda “calvinista”, la maggiore parte degli olandesi nemmeno sanno chi sia Calvino, sono tutti rigorosamente atei o agnostici) Gallo infatti non dice una cosa evidente: gli interessi di Raiola spesso non coincidono con la crescita sportiva di questi calciatori con il rischio è di bruciare carriere e talenti. Ci sono tanti procuratori meno noti, altrettanti ricchi ma che tutelano i loro assistiti e ne favoriscono la crescita. Poi certo, se ti scegli Raiola come procuratore già hai deciso cosa è più importante per te. In questo Donnarumma non è una vittima e spero vivamente faccia un botto che metà basta.

  • Matteo64

    È’ il mercato bellezza!

    Alberto Mingardi – editorialista del Wall Street Journal, del Sole 24 Ore -«L’intelligenza del denaro» (Marsilio, pag. 334, euro 21). «Il mercato non ha una “sua” idea di che cosa sia l’interesse della società nel suo complesso. È una vasta rete di relazioni sociali nelle quali ciascuna delle parti coinvolte mira a uscire dallo scambio meglio di quanto vi fosse entrato».

    È questo il sistema economico che domina il mondo, anche nella ex comunista Russia e Cina
    Negarlo è ipocrita
    Condividerlo è egoismo puro
    Ci accontentiamo di sognare che certe persone -poche- hanno ancora valori diversi
    Ma in questo momento storico sono mosche bianche

  • antonio lampitella

    Spesso ho la sensazione che la stampa sportiva italiana somigli ad un dopo lavoro ferroviario di altri tempi,dove era d’obbligo il cazzeggio sistematico fatto passare per l’ unico racconto della realta’.Sì privilegia il tratto cinico della sapienza del grande intenditore di vicende umane piuttosto che l’analisi dei fatti condita dal buonsenso.Ed ecco che vengono fuori i “capolavori” che leggiamo ogni giorno sui giornali e sulle rubriche sportive ,compreso Il Napolista. Caro Gallo ma lei davvero crede che la chiave di lettura della vicenda Raiola-Donnarumma-Milan sia la sua?Beh se cosi’ fosse non mi meraviglierei se tra qualche anno anche il Napolista diventasse come Tuttosport che scrive per chi paga e non per chi legge.Complimenti!!!

  • Enrico Pessina

    Click. (Troppo imbarazzante per essere vero).

  • ghino di tacco

    in un solo articolo.
    Da salernitano mi vergogno del nostro solito “chiagnifottismo” e mi vergogno che per spirito di rivalsa antisettentrionale(siamo ancora a questo?) si debba parteggiare o peggio, rispecchiarsi in due personaggi loschi, senza etica e senza morale come la premiata ditta Raiola-Donnarumma.
    Vivere per il soldo, a qualunque costo e senza alcuna vergogna renderà forse orgoglioso te, caro “Napolista” ma non rispecchia di certo il comune sentire di tanti meridionali (la maggior parte) che si fanno un mazzo così per portare a casa la pagnotta e crescere i propri figli nel rispetto di valori educativi che per loro hanno ancora un peso ben preciso.
    Famiglia, amicizia ,senso di appartenza e rispetto della parola data misurano di più e meglio il valore di un uomo rispetto ai soldi guadagnati; in questo ti sbagli, caro mio.
    Il banditismo morale lascialo ai poveri di spirito ossessionati dal parossistico desiderio di accumulo , noi vivremmo e vivremo benissimo anche senza Raiola da Angri o Donnarumma da Castellamare:
    non ci appartengono.

  • Francesco

    Sarebbe bello che tornaste ad essere un blog e che non aveste bisogno di scrivere tanti articoli sconclusionati…

  • gabriele

    Gallo hai toccato il fondo.
    Stai per perdere un (altro) lettore.

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