De Laurentiis si è liberato del Novecento, se lo facesse anche Napoli

La manageriale Juventus è inciampata negli ultras (categoria novecentesca). De Laurentiis li ha ignorati, è contemporaneo. Così come dovrebbe essere la città

De Laurentiis si è liberato del Novecento, se lo facesse anche Napoli
Aurelio De Laurentiis (Ciambelli)

Loro, con i record, lo stadio, il logo

La gestione della sicurezza della doppia Napoli-Juventus come se fosse un G8 e l’indagine sui (presunti) rapporti illeciti della società bianconera con i suoi ultras sono le facce della stessa medaglia.
La Juventus dei record, che vince con le grandi e le piccole, che ha travolto il Barcellona di Messi, che ha il suo stadio modernissimo e redditizio. Quella che tutti definiscono l’unica società italiana con uno standing internazionale (e per molti aspetti lo è). Attenta ai minimi dettagli, incluso l’aggiornamento del proprio logo/stemma storico con uno fighetto più adatto ai social e ai giovani hipster di tendenza (ma avranno i loro validi motivi per farlo e quindi questo sfottò è anche rispettoso della strategia che guida queste scelte).

La “mentalità europea”

Beh, questi campionissimi che curano anche l’esultanza dei loro giocatori dopo i gol e a fine partita con coreografie da playstation (e anche qui bravi loro) si comportano con il tifo organizzato come se nulla fosse accaduto nel calcio negli ultimi vent’anni. Dei manager così in gamba da ricostruire in tempi record una società sportiva finita in serie B dandole la famosa “mentalità europea”, si calano le braghe con gli stessi capi ultras che ricattavano le società sportive nel secolo scorso (si, era il secolo scorso), quando lo stadio era la fonte di entrate principale e bisognava tenersi buoni i tifosi.

Il tifoso è solo quello dello stadio?

Un’epoca nella quale “il Tifoso” era fondamentalmente quello che andava allo stadio e si faceva le trasferte, perché non c’erano molte  possibilità di vedersi partite in televisione. Ma oggi, anzi da diversi anni ormai con una crescita esponenziale, l’offerta di calcio in tv è quasi quotidiana. Tanto è vero che i calendari si spalmano quasi su tutta la settimana per un semplice motivo: massimizzare i ricavi dai diritti (anche su cellulari, tablet e compagnia bella).
Perché? Perché i soldi veri è da lì che arrivano.
E quindi? Quindi bisognerebbe abbandonare questa categoria novecentesca dell’eroico tifoso da trasferta, sostituendolo con il papà che si abbona a Sky o Premium e si gode la partita sul suo divano con i figli, con i ragazzi che vanno a vedersela al pub e in pizzeria o con quelli con l’arteteca che preferiscono lo streaming sull’iphone. Sono questi “i Tifosi” oggi che fanno girare i soldi veri. Ed è principalmente a questi che le società dovrebbero essere attenti.

Le logiche preistoriche

Ma la Juventus (con la stragrande maggioranza delle società di calcio italiane, va detto) preferisce prostrarsi a logiche preistoriche, benedicendo i propri giocatori e tecnico a dar confidenza a questi tifosi con i gradi di nobiltà, ai quali si concede tutto il possibile. Per tenerseli buoni.

Cosa ha fatto De Laurentiis

E, invece, che cosa ha fatto sin dal primo giorno Aurelissimo De Laurentiis che, ricordiamo, ha preso una società fallita dal tribunale ed avrebbe sicuramente avuto convenienza a stringere accordi con gli ultras? Ha deciso di ignorarli, non riconoscendoli come interlocutori istituzionali, rappresentanti di categoria. Se ne è letteralmente fottuto. Così come ha fatto con tutti i giornalisti sportivi (o pseudo tali) di carta stampata tv e radio varie (che infatti lo odiano).
E cosa è successo? Niente. I giocatori del Napoli non sono più andati ospiti nei programmi sulle emittenti private più o vicine agli ultras, né a feste, inaugurazioni, etc etc. perché sono dipendenti della SSC Napoli e non possono più andare in giro a regalare la propria immagine. Inoltre non ha più dato corsie preferenziali per assicurarsi pacchi di biglietti con i quali fare business e così gli ha tolto l’acqua, il “potere”. Trasformandoli, in sintesi, in una minoranza autoreferenziale.

