La Juventus è l’Italia che vuole vincere ad ogni costo, non si può tifare per loro

Io, romanista, ho sempre tifato per le italiane in Coppa. Ma loro no. Non si emozionerebbero mai per una bandiera come facciamo noi per Totti e voi per Maradona

La Juventus è l’Italia che vuole vincere ad ogni costo, non si può tifare per loro

L’ipocrita tormentone

L’ipocrita tormentone pre Cardiff sul “dovere di tifare per una squadra italiana…” come se il tifo calcistico, espressione di istinto, passione, affetto, condivisione potesse esser indirizzato “a comando” e l’insopportabile vittimismo post Cardiff di chi ha sempre disprezzato le altre squadre e le altre tifoserie sulla base di una sorta di ridicolo complesso di superiorità, ha ulteriormente accentuato l’antipatia popolare nei confronti della Juventus, della sua arrogante dirigenza e della sua assortita e improbabile tifoseria.

Non è che poi servisse tanto.

Da anni infatti la  loro insopportabile retorica del “vincere è l’unica cosa che conta” ha seminato in tutta Italia un sentimento ostile certamente accentuato dalla opaca storia del club, dai suoi pesanti condizionamenti sulla regolarità dei campionati oltre che dal suo strapotere economico e politico.

Il servilismo della maggior parte della stampa italiana ha fatto il resto, accentuando esponenzialmente questo sentimento diffuso che mai si è percepito così oggettivo e inequivocabile nei confronti di altre squadre italiane.

Fabio Granata

Da romanista, ho sempre tifato per le altre italiane

Nonostante la mia antica fede romanista e il mio esser siciliano ho sempre spontaneamente tifato per Inter o Milan nei contesti internazionali e ho gioito delle loro vittorie così come per il Napoli o la Fiorentina.

La Roma e il Napoli hanno giocato quest’anno il più bel calcio e sono arrivate a ridosso della Juventus nonostante fatturati di gran lunga minori e nonostante il voltafaccia di Higuain e Pjanic lanciati inutilmente nella loro retorica trombonista di “aver scelto i più forti per vincere” e tornati a casa da Cardiff anche loro giustamente ridimensionati .

Ma il campionato, da Sky alla Rai, dalla Gazzetta al Corriere, sembrava già deciso alla prima giornata e aggiudicato inesorabilmente alla Juve. Così come durante tutto il calciomercato ci sarà il tormentone delle “magnifiche sorti e progressive” dei bianconeri.

Il grande Flaiano

Viene alla mente il grande Flaiano che diceva “non contesto i vostri programmi ma le facce che li rappresentano”. Si tratta di un’immagine perfetta per la Juve da Moggi agli Agnelli, da Marotta a Nedved… arroganza, imbrogli, potere, prepotenza come un filo rosso che lega una storia compromessa fino alla ultima torbida vicenda dei rapporti con la Ndrangheta nella gestione delle Curve.

Ma paradossalmente è questa arroganza e prepotenza a diventare l’elemento di attrazione più potente per una tifoseria apolide, priva di radici, sparsa ovunque e accomunata dalla italianissima predisposizione a vincere facile, a schierarsi con i più forti o presunti tali, a immedesimarsi con una retorica della vittoria a tutti i costi che nasconde profonda insicurezza, alienazione e conformismo.

Non potranno mai capire

Da romanista credo impossibile per loro capire l’ingorgo meraviglioso di sentimenti e ricordi, lacrime e felicità, esultanza e sofferenza che ha caratterizzato la storia della mia squadra anche nel dare l’addio a Totti in una serata in cui contava più l’amore per una Bandiera di mille vittorie.

Così come fu per la grande e generosa tifoseria napoletana verso il grande Maradona.

Il calcio è uno straordinario fenomeno popolare e culturale fatto di passione e sentimenti.

Per noi conterà sempre più una Bandiera alzata al Sole che l’ossessione di vincere a tutti i costi e con qualsiasi mezzo.

Passione e furore, felicità e dolore.

Come a Napoli, come a Roma….

Lo capiranno mai alla Juventus?

*romanista ed ex parlamentare

Le ragioni del sentimento anti-Juventus che attraversa l’Italia (non solo Napoli), di Guido Ruotolo

Fabio Granata ilnapolista © riproduzione riservata
TERMINI E CONDIZIONI
  • Venio Vanni

    L’oscenità della Juve a Cardiff è la faccia del figlio di Leone Elkann. Un’immagine violenta. Esempio lampante della rabbia malata che alberga alla Juve. Rabbia che cresce in un seme prevaricantemente malato di tracotanza, arroganza.

    • Il Boemo

      È la mentalità dei figli di papà che pervade tutti i suoi tifosi . Gli Agnelli poi sono la vera famiglia reale del nostro paese. I meridionali che spesso senza appartenere a classi sociali elevate seguono la squadra della fca di Torino sono un po’ come i sanfedisti che volevano o’rre anche se con la monarchia stavano con le pezze al cu…

      • Giuseppe Scazziota

        Anche Andrea Agnelli nell’intervista post partita pur dicendo cose giuste, ma in contrasto con vincere è l’unica cosa che conta, ha detto saremo più cattivi. A Napoli avremmo detto saremo più “buoni” degli avversari. Al massimo la sdoganata cazzimma che va intesa come agonismo più che cattiveria

      • GuRu 1971

        Tu sei fissato con sta storia che gli juventini sono tutti figli di papa…. sangue blu … etc etc
        Ma dove vivi per curiosita?
        E quali sarebbero i tuoi dati certi per continuare a dare queste affermazioni?
        Guido 1971

        • Il Boemo

          Non ho detto che i tifosi della juve sono tutti figli di papà, ma la Juventus è come il Real Madrid senza la corona. Ho scritto che la popolazione segue la famiglia Agnelli come i sanfedisti restarono fedeli al Re nonostante con quest’ultimo non se la passassero certo bene.

          • GuRu 1971

            Guarda che lo hai scritto l’altro giorno…
            e infatti ti avevo già risposto anche all’altro post.
            Fa niente.
            Tanto io non mi ci sento come il tuo prototipo del tifoso juventino medio…
            Ciao
            Guido 1971

  • Ciro Vallone

    Ottimo articolo che condivido in pieno. Volevo scrivere qualcosa di simile su IL NAPOLISTA e su un blog di REPUBBLICA che frequento; ma a quanto vedo non ce n’è bisogno…Solo una postilla; quando siamo stati accusati recentemente di tifare per gli spagnoli, in realtà non era solo per “l’odio” sportivo che nutriamo per la signora; ma anche un’affinità culturale che ci lega agli Iberici e che fa sì che a volte si privilegia l’aspetto ludico a discapito di quello utilitaristico del risultato ad ogni costo. E questo che buona parte degli italiani non capisce , e si meravigliano che noi siamo contenti lo stesso pur non vincendo nulla.

    • Nunziocity

      Su Bloooog Repubblica li è inutile, scrivono solo rubentini. Scrivi a seconda quello che dici e il BOCCA cancella a piacimento.

      • GuRu 1971

        In effetti Nunzio si vede quello che scrivi sul bloog di bocca.
        Mai un argomento.
        Solo insulti e provocazioni.
        Se Bocca avesse voglia di lavorare, ma non ne ha, ti bannerebbe tutti i tuoi interventi.
        Guido 1971

  • dino ricciardi

    Rappresentano tutto ciò che detesto di questo paese.
    Elementare, Watson !!!!

    • GuRu 1971

      Fai un elenco preciso di tutto ciò che detesti di questo paese.

      Guido 1971

  • Effe Bongi

    che aggiungere se non applausi ?

  • Me

    BASTA JUVEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE+∞

    • GuRu 1971

      Sei stato chiaro.
      Guido 1971

  • Luigi Borrelli

    queste analisi fanno veramente ridere e male alle persone civili. invece di fare un panegirico vi racconto la storia di un tifoso gobbo come.
    questa è la storia di un ragazzo che da piccolo tifava napoli ma a casa sua del calcio erano abbastanza disinteressati tranne un suo zio juventino con il quale era il solito discutere di calcio, apprendere, ascoltare aneddoti e sopratutto dibattere anzi litigare. la sportività dello zio però lo portava ad essere il solo ad accompagnare il mio amico, poco più di un bimbo allora, allo stadio S.Paolo. un giorno questo zio si ammalò e mentre lottava con un male incurabile poche cose non potevano stargli lontano sopratutto tre: 1) le sigarette 2) la juve 3) il nipote che era il figlio maschio che non aveva mai avuto e con cui litigava di pallone.
    un giorno lo zio muore, io lo conoscevo perché abitava poco lontano da me, e il ragazzo pur circondato da amici per la maggior parte napuligni come voi in poco tempo diventa juventino, anzi un gobbo vero e proprio.
    queste storie raccontano che apolidi, vincere facile sono fesserie o parte piccola della questione il centro è sempre lo steso se una passione è vera e sincera chi può giudicare i sentimenti degli altri? chi può giudicare la vita e il percorso che uno fa? secondo me nessuno se la passione è sincera e non ha l’intento di far male a nessuno.

    ma questo non lo capite e non lo capirete mai. sapete solo giudicare e trattate la passione come un marchio da bestiame dove uno non sceglie ma è obbligato. io non la penso così fate pure ma quando fate così certo che mi sento superiore, lo sono sono meglio di voi sono juventino perché l’ho scelto!!!

