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Se il Napoli giocasse sempre fuori casa, sarebbe primo. Insigne 14 gol, quasi il doppio di Dybala

Inzaghi lo stratega, il decisivo Immobile: la tosta Lazio cede il passo Champions alla squadra di Sarri.

Se il Napoli giocasse sempre fuori casa, sarebbe primo. Insigne 14 gol, quasi il doppio di Dybala

Il mio Lazio-Napoli 0-3

– Maggio, il più esperto della truppa Napoli, alla vigilia: da qui alla fine sono tutte finali.
Va bene dire banalità, ma non si potrebbe utilizzarne altre che portino meno male?

– Inevitabile inoltre, in qualsiasi discorso sul Napoli, il richiamo al calendario e in particolare alle “finali” di Roma e Milano contro Lazio e Inter.

– Odio le tabelle. Boskov ne era un cultore forse per infondere coraggio alla squadra, ma il lunedì mattina si rendeva conto, come per le finali, quanto portassero iella.

– In una ipotetica tabella, quella all’Olimpico avrebbe rappresentato il vero decisivo spartiacque per non giungere a fine stagione con nulla tra le mani.

Vigilia con ansia

– “La Lazio è una squadra tosta”, “Inzaghi è la vera sorpresa. Riesce sempre a far giocare male gli avversari”, “La Lazio è la più in forma del campionato e il peggior avversario da incontrare”, “Immobile è il giocatore più decisivo”, “da quando funziona la difesa, la Lazio non vuole porsi limiti” ecc ecc

– Con queste premesse, addizionate al bello e meritato approdo in finale (quella vera) di Coppa Italia, correlato alla nostra eliminazione che avrebbe potuto lasciare strascichi, ho vissuto con molta ansia la vigilia.

– L’ingresso di Hysaj con una calzamaglia nonostante i 18 gradi romani, mi ha fatto temere il peggio.

– Sono però bastati 5 minuti per rasserenarmi. 10 per farmi mettere le mani dietro la testa e i piedi sul tavolo (non era una calzamaglia, ma calzettoni alzati fino agli zebedei).

Reina Psyco Mancini

– La meravigliosa Lazio del fantastico Inzaghi e dell’eccezionale Immobile è stata schiacciata nella propria tre quarti senza che riuscisse a tenere la palla per più di due secondi.

– Un tentativo di autogol di Kulì, un tiro di Anderson in contropiede innescato da una cavolata e una uscita folle di Reina su Immobile in pieno stile Psyco Mancini a Salerno rappresentano le mirabilie della squadra più in forma del campionato nel primo tempo.

– A sensazione, se il Napoli non avesse commesso i soliti errori nel palleggio a centrocampo la Lazio di mago Inzaghi a stento avrebbe superato i 30 metri di campo.

– Il Napoli ha controllato in lungo e in largo gli avversari e, seppur non abbia impallinato a ripetizione Strakosha, ha atteso il momento propizio per colpire.

– Il gol è nato da due veloci passaggi verticali che hanno ribaltato il campo: Jorginho per Hamsik, Hamsik per Mertens a ridosso dell’area. Il controllo non perfetto del belga è stato “aggiustato” dal difensore Wallace che ha agevolato il nostro attaccante. Inserimento verso il fondo sempre di Hamsik e millimetrico servizio a occhi chiusi sul secondo palo per Calle. 0-1

– Questa azione l’avrò vista altre decine di volte in passato. È come quando giocavo alla playstation e per andare sul sicuro optavo per l’unica cosa che mi riusciva sempre.

Stesso copione

– Sul finale di tempo, la granitica difesa degli aquilotti si è confermata: sempre Mertens ha approfittato di un altro svarione di Wallace prima di cedere il pallone all’accorrente Insigne per il più facile dei gol. Palla, tra una marea di bestemmie, incredibilmente fuori.

– Insigne non avrà mai giocato alla Playstation.

– Wallace mi ha invece fatto dimenticare dei meravigliosi gialli letti in gioventù lasciando il posto a meravigliosi horror.