Il tifo organizzato lo contesta

Certo, quel che resta del tifo organizzato lo odia e lo contesta (basti pensare al comico striscione pro Ferlaino esposto in curva col Real Madrid non appena Sergio Ramos ha infilato la seconda capocciata), ma lui ha avuto l’incoscienza del neofita di tagliare questo nodo gordiano senza stare a farsi troppe pippe mentali.

Ed ha avuto ragione al 101%. Così si fa e dovrebbero fare tutti. E quando in questi giorni la Juventus è arrivata a Napoli, si è finalmente potuto vedere il re nudo: gli juventini non se li è filati nessuno. Sono passati i tempi di quelli che mettevano le bombe sotto casa di Ferlaino.

Domenica ci sono stati “solo” tifosi che da casa loro o dagli spalti del San Paolo hanno riempito Higuain di fischi e pernacchie per 90 minuti. In piena libertà ed autonomia di pensiero. Tifosi che magari allo stadio ci vanno 2-3 volte all’anno e per il resto si stravaccano sul loro amato divano. Questi non hanno la fede? E chi l’ha detto? Sono meno tifosi di quelli con l’abbonamento in curva? Ma fatemi il piacere.

I rami secchi dei luoghi comuni

Stiamo finalmente sfrondando i rami secchi dei luoghi comuni che ci portiamo sul groppone da troppo tempo e che hanno fatto da ammortizzatore sociale ed intellettuale per troppe persone che ancora campano spiegandoci come sono i napoletani. Anzi, “il popolo napoletano”: questa è una di quelle espressioni che mi fa uscire pazzo, quasi come “intellettuale” e “borghese”. Continuare ad adoperarle nel 2017 vuol dire essere fortemente rincoglioniti o gravemente in malafede.

Massimiliano Virgilio mesi fa scrisse per il Corriere del Mezzogiorno la sua riflessione sul fatto che Napoli oggi dovrebbe essere analizzata con criteri nuovi, contemporanei invece che con quelli che da Matilde Serao in avanti hanno riempito tonnellate di carte e convegni: il ruolo della borghesia cittadina, la Napoli delle periferie e quella di Posillipo, gli operai e gli avvocati,… la zeppola fritta e quella al forno. Era un pezzo formidabile che spazzava via in un colpo solo tutta questa anticaglia retorica da troppo tempo usata come collutorio per sciacquarsi la bocca su editoriali e in tavole rotonde. La cosa divertente è che tutti gli altri intellettuali (mi è scappato, chiedo scusa) chiamati a dire la loro sull’analisi della città avevano scritto esattamente le cose asfaltate dal pezzo di Massimiliano Virgilio che è rimasto – inutile dirlo – voce isolata in quel dibattito. Ecco, spero che il Napolista invece lo riprenda e ne faccia un manifesto al quale dovremmo tutti giurare lealtà. Con tanti cari saluti al popolo e agli intellettuali napoletani.

Davide Azzolini ilnapolista © riproduzione riservata
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  • Luigi Ricciardi

    Salve,
    vero, nei rapporti con gli ultras De Laurentiis si e’ rivelato molto piu’ moderno della Juventus.
    In tutto il resto, e’ il piu’ novecentesco dei presidenti. Non e’ necessariamente un difetto, ma un dato di fatto.