    • Ciccio Bomba

      quindi per te un solo caso (commovente…chissà quanto vero) fa statistica? divertentissimo poi il fatto che parti dicendo “fate male alle persone civili” accusandoci di fare tutta d’erba un fascio e poi concludi dicendo “sno superiore, sono meglio di tutti voi”.
      vabbe’, un altro caso umano. pazienza. dai, al prossimo scudetto potrai venire qui a sfogarti

      • Luigi Borrelli

        verissimo ma ne ho altri tra fidanzati e fidanzate, amici, colleghi di lavoro o un mio amico all’erasmus o un altro che è venuto con me a cardiff che ha convertito un suo amico che con lui sta nella paranza orgoglio nolano e potrei andare avanti il tifo si mescola alla vita e non è un comparto a parte.
        non è detto quindi che il tifo si incontri in una sola maniera e la persona che sei segna la qualità del tifo che fai.
        il mio per esempio è il classico nato il 1981 il mio giocatore preferito è roby baggio ma quando lui andò via pur restando un suo tifosissimo ero diventato nel frattempo un malato di juve e allora vinceva di più il milan.
        ognuno ha la sua storia basta rispettare quella altrui e essere orgogliosi della propria.

        • Riccardo Vannucchi

          Ovviamente rispetto la storia di una persona evidentemente emotivamente scossa dalla vicenda. E nessuno mette in dubbio che uno che si dice tifoso juventino scelga liberamente di esserlo.
          Ma il punto sta proprio in quel tipo di scelta, nel suo perché. Le persone vengono valutate istintivamente anche dalle scelte che fanno nella vita. E’ umano, è normale, è l’istinto.

          E scegliere di tifare juventus non è altro che una scelta di comodo, nell’illusoria idea di essere parte di un qualcosa di vincente per natura, di vittorioso sugli altri (Ovviamente mi riferisco a quei tanti tifosi juventini che nulla hanno a che fare con la reale realtà e natura torinese di quella squadra).

          Nella stragrande maggioranza dei casi è così: non a caso a sud si tifano Juventus, Milan o Inter, mica Venezia, Brescia o Alessandria?Si scelgono squadre storicamente vincenti, e si esulta per successi che tangibilmente riguarderanno invece solo le città di appartenenza di quelle squadre, Milano e Torino.

          Lo sport è ormai business, potere e politica. Se c’è ancora un, dico un, valore rimasto allo sport a questi livelli, è il senso di appartenenza, il simbolismo del proprio campanile.
          In questo senso, soprattutto a Napoli, si sente il “dovere” di sostenere la squadra della propria città. Anche perché in Italia più che altrove, il calcio è spaventosamente specchio della realtà politica, sociale e economica del paese. Ne rispecchia in tutto e per tutto gli squilibri territoriali (per carità, anche per colpe meridionali). Non sarà un caso che il 95% degli scudetti è stato vinto a nord, no? E non è un caso che, per esempio, due delle famiglie più influenti della storia politica/industriale italiana, Berlusconi e Agnelli, si dedichino al calcio da decenni e decenni. Perché il calcio è un’azienda, la più grossa del paese, girano interessi mostruosi, pesano le influenze politiche. Pesa il territorio. E in Italia c’è un territorio che ha un peso politico ed economico troppo più grande del resto del paese. E’ un merito? Per carità, anche, ma non solo. Basta, e perdona l’apparente spocchia, approfondire, chiedersi il perchè di questo squilibrio, studiarne a fondo le radici, che sono molto più antiche di quanto si pensi.
          E così, come da sud siamo stati destinati a emigrare a nord in cerca di lavoro, ci fanno “emigrare col tifo” a nord in cerca di successi. Ma quei successi saranno sempre e solo localizzati a Milano e Torino.

          E’ per questo che chi non tifa Juventus, soprattutto da Sud, proprio non la può tollerare e ha in antipatia chi la sostiene. Perché tifarla, ad esempio da Napoli, significa fare una scelta di comodo, significa tradire la causa (sportiva) del Sud in favore di un più comodo e ricco Nord.
          Lo so che questo non vale per tutti, ci mancherebbe. Lo so che in tanti hanno scelto di tifare da bambini vedendo Del Piero, Totti o Ronaldo. Ma ribadisco, nel tifo c’è un simbolismo da proteggere secondo me, che da bambino ovviamente non puoi cogliere; c’è una scelta di appartenenza o meno, c’è il favoreggiamento di una causa piuttosto che un’altra. E lo squilibrio del potere mediatico (tutto diviso tra Milano, Roma e Torino), farà sì che sempre, sempre, grazie alla maggiore visibilità di quelle squadre, grazie alla maggior influenza di quelle società, ci saranno più tifosi di certe squadre rispetto ad altre, delle più visibili e delle più forti.
          Tifare contro la propria città/area/cultura è qualcosa che è normale che risulti indigesto. E questo anche da un punto di vista non simbolico/sportivo, perché il successo della squadra della tua città fa bene anche da un punto di vista economico.

          Scusa la lunghezza del messaggio. Nessuna pretesa di approfondita analisi storica eh, ma credo ci siano ragioni profonde nella storia di certe rivalità e antipatie.

          • Luigi Borrelli

            comodo essere tifoso juve a napoli?
            non credo
            fare decine di miglia di km ogni anno
            sacrificare ferie e denaro
            essere continuamente accerchiato
            secondo me la scelta comoda è tifare napoli a napoli ma al cuor non si comanda e sono fiero di tifare JUVE.
            questa è la realtà.
            io tifavo juve pure in b e forse questo è l’unico lato positivo di quella vicenda dolorosa perché ha diviso i gobbi come me e gli occasionali che stanno in ogni tifoseria.
            il successo della squadra conta, indubbio, ma se fosse la base per giudicare tutto allora voi siete pazzi perché non vincete mai?
            quanto al sociale poi lo trovo pericoloso mettere in parallelo sport e realtà sociale e come dire che se a me piace il jazz danneggio la musica napoletana.
            credo come tutti nei paesi liberi di avere diritto a libertà di espressione, pensiero e opinione o no?
            se no si arriva all’assurdo che un camorrista tifoso del napoli difende napoli più di me, persona onesta, solo perché ho gusti differenti?
            non credo, certo il territorio è una leva importante di appartenenza, probabilmente la principale non la sola però e sopratutto non la migliore delle altre e qui il punto il diritto a giudicare il tifo altrui: chi ve lo da? penso che sia sbagliato tutto qui

          • Riccardo Vannucchi

            Comodo da “tifoso” perchè è scontato che la juventus, storicamente più vittoriosa, più ricca, più potente, vinca. Comodo perchè si può dire “noi vinciamo, voi no”. Quando poi è ovvio.
            Tifare Napoli a Napoli non è comodo, è semplicemente naturale, ti prego 😀 come lo è tifare Juventus o Torino a Torino!

            So che è un discorso che non è facilmente condivisibile, ma se lo estendi per anni e anni: il meridionale che fa migliaia di km all’anno per andare a tifare Juventus o Milan…porta soldi a Torino e Milano. Non sto giudicando la cose eh, la constato semplicemente. Io che vado al San Paolo da quindici anni faccio girare un’economia di quartiere e di città, la mia città, contribuendo a quella di Napoli perché vivo e studio a Napoli. E’ un dare avere cittadino/città, logico per ogni comunità.

            Il successo conta nella visibilità e nell’attrazione di una squadra, questo intendo. E torno al concetto di “comodità” nel tifare Juventus. Non ho capito a che alludi dicendo “siete pazzi perchè non vincete”. Il Napoli vive un contesto economico/sociale totalmente diverso da Torino o Milano, e in Italia questo fa storicamente la differenza. Il Napoli nella sua storia quante volte ha iniziato un campionato puntando alla vittoria? Penso 7, 8 volte, non di più, sono contesti non paragonabili, con obiettivi diversissimi.
            Pertanto un napoletano juventino nasce in un contesto per rinnegarlo e sostenerne un altro, diverso, lontano dal suo, scontatamente più vincente.

            Il paragone musicale non funziona: nel calcio si fa una scelta, apparentemente stupidamente irrevocabile, a danno di un’altra. Nella musica la selezione è multipla, difficile si ascolti uno e un solo genere musicale (amo sia jazz che musica tradizionale napoletana :-P), e variabile nel tempo, evolve nel tempo, soprattutto se l’ascoltatore amplia la sua gamma di generi da ascoltare. Insomma, arte e sport sono due cose distinte dal punto di vista dell’utente.

            E’ lapalissiano che il camorrista sia meno onesto di chiunque non lo sia.
            Ma il mio discorso è chiaro: vivi una comunità, la sostieni in tutte le sue facce, vi partecipi, partecipando, facendo girare l’economia, ecc.
            Io nasco vivo e studio a Napoli? Spero che Napoli sia sempre più pulita, spero che i suoi musei attirino sempre nuove collezioni, spero a Napoli vengano i migliori musicisti, spero che le nostre università assumano il miglior corpo docente, spero che la nostra sanità migliori il servizio, spero spero spero….spero che il Napoli vinca trofei. Perché nasco a Napoli, vivo a Napoli, sono di cultura napoletana, quindi partecipo attivamente alla sua vita sociale e culturale, e spero che questa migliori e abbia successo. Lo sport rientra in questo, nei successi culturali/imprenditoriali di un contesto. Essendo un’azienda il calcio, io sostengo quella del mio territorio, che porta benefici al mio territorio, mica a quello degli altri?
            E’ chiaro che il calcio non è la componente più importante di una comunità eh, ma è una delle varie. E oggi ha un peso economico (e anche politico) non indifferente.

            Ognuno è, di nuovo, scontatamente, libero di tifare chi vuole. Così come ognuno è libero di trarre giudizi dalle scelte degli altri, a torto o a ragione.
            Se io vedo uno che butta un mozzicone a terra lo giudico un incivile, se vedo che uno usa la macchina (scelta di comodo) invece di fare 100 metri a piedi, lo giudico un fraccomodo. Poi magari mi sbaglio perchè quella persona ha problemi di deambulazione, che ne so? Ma il giudizio è istinto, giusto o sbagliato che sia.