– Per il gioco prodotto e per lo svilimento dell’impotente avversario, il Napoli avrebbe dovuto chiudere il tempo con il doppio vantaggio in vista di una reazione sicura della fenomenale squadra biancoceleste nella ripresa. Ecco perché è tornata di nuovo l’ansia nell’intervallo.

– Sono però bastati 5 minuti per rilassarmi. 6 per accendere un sigaro.

– Stesso copione dei primi 45 minuti con la variante di puntare decisamente la porta di Strakosha: Hamsik da lontano lo ha impegnato e poco dopo un’azione che avrò visto una undicina di altre volte in passato ma che stavolta non ha raggiunto il solito Calle sul secondo palo per un pelo.

I cambi per non soffrire

– Al 6′ nemmeno le diavolerie di Inzaghi il santone hanno potuto farci nulla: Allan ha ricevuto palla centralmente e con un pallonetto a scavalcare la difesa ha trovato Insigne leggermente defilato sulla sinistra. Basta lo ha perso, mentre Strakosha è uscito frettolosamente non riuscendo a chiudere gli spifferi. Insigne, come Careca al Werder, ha colpito di suola e 0-2.

– Insigne mi ha fatto dimenticare le urla bestemmiate del primo tempo lasciando il posto a urla gioiose.

– Sotto di due gol, la super Lazio finalmente è scesa in campo.

– In pochi minuti ha creato più che in tutta la gara compresa la partita d’andata: Reina ha salvato in uscita e ha parato un tiro da fuori area sempre di Keita; Hysaj ha respinto un tiro ravvicinato di Immobile e Insigne ha salvato sulla linea un gol già fatto di Patric.

– Il Napoli un po’ sulle gambe non è riuscito più a ripartire con frequenza, ma dopo gli ingressi di Zielinski e Rog non ha più sofferto. L’ultimo cambio, Milik, ha crossato allo scadere per Zielinski, sponda volante per Insigne e tiro perfetto all’angolino per lo 0-3.

– Un gol che ho visto già contro l’Inter con protagonisti Calle e Zielinski alla conclusione.

Il decisivo Immobile

– Insigne decisivo, Allan il migliore.

– La squadra che fa sempre giocare male gli avversari ha dovuto inchinarsi allo strapotere partenopeo e dire addio ai sogni di Champions. Il decisivo Immobile non ha visto palla e Inzaghi lo stratega non c’ha capito una mazza.
Il Napoli, blindato il preliminare, ha risposto alla Roma lasciando invariate le distanze.

– Si dirà che le assenze, specie quelle di Biglia e De Vrij, hanno pesato vistosamente sulla prestazione incolore della tosta Lazio. Certo, ma vorrei però che mi si spiegasse come può una squadra in cui mancano un paio di giocatori ridimensionarsi a tale punto e pensare di raggiungere la zona Champions al posto nostro che giochiamo da mesi senza centravanti…

Strinic e Jorginho che non escono

– Le notizie eclatanti dall’Olimpico:
Decima vittoria in trasferta in campionato. Record eguagliato. Sesta consecutiva. Nel 2017 le abbiamo vinte tutte.
Non abbiamo subito reti.
Insigne è a quota 14 gol. Quasi il doppio di Dybala.
Strinic e Jorginho hanno terminato una partita.

– Secondo la tabella di marcia, archiviata la Lazio, l’altra partita ostica sarebbe quella con l’Inter. Ahahahahah.

– Se ci fosse ancora Boskov, direbbe: se io sciolgo mio cane, giocherebbe meglio di Inter.

– Un plauso comunque a Pioli che è riuscito nell’impresa di far illudere gli interisti addirittura fino a inizio aprile.

– A Inzaghi, citros et circensis.

– Se il campionato si decidesse lontano dal San Paolo, saremmo primi.

– Il preliminare non esiste. L’unico preliminare che conosco è qualcosa che non si può dire a quest’ora.

– Abbandoniamo invece tabelle e finali e Maggio cambi il taglio delle risposte: da qui alla fine sono tutte trasferte.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

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