  • Marazola

    uno dei pezzi piú belli delle ultime settimane, bravissimo Davide, complimenti. pura veritá. ADL di questi qui se ne fre.ga e ne ha ben ragione; ps. i tifosi del napoli non sono tutti napoletani.stop

  • Santiago

    Tolti i rapporti con la curva, De Laurentiis non è novecentesco, è ottocentesco.
    Anzi, sembra un “pater familias” dell’antica Roma.
    Invece che internazionalizzare il Napoli attua una strategia di comunicazione che tende sempre di più a confinare la squadra entro i confini della città (soprattutto per sfruttare la pancia dei tifosi) più di quanto già non lo sia.

    Lo ripeto, lui è il bene e il male di questo Napoli: se il Napoli è in Europa ed è tra le prime 3 squadre d’Italia è principalmente merito suo.
    Juve a parte, il Napoli è l’unica italiana ad aver fatto una crescita tecnica e finanziaria costante anno dopo anno.
    Tuttavia, se il Napoli non ha ancora fatto ingresso tra le prime 8 d’Europa è principalmente colpa sua.

  • Ferdinando Brigante Legittimis

    E sul novecentesco, e anche ottocentesco, ci metterei anche altri filoni e “non solo pallone “.

  • drnice

    ma chi ca…..o è sto azzolini.
    ma si facesse i azzolini suoi.
    vada dietro la lavagna e ci resti.
    https://www.youtube.com/watch?v=H5RoDwFdh54

  • Alfonso Di Maio

    Aldilà della visione che si può avere della categoria ultras, sorvolando la tendenza Napolista a fare di tutta l’erba un fascio, il passaggio su cui dissento maggiormente è quello legato alla categoria di persone di cui, secondo l’autore, una società dovrebbe tenere conto.
    Fermo restando che i tifosi che si recano allo stadio meritano parimenti, se non in maniera maggiore visti i prezzi imposti da ADL, di godere delle attenzioni della società, penso che screditare così quella che da sempre è una delle componenti fondamentali del calcio sia un vero insulto alla storia stessa dello sport.
    A Roma, 2000 anni fa si svolgevano giochi pubblici con tifosi caldissimi, addirittura organizzati in gruppi con scopi anche politici, i Collegia.

    • polytropos

      Ecco. Nel 59 d.C. a Pompei i tifosi pompeiani e nocerini si diedero tante di quelle mazzate che ci scapparono morti e feriti, e il Senato Romano squalificò i collegia pompeiani per 10 anni. Nel 532 gli ultrà Verdi e Azzurri dell’ippodromo di Costantinopoli si scordarono di essersela giurata, si allearono contro il prefetto e misero a ferro e fuoco la città, arrivando a distruggere la basilica di Santa Sofia; la rivolta fu tenuta sotto controllo dal generale Narsete, che prese i soldi dal tesoro dell’imperatore Giustiniano e li distribuì ai capi degli ultrà per far tornare gli ultrà dentro l’ippodromo (no, non si accontentarono di una trattativa a cavalcioni sulla balaustra, e non accettarono i biglietti omaggio, vollero direttamente i soldi). Fin quando non arrivarono i rinforzi del generale Belisario e uccisero 35mila ultrà nello stesso ippodromo (da cui il famoso acronimo All Cops Are Belisario). Nonostante questo e tanti altri episodi simili, lo sport dal vivo è vivo, appunto, e lotta insieme a noi, contro le genialate degli Azzolini.

  • Il Boemo

    Stavolta condivido in pieno l’editoriale. Ottimo.

  • polytropos

    C’è una fallacia logica nel dividere il tifoso nelle due categorie di ultrà e papà sul divano. In teoria esiste anche la rispettabilissima categoria dei papà mamme e bambini che vanno allo stadio. Per grazia di Dio, nonostante la tecnologia, esistono ancora il teatro, l’opera, i concerti. Perché mai lo sport dovrebbe rinunciare alla fruizione dal vivo ? Ed in ogni caso, anche per chi guarda dal divano di casa, siamo sicuri che una partita trasmessa da uno stadio a porte chiuse sia la stessa cosa di una partita trasmessa da uno stadio gremito e festante?