          • Luigi Borrelli

            naturale probabile, comodo certo perché la territorialità serve anche a sublimare il desiderio di successo e rendere l’appartenenza stessa vittoria e da questo punto di vista quelli che stanno lontani sono davvero eroi perché sono senza vittorie e territorio. aggiungo che le tue osservazioni hanno certamente del vero ma sono troppo logiche e razionali mentre e scusami se mi ripeto la passione è passione e quando scocca scocca. non ti piace l’esempio musicale diciamo allora le donne. uno quando s’innamora si innamora non guarda colore della pelle lingua razza ecc… s’innamora stop.
            ed è questo il bello del calcio che alla fine c’è dentro un luogo puro assoluto che è simile a quello dei bambini senza sovrastrutture dove se la tua squadra vince sei felice se perde sei triste ma le vuoi genuinamente bene comunque.
            quel mondo comune da tutte le squadre è da proteggere per da quel mondo e solo da quello può nascere un calcio migliore per tutti.
            questa ammetto è una buona risposta la sottolineo: ” Ognuno è, di nuovo, scontatamente, libero di tifare chi vuole. Così come ognuno è libero di trarre giudizi dalle scelte degli altri, a torto o a ragione.
            Se io vedo uno che butta un mozzicone a terra lo giudico un incivile, se vedo che uno usa la macchina (scelta di comodo) invece di fare 100 metri a piedi, lo giudico un fraccomodo. Poi magari mi sbaglio perchè quella persona ha problemi di deambulazione, che ne so? Ma il giudizio è istinto, giusto o sbagliato che sia”.
            ciao

          • Riccardo Vannucchi

            Riconosco la bellezza di ciò che di infantile ha il tifo, per carità. Ho 28 anni e tifo Napoli da almeno 24 😀 ho iniziato troppo presto per dimenticarmi di quell’aspetto 🙂
            Ma insisto, essendo noi adulti, sul fatto che poi uno non può far a meno di ammettere che le scelte nascondono dei motivi, e, seppur in maniera minima trattandosi di sport, una responsabilità. E soprattutto, inevitabilmente, a quella scelta conseguono dei significati, piccoli o grandi che siano.
            Se nasco nella foresta di Sherwood e tifo Principe Giovanni….sono libero di farlo, perché magari da bambino vidi la corona in capa al principe, splendente, e ne rimasi folgorato. Ma è inevitabile che, simbolicamente o meno, io stia andando contro l’inclinazione e gli interessi della comunità della foresta 😀

            Insomma, non dimentichiamoci il contesto nostro. Sono d’accordo sul discorso sulle donne, non badi a nulla se scocca la scintilla. Ma sul calcio, scusa se mi ripeto ancora una volta, non si può, non essendo più bambini, non notare delle differenze immense, degli handicap per Napoli, ma ancor più per il resto del Sud e per la provincia in generale, storici: tu Juventus, tu Milan, tu Inter, hai una visibilità mostruosa (e oggi la visibilità vale decine di milioni di euro. In Asia Africa e America vestono Milan, nonostante sia calcisticamente insignificante da qualche anno), possiedi quotidiani immotivatamente considerati nazionali (quando tutti sanno che sono locali), possiedi tv, hai conflitti di interesse sotto gli occhi di tutti (tra sponsorizzazioni e “matrimoni” vari). Perché questo? Perché sei più ricco, perché sei più potente politicamente ed economicamente. Perché sei Nord. Quindi la scintilla è inevitabile che scocchi sempre in quella direzione, mai nell’altra, di nuovo per visibilità, soldi, potere di influenza. Se tu dell’81 hai avuto Baggio e quindi la Juventus, in futuro sarà inevitabile lo stesso per le prossime generazioni: non sarà Baggio, ma sempre Juventus Milan o Inter sarà, se non si risolve questo squilibrio.
            Io napoletano sostengo la loro causa? Sono libero di farlo, ma, consentimi, molto indirettamente, faccio quantomeno simbolicamente un torto anche a me stesso. Perché non faccio che contribuire a mantenere questo stato di cose, questo squilibrio. Compro la loro maglietta, pago oro un treno per andare a mangiare nella loro città, mangio nei loro ristoranti e dormo nei loro alberghi. Regalo un bonus a loro e non a me su diversi aspetti. Per anni anni e anni. E in centinaia di migliaia di persone! E questo giro là rimane eh, mica ti torna qualcosa giù? Anzi, tuttalpiù si comprano scuole calcio al sud tanto per farci emigrare pure per giocare a calcio! Insomma, perciò il calcio rispecchia molto più profondamente di quanto si pensi la realtà quotidiana di questo paese squilibrato. Emigriamo nella vita e emigriamo nel tifo.

            Torno al tuo esempio musicale. Tra radio e tv, 99 su 100 passano musica commerciale. 1 su 100 magari va sulla nicchia. Non puoi dire sia colpa dell’ascoltatore se 9 su 10 ascolteranno nella vita solo musica commerciale, perché questo passa il convento. Ma se sei un ascoltatore curioso e con una certa sensibilità musicale, magari provi a ampliare i tuoi orizzonti e scopri cose nuove e più affini.
            Ecco c’è bisogno, nella musica, di ascoltatori più consapevoli.
            Stessa cosa per il calcio. Va benissimo la scintilla infantile, ma poi da grande magari uno può innalzare il proprio livello di partecipazione e andare più a fondo nelle cose. Si scoprono cose nuove. Come in tutto, tutto può essere vissuto a livelli diversi, più o meno profondi e consapevoli. Il fatto che il bambino non le veda, non toglie che le sovrastrutture ci siano,e anche belle gravi.
            Il livello bambinesco è bello, ma occhio: è anche quello che genere cori beceri e “guerre” tra ultras. Secondo me vale la pena andare più a fondo.

          • Riccardo Vannucchi

            Riconosco la bellezza di ciò che di infantile ha il tifo, per carità. Ho 28 anni e tifo Napoli da almeno 24 😀 ho iniziato troppo presto per dimenticarmi di quell’aspetto 🙂
            Ma insisto, essendo noi adulti, sul fatto che poi uno non può far a meno di ammettere che le scelte nascondono dei motivi, e, seppur in maniera minima trattandosi di sport, una responsabilità. E soprattutto, inevitabilmente, a quella scelta conseguono dei significati, piccoli o grandi che siano.
            Se nasco nella foresta di Sherwood e tifo Principe Giovanni….sono libero di farlo, perché magari da bambino vidi la corona in capa al principe, splendente, e ne rimasi folgorato. Ma è inevitabile che, simbolicamente o meno, io stia andando contro l’inclinazione e gli interessi della comunità della foresta 😀
            Insomma, non dimentichiamoci il contesto nostro. Sono d’accordo sul discorso sulle donne, non badi a nulla se scocca la scintilla. Ma sul calcio, scusa se mi ripeto ancora una volta, non si può, non essendo più bambini, non notare delle differenze immense, degli handicap per Napoli, ma ancor più per il resto del Sud e per la provincia in generale, storici: tu Juventus, tu Milan, tu Inter, hai una visibilità mostruosa (e oggi la visibilità vale decine di milioni di euro. In Asia Africa e America vestono Milan, nonostante sia calcisticamente insignificante da qualche anno), possiedi quotidiani immotivatamente considerati nazionali (quando tutti sanno che sono locali), possiedi tv, hai conflitti di interesse sotto gli occhi di tutti (tra sponsorizzazioni e “matrimoni” vari). Perché questo? Perché sei più ricco, perché sei più potente politicamente ed economicamente. Perché sei Nord. Quindi la scintilla è inevitabile che scocchi sempre in quella direzione, mai nell’altra, di nuovo per visibilità, soldi, potere di influenza. Se tu dell’81 hai avuto Baggio e quindi la Juventus, in futuro sarà inevitabile lo stesso per le prossime generazioni: non sarà Baggio, ma sempre Juventus Milan o Inter sarà, se non si risolve questo squilibrio.
            Io napoletano sostengo la loro causa? Sono libero di farlo, ma, consentimi, molto indirettamente, faccio quantomeno simbolicamente un torto anche a me stesso. Perché non faccio che contribuire a mantenere questo stato di cose, questo squilibrio. Compro la loro maglietta, pago oro un treno per andare a mangiare nella loro città, mangio nei loro ristoranti e dormo nei loro alberghi. Regalo un bonus a loro e non a me su diversi aspetti. Per anni anni e anni. E in centinaia di migliaia di persone! E questo giro là rimane eh, mica ti torna qualcosa giù? Anzi, tuttalpiù si comprano scuole calcio al sud tanto per farci emigrare pure per giocare a calcio! Insomma, perciò il calcio rispecchia molto più profondamente di quanto si pensi la realtà quotidiana di questo paese squilibrato. Emigriamo nella vita e emigriamo nel tifo.

            Torno al tuo esempio musicale. Tra radio e tv, 99 su 100 passano musica commerciale. 1 su 100 magari va sulla nicchia. Non puoi dire sia colpa dell’ascoltatore se 9 su 10 ascolteranno nella vita solo musica commerciale, perché questo passa il convento. Ma se sei un ascoltatore curioso e con una certa sensibilità musicale, magari provi a ampliare i tuoi orizzonti e scopri cose nuove e più affini.
            Ecco c’è bisogno, nella musica, di ascoltatori più consapevoli.
            Stessa cosa per il calcio. Va benissimo la scintilla infantile, ma poi da grande magari uno può innalzare il proprio livello di partecipazione e andare più a fondo nelle cose. Si scoprono cose nuove. Come in tutto, tutto può essere vissuto a livelli diversi, più o meno profondi e consapevoli. Il fatto che il bambino non le veda, non toglie che le sovrastrutture ci siano,e anche belle gravi.
            Il livello bambinesco è bello, ma occhio: è anche quello che genere cori beceri e “guerre” tra ultras. Secondo me vale la pena andare più a fondo.

