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Hysaj, paradiso-inferno andata e ritorno: lo sviluppo accidentato di un talento

Hysaj inaugura la nostra rubrica di biografie stagionali del Napoli: troppa differenza tra l’aspirante top player dell’anno scorso e il terzino visto quest’anno.

Hysaj, paradiso-inferno andata e ritorno: lo sviluppo accidentato di un talento

Abbiamo deciso di raccontare il Napoli 2016/2017 attraverso una ‘biografia stagionale’. Un resoconto statistico, tecnico e tattico per ogni calciatore del Napoli, in base a cifre e dati oggettivi ma pure alle sensazioni sui miglioramenti (o peggioramenti) avuti e alle prospettive di mercato. Nessun ordine, né alfabetico né di ruolo. Una scelta random, giorno per giorno, dall’organico azzurro. Esattamente come fatto l’anno scorso. Il primo della lista è Elseid Hysaj

Involuzione

I top club su di lui, l’Europeo, il rinnovo con clausola. Addirittura 50 milioni di euro, serve questa cifra monstre per risolvere l’accordo stipulato fino al 2021. Probabilmente, tutto questo clamore ha dato alla testa a Elseid Hysaj. Che, rispetto a una prima stagione da fenomeno, ha disegnato un rendimento – in questo 2016/2017 – a due facce. Era svagato, a inizio stagione, Hysaj. Non concentrato, non allineato nel rendimento e nella concentrazione nei suoi compagni. Il terzino perfetto dello scorso anno, precisissimo in difesa e sempre pronto ad appoggiare la fase d’attacco, era come scomparso. 

Poi, pian piano, con l’anno nuovo, la risalita. La rivincita. Il ritorno a un rendimento non trionfale come quello dello scorso anno, ma comunque positivo. C’è da discutere, su questa parabola. Intanto, un discorso sul valore complessivo del calciatore, forse gonfiato verso l’alto da una stagione di altissimo livello. Della serie: i 50 milioni della stagione 2015/2016, realistici per quello che si era visto in campo, si sono ridimensionati verso il basso. 

Poi c’è da aprire il discorso sulla preparazione, sulla necessità che il Napoli ha ed ha avuto che i suoi calciatori fossero (e siano, dunque) sempre in forma. Nel senso: un giocatore del Napoli che non partecipa al ritiro estivo, soprattutto se parliamo dei difensori, può avere delle difficoltà durante l’anno. Perché fare il difensore del Napoli, tenere la linea in un certo modo, richiede una concentrazione incredibile. Per mantenere questo livello di concentrazione, serve la miglior condizione fisica e mentale possibile. Ecco, forse è stata tutta qui la differenza tra il primo e il secondo Elseid. Tornato in forma, o comunque al pari con i compagni, si è rivisto un Hysaj vicino alla perfezione. L’anno prossimo sarà la prova del nove.

I dati

Il confronto tra Hysaj 2015/2016 e 2016/2017 è impietoso: gli interventi difensivi per match sono scesi da 6.4 a 5.1; le occasioni create, tra assist e key passes, sono calate da 26 a 19. Con un solo assist vincente. Insomma, c’è qualcosa che non è andato come poteva andare. Ovvero, peggio della prima stagione napoletana. Certo, c’è anche qualche dato positivo: i duelli individuali vinti sono passati dal 54% al 56%, mentre la precisione dei passaggi è salita dall’85% all’86%. Ma sono dati marginai, laterali rispetto a quelli fondamentali di un terzino.

L’anno scorso scrivevamo così:

Hysaj non ha una tecnica individuale raffinatissima, e lo leggi anche nel dato non proprio eccellente dei soli due assist vincenti a fine campionato. Il confronto con il suo alter ego mancino Ghoulam – che spinge più di lui ma possiede anche un sinistro più educato, però – sembra premiare comunque l’albanese. Perché l’algerino ne ha messi insieme tre, di assist, appena uno in più rispetto ad Hysaj. Che non sarà un fenomeno, ma è diventato un calciatore importante per questo Napoli e pure per il campionato italiano e gli attentissimi osservatori delle squadre più importanti d’Europa.

Ecco, la situazione quest’anno si è ribaltata. Al termine della stagione, un Ghoulam non certo esaltante si ritrova ad avere dati nettamente migliori rispetto a quelli dell’albanese: 57 occasioni create, di cui 6 assist. E un numero giusto più basso di eventi difensivi. Ma ne parleremo quando scriveremo la sua, di biografia. Questo confronto serviva a sottolineare i differenti rapporti di forza, com’è cambiata la prospettiva a dodici mesi di distanza. Come una stagione non brillante possa modificare narrativa e impatto dei calciatori. In campo, sul mercato.

Prospettive

Paradossalmente, il Napoli – inteso come sistema di sviluppo dei calciatori – ci guadagna da questa annata non proprio eccezionale. Perché l’interesse dei top club è scemato, o comunque non arriva (più? ancora?) alle cifre stabilite dagli accordi contrattuali. Quindi, Hysaj resta a Napoli e deve dimostrare di aver vissuto solo un anno di transizione. Tra l’altro, pienamente “giustificabile” per un calciatore di 23 anni (classe 1994). Insomma, il Napoli ha ancora un patrimonio da poter valorizzare.

In questo caso, valorizzare vorrà dire innanzitutto verificare. Nel senso: qual è il vero Hysaj? Su quale livello minimo e massimo possono attestarsi le sue prestazioni della maturità. È un punto che, secondo la redazione del Napolista, va chiarito anche sul e per il mercato. La concorrenza con Maggio, in queste due stagioni, non è stata una vera concorrenza. Hysaj ha saltato appena tre partite di campionato e una in Champions League. Non è stimolato da una reale spinta interna che possa togliergli certezze in chiave undici titolare. E quando sei un ragazzo di 22 anni che firma un rinnovo importante ed è nel mirino dei top club, ci sta un po’ di appagamento. O quantomeno: non è umanamente impossibile.

Ecco che allora l’operazione che serve al Napoli per potenziare il suo organico servirà anche a Hysaj. Per poter dimostrare, a se stesso e al mercato del calcio, la sua dimensione reale. Tra l’aspirante top player visto l’anno scorso e il terzino un po’ spaurito visto in alcuni tratti di questa stagione, c’è una bella differenza. La verità, forse, sta nel mezzo. Ma questa volta dobbiamo verificarlo.

 

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