    • Francesco

      Semplicemente tu commenti secondo buon senso piccolo borghese . Invece l’autore dell’articolo è très chic!

      • polytropos

        “Io non so nemmeno cosa voglia dire, se me lo spieghi lo faccio…”

        • Francesco

          Favevo un poco di ironia, volevo dire che sono d’accordo con te e che ovviamente l’articolo esagera con la contrapposizione tifoso da stadio/tifoso da salotto. Più in generale non impazzisco per queste analisi sociologiche (che però fanno molto chic), anche se non ho difficoltà a riconoscere i meriti di ADL nel negare ogni legittimazione alla galassia ultras. Saluti

      • polytropos

        ( e comunque borghese ce lo dici a ssoreta :-p )

      • Lui commenta come uno che non ha capito l’articolo e pure tu non scherzi.

    • Dove è scritto tutto questo? Non in questo articolo.

      • polytropos

        Terzo paragrafo, “Il tifoso è solo quello dello stadio?”. Non è un fulgido esempio di prosa, ma comunque sono poche righe e sono scritte in italiano; se ti prendi una mezza giornata e te le rileggi lentamente 3-4 volte, magari ce la puoi fare.

        • Fabio Milone

          Appunto, la parolina magica e’ quel “solo”.
          Invece che una critica del tifoso da stadio in questo articolo ci vedo una difesa di chi invece non ci va regolarmente ma viene deriso e bollato quale “tifosotto” dalla logica antiquata dell’ultra’ e di qualche mediucolo locale.
          Secondo me siete un po’ troppo suscettibili e dovreste voi rileggere il pezzo senza cercare reconditi significati che non esistono.

          • Giuseppe Petrella

            La frittata te la giri e te la cuoci sempre come vuoi.
            Abbiamo capito Adl é il tuo santo.
            E se i rami secchi da tagliare fossero i tifosi da divano?

          • Ma qua il problema è Zingarelli non ADL.

          • Fabio Milone

            Non perderei tempo col Petrella. Gia’ provata ed e’ un’esperienza che non vale la pena fare, credimi.

          • Giuseppe Petrella

            Soprattutto quando vuoi avere per forza ragione.
            In tal caso siamo asini vai a prendere l’acqua e il sapone.
            Fabio,ADL Santo a quando? Manca tanto??

          • Giuseppe Petrella

            Ecco un ramo da tagliare.

        • E significa “lo sport dovrebbe rinunciare alla fruizione dal vivo” come hai interpretato tu? Guaglio’ qua mi pare che dobbiamo calare un poco le ‘scelle.

  • Enrico Pessina

    Il citato Massimiliano Virgilio deve essere un terrificante mostro bicefalo nato dall’unione di Massimiliano Gallo con Raniero Virgilio.

  • Francesco Porciello

    DeLa è finalmente tornato ad essere giustamente avanguardia nazionale!!!! Da oggi non mangio più una zeppola, mi apro un’arteteca e non oso più andare allo stadio da solo e anche per partite contro piccole squadre come ho fatto finora. Porca miseria sono così ignorante da essere contemporaneamente ramo secco di luogo comune e anticaglia retorica senza neanche saperlo. Spero che i miei amici che come me vanno allo stadio e tifano Napoli senza farsi pippe mentali continuino a volermi come amico. Grazie per aver gettato un raggio di luce nella mia vita buia maestro Azzolini!!

    • Enrico Pessina

      Grande!

    • Fabio Milone

      Sei abbastanza permaloso da non aver capito bene il senso dell’articolo, credo.