          • Riccardo Vannucchi

            Ovviamente non sto cercando di convincerti a cambiare squadra 😀 so che non succederà. Sto però cercando di farti capire perché moltissimi hanno in antipatia alcune squadre più di altre, vivendo io a Napoli e essendo assiduo frequentatore dello stadio., sapendo cosa certe squadre rappresentano rispetto ad altre. I perché alla base, ripeto, sono molto più radicati di quanto si pensi, fanno capo alla storia di contesti molto diversi.

          • Nunziocity

            Poi arrivi aTorino e ti chiamano rozzo terrone. Vai vantati di questo insultato da altri terroncelli…

          • Luigi Borrelli

            no mai successo giuro anzi a porta susa c’è un bar di napoletani ‘a pastarell che spacca o il ristorante da ciro ecc…. fanno differenza tra i singoli e il governo della città giuro o sono fortunato ma sono + di dieci anni che ci vado. ah la prima cosa che dicono 9/10 quanto è bella.

          • GuRu 1971

            A te ti chiamano rozzo anche sul bloog di bocca.
            Chissa perche….
            Guido 1971

          • Luigi Borrelli

            CMQ apprezzo la lunghezza perché vedo lo sforzo di comunicare

          • Luigi Borrelli

            e ti ringrazio perché non offendi o non hai preconcetti

          • Riccardo Vannucchi

            Figurati 🙂
            Anche io ho scelto di rispondere a te piuttosto che a tanti altri tifosi avversi, perchè ho notato un tono civile e non per forza litigioso

      • Luigi Borrelli

        sono superiore a chi pensa come granata e mi pare che siano molti a condividere se no dite che questo modo di generalizzare è sbagliato e stop

    • Venio Vanni

      Poteva morire prima lo zio… prima che nascesse il nipote…

      • Luigi Borrelli

        ecco questo siete voi poi lamentatevi dei cori

        • Venio Vanni

          È ironia… sfottò goliardico… una cosa da stadio…

          non ho mai conosciuto uno juventino che avesse senso dell’umorismo…

          • Luigi Borrelli

            sempre solo il vostro

          • GuRu 1971

            Ne conosci pochi….
            Guido 1971

    • Moska

      Sentì un po’. A me la storia di un ragazzo ecc ecc non interessa proprio. Se vuoi te ne racconto un’altra: io abito a Torino e tifo Napoli e sono circondato da tifosi di Juve e toro. Sui secondi ho poco da dire perché non hanno mai vinto nulla, ma li vedi sempre in giro a cantare e a mostrarsi fieri del proprio tifo (dalla A alla B). I primi invece, senza stare ad annoiarti più di tanto, x circa 3 o 4 anni non li ho sentiti ne visti (ma si io tifo tanto per, non è vero non sono mai stato malato di giuve ecc ecc) e parlo degli anni post 2006. Guarda caso non appena la situazione è cambiata (scudetti, coppe Italia ecc ecc) sono tutti rispuntati come funghi (siano noi, fino alla fine ecc ecc). Questo per dirti che dei tanto citati 8 milioni di tifosi, quelli come te saranno si e no un terzo. Ora a me non interessa scomodare luoghi comuni come la “vera fede calcistica” o “l’essere fieri” di chissà cosa, ma dico solo che siete ridicoli per questo: siete 4 gatti di tifosi e il resto tutta gente che tifa così come ora ci si sposa o fa il battesimo, cioè per moda o prassi italica…

      • Luigi Borrelli

        cmq 14 mln ma hai ragione e vale per tutte le tifoserie pensa il san paolo ne contiene 60000 voi siete 2000000 per questo spesso anche con napoletani che fanno i sacrifici per andare in trasferta dopo la normale rivalità emergono i tratti in comune come ad esempio fare di tutto e di più per risparmiare anche 5€ da spendere poi per una birra insieme ai tuoi amici che si è vinto o che si è perso. Perché come diceva Bukowsky, è mio il motto delle trasferte e dello stadio in genere, se sei triste bevi per dimenticare, se sei felice bevi per festeggiare . se non succede nulla bevi e qualcosa succederà

  • Luigi Ferrara

    Sono pronto a tatuarmi questo articolo sulla schiena.

  • Ciccio Bomba

    ma la domanda è: a fine stagione, in data 7 giugno, chi è più contento? il tifoso napoletano che non ha vinto un tubo ma è uno splendido perdente o quello juventino che ha vinto scudetto coppitalia e finale champions? no, perchè dalle facce juevntine che vedo intorno a me, mi sento nettamente più felice io 😉

    • Riccardo Vannucchi

      Esatto. E il perché è spiegato proprio nell’arroganza ossessiva (e svergognatamente diseducativa) del loro motto stampato a Vinovo. Loro DEVONO vincere; cosa che in italia non si permette di dire nessun altro, neanche le milanesi ormai. Perciò ogni loro sconfitta è una gioia, perciò ogni loro sconfitta in finale non è paragonabile a un terzo posto nostro (per cui noi, che giustamente ci “misuriamo la palla”, passatemi l’espressione, esultiamo). Perciò ogni loro vittoria ha il sapore del compitino, del dovere, portato a termine a ogni costo e, la storia ci insegna (e la storia notoriamente si ripete…), con ogni mezzo lecito o non.

      • Luigi Borrelli

        sul nostro motto si sono ingenerate tante leggende metropolitane. quando lo disse boniperti e l’ha ripetuto fino alla noia non intendeva diventare il machievelli dello sport : “il fine giustifica i mezzi”
        ma definiva la vittoria come l’obbiettivo assoluto di un competitore ed è in buiona compagnia:
        Vincere non è tutto ma di sicuro batte qualsiasi cosa si classifichi al secondo posto
        (Kobe Bryant)
        Vincere non è tutto; è l’unica cosa che conta.
        (Henry Russell Sanders) ( nessun plagio tempi diversi)
        Arrivare secondo significa soltanto essere il primo degli sconfitti.
        (Ayrton Senna)
        Chi vince festeggia, chi perde spiega.
        (Julio Velasco)
        I problemi della vittoria sono più gradevoli di quelli della sconfitta, ma non meno difficili a risolversi.
        (Winston Churchill)

        e il mio preferito nella formulazione per quel che di ironico:
        Se la vittoria non è tutto, perché tengono il conteggio dei punti?
        (Vince Lombardi)
        aggiungo questa che sicuramente piace al mio presidente
        La vittoria si ottiene quando si è preparati a ogni imprevisto. La vittoria si ottiene quando ci sono un generale capace e un sovrano che non interferisce.
        (Sun Tzu)

        • Riccardo Vannucchi

          ahahaha apprezzo la frase di Lombardi 😀

          ma figurati, è scontato che l’obiettivo di chi partecipa a una qualsivoglia competizione, pure il torneo di briscola, sia vincerla.
          Ma non puoi negare che c’è modo e modo di dirlo (dimostri di coglierne la differenza proprio citando tutte queste altre frasi). E, ancor più importante, se poi la storia di quella squadra dimostra che ha usato mezzi leciti e illeciti pur di vincere (e magari non ne aveva manco bisogno eh)…diciamo che quella frase assume inevitabilmente un significato amplificato e chiaramente negativo agli occhi di chi la legge e non tifa per loro. Chiaramente non è l’unica società macchiatasi di illeciti. Ma diciamo che se commetti un illecito e fai pure l’arrogante, è normale che non stai simpatico a tutti, no? 😀

          • Luigi Borrelli

            questo si kobe ad esempio lo diceva chiaramente più mi odiano e più ho forza e voglia di saltare in alto e schiacciarli in faccia.
            la gufata alla juve, spettacolo nazionalpopolare che sabato è arrivato ai suoi picchi, e la sconfitta della juve in finale e vengo a una cosa che interessa il napoli ai suoi tifosi: chi aiuta? chi avvantaggia?
            io penso che la juve sia brava storicamente a fare il pieno di veleno altrui e scaricarlo in campo. mentre la vittoria in champions avrebbe potuto appagare alcuni ed essere il preludio di un anno di transizione e anche nelle strategie di mercato dove oltre l’ottimo schick, sembrerebbe preso, magari si sarebbero preso giovani e ceduti un paio di big. oggi se si cederà un big sarà uno solo e se mai si potesse scegliere tra Di Maria e Bernardeschi ( caschiamo bene comunque) con la coppa la prima opzione è il secondo, Bernardeschi, per la sua futuribilità mentre senza coppa anche con ingaggio superiore il primo potrebbe diventare un obbiettivo concreto.
            vedi gli anni passano e prima o poi si ricostruiranno le milanesi per molte delle ragioni che hai spiegato bene tu ( bacino d’utenza, internazionalità dovuta alle vittorie, capacità di coagulare economia, editoria, politica insomma il potere nelle sue forme) e quindi il napoli per dare un simbolo a questi anni, col massimo rispetto, entusiasmanti ma senza il vero botto avrebbe avuto nettamente una possibilità in più con una juve vincente a Cardiff che con una perdente ed allora tornando alla gufata avete seguito l’istinto ma sicuri di non aver sbagliato?

          • Riccardo Vannucchi

            Sinceramente credo che il discorso gufata a vantaggio di qualcuno sia relativo. Riguarda il tifo. Non credo che una società esperta come quella juventina possa farsi minimamente influenzare. Si fa influenzare tuttalpiù qualche giocatore twittatore incallito.
            La juventus stessa insegna che vincere aiuta a vincere, quindi non so sinceramente, anche se capisco il tuo discorso. (poi onestamente, qualità/prezzo, mille volte Bernardeschi).
            Il Napoli non partirà mai favorito, mai, Cardiff o non Cardiff secondo me. C’è una disparità economica folle (che i media e la stessa società juventina ammettono solo quando c’è Juventus-Real Madrid, anche se Sarri lo va dicendo da na vita :-D). Insomma secondo me il Napoli ha poco da preoccuparsi in ogni caso. Deve solo sfruttare eventuali periodi deboli altrui.
            Riguardo la gufata (secciata, diciamolo in napoletano :-P): non è che uno ha gufato. E’ che è andata così e qui si è felici 😀 la trovo una cosa così naturale, una gioia spontanea. Poi abitando in centro ti garantisco che i fuochi li sparano ogni sera per una ragione o per l’altra. Insomma li tengono stipati e sabato hanno trovato tutti una buona ragione per usarli 😀 dinanzi a una manifestazione popolare così spontanea per me non c’è da condannare, c’è da goderne se la si pensa ugualmente, o da chiedersi il perché questo eccesso (e qui torniamo alla rivalità molto sentita qua più che altrove).

            Ti faccio notare che mezza Italia ha esultato, ma ci sono stati attacchi a sfondo quasi razzista, quantomeno denigratorio, solo verso i napoletani (a proposito di squilibri mediatici…), anche a mezzo stampa (pensa un po’, brillantoni quali Bargiggia e S.Lucarelli). Insomma, la Juventus e i suoi sostenitori volevano anche decidere chi deve essere felice e chi no? Chi può ridere e chi no? Tanto da fare dichiarazioni postpartita (presidente agnelli e canale ufficiale jtv) contro i festeggiamenti altrui! Io trovo inutilmente arrogante parlare degli altri dopo una finale di champions. Hai mai sentito commenti simili da parte di SSCNapoli, Roma, Inter dopo un’eliminazione? Dopo un’eliminazione si pensa sempre e solo ai fatti di casa propria.

          • Luigi Borrelli

            la differenza che la juve ne ha 9 col fatturato superiore e lasciando quest’anno, grazie plusvalenza monstre che ha permesso di toccare quasi i 300 milioni di fatturato, il napoli sta tra il secondo e il quindi in un regime di piena competitività anche se non lo volete ammettere con una sola squadra che sta sopra nel fatturato stabilmente, noi.
            fare lo sgambetto a uno dopo anni anni è più facile che farlo a 9 squadre.
            aggiungo che il fatturato non viene tirato in ballo come alibi ma spiegazione/obbiettivo anzi a un convegno Andrea Agnelli espressamente interrogato sul punto disse ( sintetizzo) : partivamo da 160 con – 95 come risultato finale ora siamo a più del doppio dei ricavi e col terzo esercizio in utile e quello precedente in sostanziale pareggio. il fatturato ce lo siamo conquistato scalando un everest e sovvertendo rapporti di forza che dopo il 2006 vedevano le milanesi egemoni, questo è storia. lo abbiamo fatto con una cultura aziendale e non col mecenatismo e oggi come allora mi disturba parlare dei fatturati più grossi perché mi viene subito una domanda perché non fatturiamo come loro? obbiettivo è arrivarci non farlo non è un alibi ma una colpa.
            poi è normale essendo dentro un percorso che vuole andare lì una sconfitta bruciante la spieghi alla gente provando a spiegarle che anche questa è una tappa e quando anche saremo in cima una sola vince ma la traiettoria del club i suoi investimenti oltre alle sue dichiarazione sono la prova di quanto detto più delle parole e spero che oltre le simpatie questo sia davvero evidente.

          • Riccardo Vannucchi

            No ma forse non mi sono spiegato.
            Io sono d’accordo! Il fatturato è determinante! Ma lo è sempre, non solo sconfitti in finale. E lo puoi più facilmente compensare in una partita, in un torneo a playoff, perché si gioca su due partite e l’episodio può capitare. Ma è molto improbabile in un campionato di 38 partite. Insomma, per assurdo, secondo me è più probabile un Leicester in Champions piuttosto che in campionato. E infatti in campionato è avvenuto solo una volta, in Champions di Leicester ne abbiamo avuti vari (Porto, Stella Rossa, Marsiglia, Monaco finalista ecc.).

            Il Napoli è quinto mi pare per fatturato, e soprattutto non conta tanto la classifica del fatturato, ma la distanza da chi ti è davanti 🙂
            Anche io credo che per quanto visto negli ultimi anni partiamo come seconda forza in serie A dietro la juventus, ma ciò non toglie che la differenza sia molto grande. E la dimostrazione l’ha data la stessa juventus l’anno scorso, comprando il migliore dalla seconda e il migliore dalla terza. Segnale più chiaro di questo..!

            E poi dai, per onestà intellettuale, non dirmi che costruirsi un fatturato alla juventus non sia più facile che a Napoli Crotone o Udine. C’è un bacino di utenza spaventosamente più grande! C’è un potere contrattuale con sponsor spaventosamente diverso! Anche queste cose hanno radici antiche. Nel calcio ormai più si va avanti, e più è probabile vincere in futuro se hai vinto tanto in passato. Si è scavato un fosso. In Spagna forse la cosa è ancora più grave. L’unica via di scampo sono i nuovi investitori stranieri. Io stesso, ti giuro, al primo scudetto di Conte dissi “se lo vincono quest’anno ne vincono per 6 anni” (e se la juventus non vince il prossimo potete chiamarmi nostradamus XD). Chiaramente sei libero di non credermi. Ma avevo previsto (e il segnale politico era il ritorno diretto di un Agnelli due anni prima, pronto a ricostruire chissà cosa) che il primo sarebbe stato il ritorno dell’egemonia sportiva ma anche economica.
            Questo per dire che sì, la B è stata un danno immenso, ma ripartire per la juventus è molto più facile che per lo spezia la cremonese o il Napoli! Per bacino d’utenza, quindi attrattività a sponsor e quant’altro.

          • Luigi Borrelli

            costruirlo nel modo della juve a napoli per il napoli è impossibile ma nel 2001 con una realtà analoga alla vostra come la Roma fatturava più del Barcellona domandarsi come e perché in inghilterra, germania, francia e italia (solo la juve) un numero di squadre capaci di stare stabilmente oltre i 300 milioni di fatturato. il napoli come poteva arrivarci? vivaio risultati sportivi e compagine sociale simile a un comitato d’affari con tanti soci del miglior capitalismo partenopeo che dallo stadio al centro sportivo alla vendita di articoli sportivi fino al turismo avrebbe potuto sfruttare prima il vuoto della juve in b e della roma semifallita con le milanesi al vertice del calcio ma con la spada di damocle del debito e quelle delle milanesi oggi con l’equilibrio raggiunto con la roma.
            sopratutto il vivaio è incredibile ancora oggi con tutti i giocatori nati in campania il Napoli calcio ne guadagni poco tecnicamente ( solo insigne sebbene è un grande giocatore) e quasi nulla economicamente ( tra prestiti, premi di valorizzazione e le cessioni il conto è in sostanziale parità). tra i soldi del vivaio e l’allargamento della compagine sociale deriverebbe l’allargamento del perimetro aziendale magari con la rivendita, allora si con mega profitto, ad un tycoon.
            ecco questo poteva essere un buon modello per voi tanti lo hanno teorizzato in parte o in toto eppure un napoli, quello di de laurentiis, adatto a passare dalla c alla a ha una formula che difficilmente lo porterà al vero salto di qualità e se rispuntano le milanesi de laurentiis diventa un lotito napoletano.
            il modello c’era perché non dico si è fatta quella strada? perché si è zittito le voci che discordavano dal coro e che erano contrari alla gestione patriarcale?
            io non lo capisco sopratutto non capisco

          • Il Boemo

            La Roma per farlo ha dovuto vendere poi agli americani. Inoltre nei 90 la premier non era quella di adesso e la serie A era ancora il maggior campionato europeo o quasi.

          • Luigi Borrelli

            giusto ma appunto merita una riflessione

          • Sciocchezze, tu hai un lavoro a stipendio, vero?

          • Riccardo Vannucchi

            Ribadisco, non si può non tener conto della differenza dei contesti (da un punto di vista imprenditoriale) e del bacino di utenza a disposizione. La juventus non ha vissuto nessun “vuoto”. Era chiaro chesarebbe tornata subito in a. Era questione di attimi. Il Napoli, questo sì, non può che puntare sulla crescita attraverso quella sportiva, e quindi investendo sul vivaio (molto più di quanto nonfaccia ora) ecc. La juventus ha e avrà sempre molte più frecce al proprio arco

          • Il Boemo

            Quello che stai dicendo tu lo disse tale e quale benitez quando gli domandavano perché il Napoli in coppa batteva grandi squadre, ma in campionato non sempre capitava.

          • Riccardo Vannucchi

            Ah non me ne ricordavo. Ma ho sempre stimato Benitez sul piano delle analisi generali (e personalmente, anche sse non del tutto, anche sul piano strettamente tecnico). E tra queste ci metto anche le polemiche con Mauro, gli arbitraggi e il perché certe cose avvengano in Italia. Lasciava intendere molto bene, invece di starsi zitto come troppi suoi colleghi.

          • Riccardo Vannucchi

            ah mi spiego, è più probabile in Champions perchè ad esmepio: la juventus ne ha 9 con fatturato superiore. Ma di queste 9 quante ne ha affrontate? Se non sbaglio 2, Barcellona e Real. Con una ha vinto con l’altra ha perso. Perciò dico, in 38 partite le differenze sulla distanza escono fuori, a parità di gestione buona.