      • Francesco Porciello

        Fabio rispetto la tua opinione e sono tentato di chiedere a te il senso dell’articolo, visto che spesso qui sul Napolista hai dato ampia dimostrazione di non essere permaloso (una volta mi avevi anche cancellato).
        Onestamente però, non credo ci voglia Indro Montanelli per riconoscere la differenza tra un articolo scritto bene e una serie di affermazioni, alcune condivisibili, altre meno, elencate in modo sparso e senza quasi alcun legame l’una con l’altra che partono dal rapporto DeLa – tifo organizzato, fanno filosofia sul tifoso del futuro e terminano con una presunta discussione su quale sia il modo migliore per analizzare la città….

  • Attimo Fuggente

    L’articolo al quale si fa riferimento è interessante,ma associarlo a adl è semplicemente grottesco.Ma credete a quello che scrivete o siete solo mestieranti ?

    • Tu invece che mestierante sei?

      • Fabio Milone

        Credo sia uno di quelli citati nell’articolo. Qualche blogger o editore/giornalista di radio o tv locale che ovviamente mal sopporta De Laurentiis.

    • Attimo Fuggente

      F.M.è
      fissato e continua a parlare male di me:Questo sta in archivio.Gli farà piacere
      rileggere le sue perle ( con la mia risposta).Almeno F.P. fa il troll di
      professione,si rivolge direttamente a me, lo giustifico con compassione e lo blocco (quando ci riesco) . E poi ha più fantasia ed è più divertente:ultimamente per esempio
      optava per l’ ipotesi politica :io sarei“galoppino del sindaco messo qui a
      presidiare il territorio”.Sono sei mesi che “si piacciono” a vicenda quando mi
      offendono.Vorrebbero far credere(non si capisce a chi) che se uno vede adl per
      quello che è ha dei secondi fini o interessi personali extracalcistici o, in
      certi casi ,problemi mentali. Almeno si mettessero d’accordo sulla “diagnosi”.

      F.M. 5 mesi fa,parlando di me:

      “Comunque
      stessa razza: fa sicuramente parte del novero abbastanza nutrito di giornalai
      locali prezzolati e/o livorosi per qualche torto che magari ritengono di avere
      subito dalla SSCN, tipo un accredito non concesso, una sparata del presidente
      contro la categoria (dei pennivendoli, non della stampa seria), mancanza di
      tiraggio del proprio veicolo mediatico – di solito qualche trasmissionucola da
      due soldi sulla tv locale o un bloggetto sfigato con due o tre seguaci
      decerebrati…Ne conosco (o ne ho conosciuti) parecchi di questi personaggi. “

      “….mi dispiace deludervi, non ho mai avuto a che fare con
      l’ambiente dei media a nessun “titolo”,giornalista (serio,vero o pseudo),giornalaio
      prezzolato,pennivendolo,ecc..Non ho alcun rapporto con “trasmissionucole
      da due soldi o blogghetti sfigati”.Anzi aggiungo,visto che non capite da
      soli come la penso ,che trovo pessimo questo ambiente in generale,basato sulla
      manipolazione continua dei fatti finalizzata o al servilismo o ,nel migliore
      dei casi al sensazionalismo,piuttosto che sull’informazione
      Sono un tizio qualsiasi che esprime semplicemente (ma con
      grande sconforto,trattandosi della mia squadra e della mia città) in un blog
      le sue opinioni su ciò che gli sta a cuore. Opinioni tra l’altro condivise con quasi
      tutti gli addetti ai lavori e con una grande quantità di persone. A seguito di queste
      opinioni,vi rendete conto di cosa siete capaci di dire e del vostro accanimento
      personale completamente avulso da argomentazioni nel merito? Fate tanta
      dietrologia ,ma siete voi in realtà ad essere molto sospetti. Avete tutto lo
      spazio che volete per esporre le vostre idee, e per contrapporle a quelle degli altri, in generale,senza replicare maleducatamente e invadere la loro sfera personale.Perchè
      preferite molestare?”