          • Luigi Borrelli

            ogni anno minimo 2. per esempi nel 15 con city, real, barcellona 3 il problema e che è più difficile che su nove una almeno una non sfrutti il suo potenziale economico meglio di te e arrivare due volte in finale dice che appunto il fatturato non è tutto ma nemmeno poco. perché in fondo una delle 9 e tre su 4 almeno delle prime 10 arrivano con borussia dortmund e atletico madrid come mezze eccezioni ( per via dei fondi o una generazione dal vivaio più forte del normale) . pure io concordo che a parità di buona gestione le distanze escono fuori ma ci sono fattori non trascurabili che sono non preventivabili: infortuni e invecchiamento su tutti.
            e poi te la metto così il napoli negli ultimi 6 anni ha fatto dai 61 agli 86 ( 84 il secondo miglior risultato) con gli 86 battereste solo la juve del primo scudetto.
            ora è logico pensare che la juve a medie punti per campionato stabili va dai 85 ai 100 punti se la juve fa il suo massimo non ce ne è per nessuno ma al suo minimo diventa battibile. ecco qualche acquisto meno azzeccato o che si integra non subito e perdi qualche punto, qualche infortunio in più o qualche giocatore che invecchia prima del previsto e vai verso il minimo e il nostro minimo è battibile col massimo di roma e napoli attuali.
            mi riferisco a juve, roma e napoli perché hanno traiettorie e strategie stabili semmai nella loro impronosticabilità le milanesi possono essere schegge impazzite ma nel prossimo campionato almeno le vedo ancora dietro a voi e alla roma.

          • Riccardo Vannucchi

            Sì sono d’accordo, al momento le cose le vedo così per l’anno prossimo.

            Una parentesi “off topic” hai idea del perché qualche mio commento precedente sia stato valutato come spam?! Sono scomparsi certi commenti ma non ne colgo il motivo! Vabbè che almeno tu mi pare li avessi già letti, ma boh! Ho segnalato la cosa, e sono in attesa di “verdetto”.

          • Luigi Borrelli

            non so

        • Il Boemo

          Sono aforismi giusti se non si ripetono fino alla nausea e si contestualizzato.

        • Il tifoso in sé non vince niente, salta solo sul carro del vincitore.

        • GuRu 1971

          Bel post.
          Guido 1971

        • drnice

          Arrivare secondo significa soltanto essere il primo degli sconfitti.
          (Ayrton Senna) ?????
          la frase è del drake, enzo ferrari. senna ha solo fatto da pappagallo.

          • Luigi Borrelli

            Vero li ho scritti di getto Scusami. Anche se siti vari addebitano anche a lui.

    • Luigi Borrelli

      sulla botta della sconfitta voi ma il nostro bilancio è superiore ovviamente

      • Ciccio Bomba

        il calcio è fatto di emozioni, non di numeri. voi avete castrato la vostra gioia dello scudetto putnando a una più grande, che non è arrivata. noi abbiamo gioito ad ogni partita giocata, nonostante il terzo posto.
        lo stesso tifoso del barcellona, dopo il trionfo con il paris sg, anche se avesse vinto la coppa, mai e poi mai avrebbe avuto lo stesso picco di gioia provata per quella clamorosa rimonta.
        ecco la differenza, per voi “vincere è l’unica cosa ceh conta” per noi “emozionarci è l’unica cosa che conta”.

    • Domenico Sapio

      La Juventus avrebbe vinto la finale di Champion’s ?…….questa mi giunge nuova !

    • GuRu 1971

      Il tifoso napoletano è piu contento fello juventino solo dopo il 3 giugno…..
      Quando ha potuto festeggiare la sconfitta della Juve in champions.
      Prima per molti di voi solo tanta rabbia ed invidia.
      Il fatto stesso che TU QUESTO POST LO POTEVI SCRIVERE ANCHE dopo lultima giornata di campionato ma ovviamente non lo hai fatto, dimostra che la tua soddisfazione è nata da una nostra delusione.
      E ho detto tutto.
      Guido 1971

      • Riccardo Vannucchi

        no ma una cosa bisogna chiarirla una volta per tutte.
        Sono napoletano tifoso del Napoli e antijuventino per logica conseguenza.
        Ho esultato alla vittoria del Madrid.

        Ma invidia verso la juventus: meno di zero.

        • GuRu 1971

          Infatti il post sopra non lo hai scritto tu.
          E tu giustamente rispondi per te stesso.
          Io mi riferisco a chi ha scritto.
          Che parla a nome di tutti i tifosi napoletani e che crede di conoscere tutti gli juventini.
          Guido 1971

          • Riccardo Vannucchi

            “Prima per molti di voi solo tanta rabbia ed invidia.”

            Mi sembrava da queste tue parole che tu stessi parlando per tutti i napoletani, o quantomeno per molti di noi 😀

            Ma comunque la tua accusa di “invidia”, credimi, è comunissima presso gli juventini. Appena uno muove una critica ti vengono praticamente a dire “siete solo invidiosi”, questa almeno è la mia esperienza, su molti casi eh. Perciò invitavo a escluderlo con la massima certezza e tranquillità 🙂

    • irosco

      Un leone non si cura dell’opinione di una pecora»

      • Ciccio Bomba

        la prossima volta impare a usare parole tue (se ne hai) non di un fine pensatore come mandzukic.

  • Giovanni Pantolese

    Anche io penso che ora il Napolista potrebbe anche finirla con gli articoli , i post e i commenti dedicati alla Juve. Ormai è acqua passata. Guardiamo avanti.

    • Guglielmo Occam

      Effettivamente hanno un po’ stufato…tra poco dovremo lanciare una petizione su change.org per non vederne più…

    • Luigi Borrelli

      e che il napolista vuole bene a me e gli altri gobbi più di voi….. animiamo il dibattito

    • Luigi Borrelli

      io mantengo il principio parlo solo quando parlate di juve se no vi lascio alle vostre conversazioni le leggo più o meno interessato o incuriosito e basta

  • Vincenzo D’Agostino

    Premessa : scrivo senza aver letto l’articolo, ma solo l’incipit.

    Dire che la Juve eserciti un potere arrogante è assolutamente vero, ma che lo scriva un romanista non si può sentire.

    La Roma (ma anche la Lazio, il Milan e l’Inter) deve ringraziare l’arroganza del potere politico/economico e l’arroganza del potere calcistico (vedi buona parte dei rigori fasulli avuti quest’anno;o i mercati fatti senza cacciare un euro…….)se è ancora in vita……….e ci si lamenta anche?

    Solo noi avremmo diritto a lamentarci, per gli altri : silence, please.

    • giancarlo percuoco

      Già.

    • Luigi Borrelli

      si povero….. come è favorito il bologna? il brescia? il crotone o il palermo? o il discorso vale per le big in una specie di lottizzazione del calcio o non vale. per me non vale

      • Vincenzo D’Agostino

        Perche Lazio, Roma, Milan e Inter con.tutti i debiti accumulati non sono fallite?
        Perché avevano, ed hanno, santi in.paradiso che, altrinon non.hanno (leggasi Fiorentina e Napoli…….tanto x citarne due)

        • Luigi Borrelli

          perché se la politica napoletana voleva diversamente come quella fiorentina non andava come le città che citi. E’ una illusione vittimista come al solito ed è un offesa a Napoli, terza città nel pil nazionale e ventiseiesima in europa se non ci credi guarda sto link. dire che o tramite banche e istituzioni non si poteva evitare il fallimento è risibile. poche decine di milioni di euro. solo che la politica viveva l’austerity, il banco di napoli aveva fatto cose immonde e venne inglobato dal san paolo e il napoli calcio ebbe la crisi al momento sbagliato nel contesto sbagliato. coi diritti tv nascenti altri 3 anni e il napoli non sarebbe mai fallito bastava creare un ponte. non si volle e non lo vollero i napoletani quelli che potevano cambiare quel destino. se pensi che prima gaucci e poi pozzo provarono a fare l’affare prima di de laurentiis ma nessun imprenditore con residenza personale e aziendale fece nulla…. dimmi tu.
          è un argomento troppo serio per essere banalizzato lo dico senza tifo fu fatto un danno davvero alla città anche a quelli come me che non tifano quella squadra ma si guardano bene dal volerle male.
          eccoti il link sul pil http://www.roadtvitalia.it/pil-napoli-terza-citta-italiana-per-prodotto-interno-lordo/

          • Il Boemo

            Dimentichi che da dopo il 92 cadendo la prima repubblica la politica si è spostata dal centro-sud avendo come centro la Milano della lega Nord. Il Napoli non sarebbe mai stato salvato perché ormai isolatissimo a livello geopolitico e un suo salvataggio visto dalla politica del nord come l’ennesimo frutto dell’assistenzialismo.

          • Luigi Borrelli

            appunto perché però prima del 92 si era fatto di tutto di più

          • Il Boemo

            Ferlaino per anni dovette ripianare i guai fatti dallo scellerato Lauro, nonostante oggi in vecchiaia lo elogi, arrivando alla presidenza con un trucchetto che estromise la famiglia dal calcio Napoli. Detto questo a me quella mentalità non è mai piaciuta e preferisco quella imprenditoriale e progettuale di De Laurentiis. Ferlaino per anni aveva venduto i migliori e comprato il giocatore di nome per fare gli abbonamenti, senza mai completare le squadre, poi con Maradona e le capacità di Allodi ha dovuto allestire gioco forza una squadra forte, ma si è trovato più di volerlo.