      • Giuseppe Petrella

        Applausi

    • Rispondo al post qui sotto che al momento non è quotabile.
      Vedi, caro mio, i tuoi discorsi presentano sempre e comunque alcune caratteristiche che una persona educata e normodotata non può gradire.
      Primo, sei un cafone. Offendi sempre il redattore che commenti e il sito che ti ospita. Il quale non ti cancella per impartirti infruttuose lezioni di signorilità.
      Secondo, sei un pusillanime perché lo fai nell’anonimato.
      Terzo, non sei credibile. Stiamo ancora apettando i famosi dossier segretissimi che annunciasti su Adl.
      Quarto, sei fazioso. Vai a punto fisso, i tuoi post si possono pure non leggere, tanto già si sa cosa c’è scritto.
      Quinto, sei scollegato dalla realtà. Le tue opinioni sono talmente destituite di fondamento che non si può credere che siano dette seriamente.
      E ti ho trattato.

  • Solo per la precisione. I rapporti illeciti della società bianconera con i suoi ultras non sono presunti bensì tranquillamente rivendicati da Agnelli.

  • Enrico Pessina

    In effetti, sig. Azzolini, il popolo napoletano ha partorito e continua a partorire molti intellettuali di valore, anche se la sua borghesia è per la maggior parte immota.
    Comunque, viva il popolo napoletano.

  • Fabio Milone

    Ottimo, bel pezzo.

  • Giuseppe Petrella

    A proposito di De Laurentiis sentite qua:
    Pierpaolo Marino a Radio Marte: “De Laurentiis mi chiedeva delle clausole rescissorie già dai miei ultimi mesi a Napoli, e io non ero d’accordo perché mi sembra già un divorzio annunciato. Sono andato via nel settembre 2009, e dopo 4-5 mesi è arrivata la prima clausola, che fu quella di Lavezzi. È come stabilire il prezzo di un tradimento, e non devo meravigliarmi se questo tradimento poi avviene”

    MEDITATE GENTE.

    • Marino ora che dirige? Il Chelsea o il Barcellona? Non ricordo.

      • Luca Salmieri

        Ma che c’entra…mica è una gara su chi è più bravo. E’ solo la testimonianza di uno che è stato nel Napoli

        • Sì ma un parere pesa a seconda di chi lo esprime.
          Marino senza la forza del Napoli si è rivelato una fetecchia e dunque le sue critiche al Napoli devono sì far meditare ma su di lui.

          • Luca Salmieri

            Se una persona è stupida o non altezza, ma esprime un’idea sensata, quell’idea resta sensata. Non si possono giudicare le idee sulla base delle persone che le esprimono. Se a tuo avviso quella che esprime Marino è una valutazione errata, ci sta. Ma sarebbe giusto discutere di quella e non delle capacità di Marino. Altrimenti dovrebbero poter parlare solo le persone con una patente di intelligenza o di comprovata esperienza in quello specifico settore. Ma poi queste patenti chi le emette? Se dobbiamo affidarci a quanto ha fatto oppure cosa ha vinto Marino, allora chi può parlare? Solo quelli che hanno fatto grandissime cose? e anche questi ultimi, hanno fatto grandissime cose perhè avevano tanti soldi a disposizione, perchè erano bravi, perchè hanno avuto fortuna? Non la finiamo più.
            Marino è uno con esperienza decennale nel settore e questo basta a fargli esprimere un’opinione. Ciò non toglie che magari quell’opinione è sbagliata. Ma se è sbagliata è perchè tu ne opponi un’altra altrettanto valida, non perchè la ha emessa uno che ora non è più sulla cresta dell’onda.

          • È esattamente vero proprio ciò che tu escludi, possono parlare solo persone che sanno ciò che dicono e un incompetente non può avere una idea sensata tranne che l’idea di tacere.
            È l’effetto Dunning-Kruger.

          • Luca Salmieri

            A parte il fatto che Marino non è un incompetente di calcio e quindi secondo la tua teoria avrebbe pieno diritto a parlare, ma sopratutto la tua versione dell’effetto Dunning-Kruger fa davvero ridere. Forse è il caso che tu rilegga con maggiore applicazione i loro studi. In estrema sintesi sostengono che le persone incompetenti in un settore tendono a volte a sovrastimare la propria competenze in quel settore. Non sostengono affatto che una persona in generale poco ‘vincente’ stupida non possa avere un’idea sensata.

          • Definisci “idea sensata”.

          • Luca Salmieri

            Un’idea sensata è un concetto molto diverso dalla competenza in un determinato campo codificato del sapere. Un’idea sensata è qualsiasi idea o principio o visione che risulti logica e/o accettabile e/o condivisibile e/o legittima e/o pregna di senso/significato da parte di un gruppo di persone. Una persona totalmente incompetente in geometria può avere un’idea sensata sulla concezione dello spazio così come una persona priva di competenze economiche può avere un’idea sensata applicabile in economia, così come, era questo l’inizio della riflessione, una persona che non ha raggiunto particolari vette di successo come dirigente sportivo o come esperto di calciomercato può avere un’opinione, un’idea o un giudizio sensato su una questione di calciomercato. A me hanno insegnato che le idee espresse dagli altri vanno giudicate per il loro contenuto e non per il valore intrinseco delle persone che le pronunciano. Forse i miei maestri non erano grandi maestri, ma tant’è….

          • Giuseppe Petrella

            Pure Maradona senza una grande società che gli metteva a disposizione fior fior di campioni non era nessuno. Ma che discorsi mi fai?
            Quando un addetto ai lavori vi contraddice cercate sempre di ridicolizzarlo. È un classico.

          • È l’effetto Dunning-Kruger che ti frega a te.

          • Giuseppe Petrella

            ???

        • Giuseppe Petrella

          Tra l’altro uno che ha sulle spalle 30 anni di calcio, artefice pure del nostro primo scudetto.
          No meglio ascoltare Ferdinando il giullare del presidente

      • Giuseppe Petrella

        Tu chi dirigi?

        • Io infatti non vado in radio a dare lezioni a chi è cento volte meglio di me, come attestano i fatti.

          • Giuseppe Petrella

            Infatti vieni sul Napolista😂

  • Giuseppe Petrella

    Insomma, se stiamo a sentire il Napolista i tifosi da curva sono rami secchi che vanno tagliati perché solitamente contestano il grande De Laurentiis.
    Quelli da divano invece no perché lo santificato e quindi sono lori i veri tifosi.
    Articolo comico e di marcata fede ADL.

  • Carmelo Bauman

    Va bene liberarsi del 900, ma spero che De Laurentiis non torni all’800…

  • Enrico Pessina

    Domandina al sig. Azzolini: se io parlo, ad esempio, di sfruttamento capitalistico, sono obsoleto ed ottocentesco perché Marx ne parlò nell’ottocento?

  • Luca Salmieri

    Cosa ci si inventa pur di proiettare il Nostro condottiero nella sfera dell’avanguardia!!!!!! Roba da pazzi!!!
    Se il moderno è stato messo in cantina è perchè è stata liquidata la sua pretesa secondo cui tutto quello che viene dopo è sempre meglio di quello che c’era prima, ovvero la storia non è modernista e il progresso è solo un giudizio di valore, non una tendenza oggettiva.
    Ora ADL sarebbe uno che si è scrollato di dosso il Novecento, andando oltre semplicemente perchè a differenza della dirigenza Juve ha reciso qualsiasi legame con gli ultras!!!
    Sarei davvero felice se Davide Azzolini scrivesse un bel pezzo su i seguenti dati di fatto:
    ADL comanda il Napoli con voce sola ed unica, usando come strumento economico-finanziario le fonti stesse dell’attività, ha nel cda l’intera famiglia, non ha fatto un solo investimento strutturale, spara ad ogni occasione commenti paternalistici, gestisce i progetti di sviluppo sportivo come un impresario teatrale…roba insomma da prima metà dell’Ottocento.
    Domandiamoci se sia entrato nel Novecento…

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