          • Vincenzo D’Agostino

            Resto della mia idea : per me è uno scandalo che Milan, Roma, Inter con circa 500 milioni procapite di debito siano ancora in vita. Che la Lazio abbia spalmato un debito con l’erario in 25 anni. Inoltre, ad alcune di loro, grazie a leggi stranissime, è stato consentito di fare mercato senza soldi, vedi la Roma lo scorso anno e quest’anno, falsando il campionato. E spiego anche perchè. Se la Roma non avesse comprato lo scorso anno Perotti, El Shary…e quest’anno altri giocatori, senza cash ma sempre con i pagherò, non sarebbe mai arrivata terza lo scorso anno e seconda quest’anno. Il Napoli e la Juve, da un po di anni, sono le uniche a mettere i soldi cash. Questo non è vittimismo è un dato di fatto

          • Luigi Borrelli

            d’accordo ma sul fallimento ti ho dato una spiegazione storica che mi sembra poco attaccabile

          • Per la capacità di spesa conta il pil pro-capite, lascia perdere la tv del sindaco. Sul pro-capite siamo ultimi.

          • White Shark

            Tu un ragionamento pacato non sei in grado ne vuoi farlo.
            Tu ed i tuoi compagni, avete il tasto d’emergenza con su scritto “vittimismo”, pronto all’uso. Appena la discussione inizia ad esaminare i fatti, push the button “vittimismo” e buttiamola in vacca.
            Ti sembra, ad esempio, normale che una Lazio con 200 milioni di debiti col fisco venga tutelata spalmandole il debito su venti anni (poi vediamo se non sono intervenuti o interverranno condoni vari) ed in Napoli è stato fatto fallire buttandolo in C per una cinquantina? Premetto però che io, al netto del normale sconforto per le sorti della mia squadra, mi sono sentito sollevato da quell’epilogo che è servito anche a togliere frecce all’arco di quelli che puntualmente le avrebbero usate per attaccare.

          • Luigi Borrelli

            Erano 90 e ripeto politica e economia campana potevano fare come i territori che nomini ma all’epoca non ne avevano la volontà.

          • White Shark

            Contento di aver trovato uno che finalmente ha quantificato l’ammontare del buco (che per inciso all’epoca oscillava dai 40, ai 50/60, ma mai ho sentito la cifra che hai indicato), ma la sostanza non sposta di una virgola il problema. Si aiuta chi si ha la volontà di aiutare e quelli non avevano nulla da dare in cambio.

          • Luigi Borrelli

            BANCO NAPOLI E POLITICI CAMPANI che un ventennio avevano guidato l’italia. qualche nome? penso non servano

          • White Shark

            Abbondantemente estinti all’epoca dei fatti. Ma sia ben chiaro, io sono contento del mancato intervento di questi figuri in quanto o pretendono di mettere la bandiera sul terreno o, al momento opportuno, avanzare crediti.

          • Luigi Borrelli

            appunto erano estinti e senza ricambi

          • White Shark

            Preferisco l’onestà e il rispetto delle regole.

      • Moska

        C’è sempre il famoso sito “uncinetto e dintorni” che attende tutte perle. Condividile anche con altri, non è giusto che noi siano gli unici ad ammirarti.

    • Luigi Ferrara

      A Roma dicono che la juve deve ringraziare il fatto che Andreotti non si sia mai appassionato di calcio se no a quest’ora avrebbero almeno 10 scudetti in più. Un po’ come lo Steaua di Ceausescu.

      • Il Boemo

        In realtà era un grande tifoso della Roma, ma giustamente aveva altro a cui pensare.

    • biccato

      Non sono per niente d’accordo e anzi penso che il divide et impera sia uno dei loro punti di forza.

    • Fabio Milone

      Perfetto, mi hai risparmiato un post in cui avrei scritto esattamente le stesse cose.

      • Vincenzo D’Agostino

        Grazie. Ripeterò all’infinito : le cose peggiori non sono gli arbitri pro juve ma questi scandali politici/economici che girano e infettano il calcio.

  • smokintheyes

    Bell’insalata di giudizi gratuiti e luoghi comuni. Sul fatto di tifare per le italiane, io penso che ognuno tifa per chi gli pare e a me non interessa minimamente se un napoletano, romanista o interista tifi Juve. Mi e’ indifferente, anzi sospetto di chi mi dice che tifa per le italiane. Al signore in questione, tifoso romanista, vorrei chiedere se davvero tiferebbe Lazio in un’ipotetica finale di Champions. Allo stesso modo vorrei sapere se tifava per l’Inter del Mou che gli scippo’ lo scudetto e su cui protestarono. Conosco decine di romanisti che odiano sportivamente il Napoli ed erano contenti quando il Madrid lo ha bastonato. Allora? Ma e’ giusto cosi’. Cio’ che trovo pessimo e’ la supponenza con la quale si giudica il tifo altrui e di riflesso le persone, il generalizzare. Il considerare l’unico motivo di tifo solo il fattore geografico. Sono di X dunque tifo X e basta. Non esiste la differenza, non esiste la varieta’, non esiste l’eccezione, no. Pensiero unico. L’utente in basso parla di una storia triste ( vera o no ) che non vale certo per chiunque ma e’ un esempio. Un altro esempio puo’ essere che uno si sceglie la squadra da bambino per 1000 e piu’ ragioni diverse, e che semplicemente “la squadra non si cambia”. Ma non capisco che c’entra il vincere facile, schierarsi coi piu forti, etc…come se sentirsi vincenti o la realizzazione personale dipendesse dalla propria squadra e i suoi risultati. Perlomeno per me non e’ cosi, e non sono certo il solo. Se per qualcuno lo e’, be’ peggio per lui; triste una vita che dipende SOLO dal calcio. Comunque basterebbe uscire dall’Italia, e si vedrebbe che di apolidi che tifano per le squadre piu’ ricche e conosciute ne e’ piena l’Europa.

    • Luigi Borrelli

      ecco si può non essere d’accordo ma non sei ipocrita bravo tifi x contro tutti senza se e ma.

      così lo accetto!!!

    • Luigi Ferrara

      La domanda è perché i bambini (del sud) tifano per le squadre famose e non per il Taranto il Lecce o (per assurdo) l’Atlanta? Ognuno è libero di tifare per chi vuole ci mancherebbe però chi sceglie Giuve mi dà lo stesso senso di tenerezza dei bambini del Bangladesh con la maglia di Messi. Tifare per i ricchi è un po’ come essere fan di Justin Bieber . Tifare Napoli è come essere fan dei Velvet Underground.

      • n3m0

        Sono come quei fruttivendoli che ti fottono il resto: guarda caso sbagliano sempre a loro favore

      • smokintheyes

        Sinceramente e senza offesa, a me fa piu’ tenerezza chi si accanisce a cercare motivazioni storiche, territoriali, identitarie, economiche, non tanto per il proprio tifo, ma per denigrare quello dell’altro. Cioe’ mi dici tifare per i ricchi, ma De Laurentiis ti pare povero? Ma Hamsik, Insigne, etc sono operai ? Cioe’ comunque contribuisci all’agiatezza di gente ricca, ricca davvero. Per me vi fate duemila pippe sullo scontro nord sud ma credi davvero che se il prossimo anno il Napoli vince lo scudetto, la situazione economica del mezzogiorno migliora ? C’e’ piu’ lavoro ? La Camorra muore ? No,semplicemente starete in strada a festeggiare e ubriacarvi per settimane. E allora che c’entrano tutte queste cose? Poi oh, fate voi.

        • Luigi Ferrara

          Ho scritto che ognuno tifasse per chi vuole ma il senso di tenerezza che mi provocano i bambini meridionali che tifano scolorito purtroppo non lo riesco a scacciare via. I Velvet Underground erano ricchi sebbene fossero un gruppo cult. Non ho mai messo in mezzo questioni politiche e sociali, mi sa che mi ha confuso con qualcun altro. Ti sei un po’ attorcigliato su te stesso.

        • Riccardo Vannucchi

          Qualsiasi analisi può rimanere superficiale o essere approfondita. La storia ci insegna proprio che è fondamentale rileggerla e rianalizzarla per trovare motivazioni in tutte le dinamiche sociali politiche ed economiche. Poi oh se vogliamo rimanere superficiali, fate pure. Il calcio ha un simbolismo chiarissimo, come ogni sport, è una competizione, è la versione grazie al cielo ludica di una “guerra” tra territori. Ma ripeto, se vogliamo ridurci a “è un gioco, stop” per me non si va da nessuna parte. Tra l’altro mica succede solo in Italia. Basta vedere le ragioni storiche sociali dietro rivalità comeCeltic-Rangers, Milwall-West Ham, BVB-Schalke.

        • cave canem

          Esordisci con un “senza offesa” per mettere le mani avanti ma le offese le fai senza nemmeno rendertene conto, in modo innocente, inconsapevole e naif.
          Ed è questa la cosa più grave: viene fuori, come un fiume carsico, il pregiudizio antropologico, il luogo comune, la saccenteria. Se, ad esempio, si vuole fare sociologia sulla camorra, allora perché non filosofeggiare contestualmente sui comuni piemontesi sciolti per infiltrazioni mafiose o sul feeling dell’Agnelli con certi ceffi in odore di ‘ndrangheta?
          E poi “le pippe sullo scontro nord sud” è la ciliegina sulla torta. E’ la pretesa ingenua (o arrogante?) di ridicolizzare l’essenza stessa di questo Paese, che è nato da una conquista militare (e non vado oltre, per evitare di essere bannato) e da un trasferimento sistematico di risorse dal Sud al Nord. Esistono, oltre ai manuali scolastici di storia e alle gag televisive di un prof. Barbero o di un Benigni, tante fonti, libri e documenti, sui quali ci si può informare per capire la serietà della questione.
          Ma, per restare terra terra, conosci per caso qualche cuneese che tifa per il Palermo?

    • n3m0

      Ormai (da Berlusconi in poi) il mainstream bolla come “pensiero unico” chi cerca di ragionare con la propria testa. Granata è siciliano, e la Lazio non c’entra un tubo, così come l’inter in campionato.
      Il punto non è legare residenza e tifo, ma la semplice constatazione che il cafone di paese tifa juve, chi non ha identità tifa juve, quello che non ha cultura calcistica 9 volte su 10 tifa juve, chi vuole vincere facile, chi Francia o Spagna purché se magna tifa juve. Generalizzazione? Certo. Non è certo uno studio sociologico (anche se sarebbe possibile). Ma io non devo provare nulla. Non ho le prove, ma so come funziona, per dirlo alla Pasolini. E la bella cosa è che lo sapete pure voi. Per questo in ogni commento parlate di voi.

      • smokintheyes

        Granata ha detto che tiferebbe per le italiane. Lazio e Inter cosa sono ? E’ solo la classica frase fatta per attaccare la Juve perche’ poi seconda di come conviene, il tifo per le italiane ve lo fate al vapore. Voi, romanisti, interisti e tutti quanti. Ho le prove ? No, ma come mi insegni, io non devo provare niente. Consoco l’italico medio e tanto mi basta. Nel resto del tuo commento hai solo ribadito le poverate che ha detto Granata, dunque proprio inutile rispondere. Interessante la disamina sul cafone di paese, ma magari avresti fatto meglio a parlare del cafone di citta’; forse e’ un esemplare che conosci piu’ da vicino.

        • n3m0

          Granata ha contestato l’argomentazione secondo la quale si deve tifare per la squadra italiana, e precisamente la Juve: una squadra che si deve tifare per comandamento divino, a quanto pare. Non ci dice se avrebbe tifato da romanista per la lazio, ma tu non stai certo contestando i torinesi che tifano contro. Cerchiamo di utilizzare la logica, per cortesia.

          Sul dover provare, ti ribadisco che la mia è una citazione Pasoliniana. Se non la conosci, leggila. Se non la comprendi, problema tuo.

          • smokintheyes

            “Da romanista, ho sempre tifato per le altre italiane” questo e’ il titolo del paragrafo ed e’ scritto bello grande. Io contesto questo, perche’ secondo me non e’ vero. L’Inter del Mou nessun vero romanista l’ha tifata. E te lo dice chi ha vissuto quegli anni in mezzo ai romanisti per motivi di lavoro. Riguardo il ” dovere ” di tifare le italiane ho scritto “ognuno tifa per chi gli pare e a me non interessa minimamente se un napoletano, romanista o interista tifi Juve”, dunque su questo siamo d’accordo. Non mi aspetto certo sostegno da chi insulta la mia squadra 365 gironi l’anno. Sulla citazione va bene, posso anche capirla, ma la sua autoreferenzialita’ fa si’ che valga per tutti. E suona un po’ arrogante, senza offesa.

          • n3m0

            Nessuna offesa, ma se la conosci sai che è il lamento del più debole contro un sistema. E questo è la juve, il più forte e padrone del sistema. che va avanti in maniera quantomeno poco trasparente. Questo è il motivo numero 1 di tanto livore.

  • drnice

    concordo con granata.
    si sono riaperte le saittelle…….

  • n3m0

    E bravo Granata, un post da incorniciare

  • Nunziocity

    Grandissimo articolo del Sig. Fabio Granata. Come non condividere. A Napoli, al secondo gol di Casemiro, si è assistito a San Silvestro. Boati notturni. Non hanno vinto, non si sono portati l’arbitro dall’Italia.

    • GuRu 1971

      Bellissima battuta…..
      Applausi.
      Sei un comico nato.
      Guido 1971

    • amadeo gardoni

      Ecco, sono queste battute sceme che ci rendono ridicoli. Non siamo odiati, siamo presi per il culo perche’ c’e’ tanta gente frustrata e patetica come lei che fa i botti quando perde la Juve in Europa.

  • amadeo gardoni

    Ma dico, dovete per forza censurare tutti i commenti che non si conformano al tifo becero e troglodita che riceve preferenza su questo sito?

    • Riccardo Vannucchi

      Spiegami ché sono nuovo qua. Mi ritrovo un mio commento lungo e “apprezzato” dall’interlocutore con cui dibattevo, cancellato per spam senza un perché logico. Così funziona qui? Perché se è così me ne vado direttamente, inutile perderci il tempo e lo sforzo di una discussione civile

      • amadeo gardoni

        Anch’io sono nuovo qua. Ogni tanto i commenti restano del limbo di “in attesa di moderazione” e poi spariscono. A volte ricompaiono il giorno dopo. Credo che ogni commento breve passi subito, e quelli lunghi sono soggetti alla censura, in base a quali criteri poi non si capisce.

        • Riccardo Vannucchi

          Sì ne “vanto” 2 in attesa di moderazione e uno proprio tolto nel frattempo, sempre classificato come spam. Il perché continua a non esserci per quanto mi riguarda, visto il tono utilizzato. Spero davvero sia temporaneo, altrimenti non ha senso contribuire.
          Grazie 🙂

  • Un napoletano che tifa Juve è come un ebreo che tifa Germania. Non c’è niente di male ma certo ci si chiede se queste persone hanno sangue nelle vene oppure acqua fresca. Per farsi accettare si inventano patenti di nobiltà: sono juventino perché mio zio prima di morire..
    Nessuno teneva uno zio che tifava Udinese perché aveva fatto il militare a Udine. Niente, tutti juventini questi zii.
    Comunque sono fatti loro, a me non devono spiegare perché amano

    • Santiago

      Questo io non lo riesco a comprendere.
      Lo dico da amante della città di Napoli dove ho vissuto per un periodo e dove torno sempre con piacere (e soprattutto mangio sempre con piacere 🙂

      Ragazzi, il calcio è un gioco (per noi, e per giocatori e dirigenti è business). Nulla di più.
      Non è una via di riscatto sociale, non deve essere un canale di sfogo delle nostre delusioni e frustrazioni. E’ un gioco.

      La domanda è: perchè dovrei giustificarmi perchè simpatizzo per uno dei contendenti del gioco?
      E’ una mentalità non solo provinciale, ma medievale. Da epoca dei comuni e dei granducati.

      Siamo nel 2017, ragazzi. I bambini in America tifano Manchester United e in Asia tifano Barcellona. Non siamo nel 1400 dove dovevi difendere la tua contrada o il tuo ducato.

      Poi all’interno del gioco ci stanno le gufate, ci sta il tifo contro e ci stanno gli sfottò reciproci. Ma la vita è altro.
      Io non mi faccio problemi a tifare Napoli in Champions e ad ammirare l’intelligenza tattica di un giocatore come Hamsik o la stagione straordinaria di Mertens.

      Per me sono malati sia quelli che fanno i cori inneggiando al Vesuvio, sia quelli che a Napoli aspettano il pullman della Juve per lanciare le pietre (visto coi miei occhi). Quelli sono anche pericolosi criminali.
      Possibile che il calcio debba essere per forza visto in ottica patriottica e militaresca e non possa essere vissuto in modo sano?

      In tutto questo mi è sembrato molto bello l’episodio del figlio di Bonucci. Un giocatore simbolo della Juventinità e odiato dei rivali che va alla festa del Torino con il figlio tifoso granata.
      Questo deve essere il calcio: festa e divertimento.
      Perchè non può essere così?
      Tanto, finita la partita, a tutti noi tocca tornare alla nostra vita tra lavoro, famiglia ecc. Quelle sono le cose importanti della vita.

  • amadeo gardoni

    Caro Granata, il suo intervento non mi e’ gradito. Io tifo per la mia squadra, e non CONTRO le altre. E’ il massimo dello squallore vivere per le sconfitte altrui. Tifo contro la Juve quando gioca contro di noi, ma quello che fa in Champions non mi interessa. E la baracconata di Totti non l’ho capita neppure io, anzi mi ha fatto pena. Avete mandato via un ottimo allenatore come Spalletti perche’ ha fatto cio’ che una persona seria e competente doveva fare: panchinare il vostro grande pupone, che doveva pensionarsi gia’ un paio d’anni fa. Avete una tifoseria immatura e provinciale.

  • Cent Sessanta

    Che straordinario cumulo di idiozie…

  • cave canem

    Basta scorrere i commenti per capire quanta sia vera l’affermazione che l’italico medio ha una prontezza di riflessi unica nel saltare sul carro del vincitore e una propensione ormai genetica nel portare soccorso ai potenti. E, mentre si sta seduti più o meno comodamente, a seconda del proprio status, su quel carro che procede sulla sua strada senza ostacoli, si pensa alle alchimie filosofiche con le quali giustificare le proprie scelte. Si argomenta arzigogolando e allungando il brodo con chiacchiere vacue, convinti come si è di potersi comunque cucire addosso un abito passabile, anche perché l’avversario è un meridionale della vita, comunque un poco ignorante e psicologicamente sottomesso.
    Ma a certe incongruenze è comunque impossibile mettere una pezza dialettica per il semplice motivo che la pezza rivela l’esistenza del buco peggiorando la situazione.
    Un solo esempio, per brevità. A chi sostiene, in piena ragione, che il tifo calcistico identifica un’appartenenza territoriale, lo strisciato, che nel 90% dei casi è “un terrone”, come ci insegna anche il signor Allegri, si risponde che vedere un bambino di un’affamata e miserevole baraccopoli di una città africana indossare la maglia di Messi rappresenta uno spettacolo meraviglioso di fede e cosmopolitismo.
    E il cerchio si chiude: il meridionale è assimilato antropologicamente all’africano. E’ anzi senz’altro “un affricano” (sic), come diceva Cialdini.
    Resta il fatto che a me, meridionale e sudista, questo accostamento non pesa perché nelle guerre coloniali non tutti gli africani erano ascari.

  • Fe.Im.73

    Scrivere quest’articolo dopo il record di rigori concessi in un campionato di cui la metà generosi o del tutto inesistenti è qauntomeno inopportuno.

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