Gli Stati generali del turismo: «Il mercato vuole da Napoli la napoletanità, non è considerata città d’arte»

A Castel dell’Ovo convegno senza wi-fi. Presentata una ricerca: «Napoli piace perché città non globalizzata. San Gennaro ci ha portato i turisti, ora diamoci da fare.

Gli Stati generali del turismo: «Il mercato vuole da Napoli la napoletanità, non è considerata città d’arte»
Uno dei luoghi caratteristici di Napoli e ricercato dai turisti: San Gregorio Armeno

Napoli ha finalmente un Piano Strategico del Turismo. Una dichiarazione di intenti (e un programma di azione) su come arrivare, nei prossimi tre anni, ad essere una tra le principali attrazioni turistiche europee. È il come arrivare, esposto ieri mattina agli Stati generali del turismo, che lascia un po’ perplessi per la vaghezza della proposta che più o meno si riassume in una offerta della napoletanità. È un punto di partenza aver riunito attorno a un tavolo e a un’idea i principali attori turistici in città.

DESTINAZIONE NAPOLI 2020

“Destinazione Napoli 2020”, questo il nome del Piano, promosso dal Comune di Napoli in collaborazione con Gesac, società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, è stato presentato ieri a Castel dell’Ovo. Al tavolo dei relatori, insieme all’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, e al sindaco Luigi de Magistris, c’erano l’ambasciatore Francesco Caruso, consigliere speciale Unesco per la Regione Campania, e Josep Ejarque (Fourtourism), esperto di marketing e management turistico.

I TAVOLI TEMATICI DI CONFRONTO

Dalla fine di ottobre 2016 a gennaio 2017 si sono svolti 6 tavoli tematici di ascolto e confronto, con il coinvolgimento di 250 operatori turistici. A dirigere il comitato tecnico che ha redatto materialmente il Piano è stato Josep Ejarque.

GLI OPERATORI CI CREDONO

“Gli operatori di questa città ci credono, e già questa è una notizia”, ha dichiarato l’assessore Daniele introducendo il Piano, “adesso spetta soprattutto ai cittadini prendersi cura della propria città ed essere ospitali, perché così facendo si lavora nell’interesse dei nostri figli e delle generazioni più giovani”. Il sindaco, da parte sua, ha elogiato il fatto di essere tutti riuniti in una sala a discuterne, “cosa impensabile fino a non molto tempo fa” e ha sottolineato che il Piano “non è un punto di partenza, ma una tappa di un percorso iniziato cinque anni e mezzo fa”.

L’ANALISI DELLA SITUAZIONE ATTUALE

Entriamo nel merito del piano, consultabile sul blog dedicato e sul sito del Comune di Napoli.

Alcuni numeri: nel 2015 il turismo internazionale ha generato una spesa complessiva di 1110 miliardi di euro (+3,6% rispetto al 2014), che per il 36,4% è stata localizzata in Europa. Per il biennio 2016-18 si prevede una crescita degli arrivi in Italia del 3%.

COME SARÀ IL TURISMO NEL 2020

Nel 2020 il turismo dovrà soddisfare tre requisiti: l’autenticità, ovvero offrire al turista esperienze vere e genuine; la sensorialità, cioè dargli la possibilità di vivere la destinazione attraverso i cinque sensi; l’immersione nel luogo e nella cultura locale. In prevalenza, il turismo riguarderà, come accade già adesso, viaggi di breve durata e soprattutto last minute, scelta fatta dai turisti per risparmiare sui prezzi. Come ha spiegato Ejarque, è proprio il turismo di breve periodo quello che porta più soldi, perché i visitatori che hanno pochi giorni a disposizione per visitare una città tendono a concentrare le loro spese nel breve periodo e a spendere di più perché sanno di avere poco tempo per acquistare ciò che vogliono.

IL MODO IN CUI CI VEDONO I TURISTI

Il Piano contiene diversi spunti interessanti soprattutto nell’analisi del modo in cui i turisti vedono Napoli. I visitatori italiani la considerano una città bella, pittoresca e affascinante, ma considerano negativamente la connotazione di Napoli come città dei contrasti. Per il mercato italiano, Napoli è già considerata una destinazione turistica a sé, mentre diverso è il quadro per i turisti stranieri, che ci considerano ancora come una città di passaggio, una tappa verso altre destinazioni, soprattutto i tedeschi e gli inglesi.

Gli Stati generali del turismo a Castel dell’Ovo

LE CRITICITÀ

In definitiva, però, come ha spiegato Ejarque, Napoli è una città che piace, pur con tutte le sue criticità, che sono soprattutto, secondo la percezione dei turisti, il fatto di offrire proposte turistiche troppo standardizzate e poco allettanti, la mancata valorizzazione del patrimonio culturale anche da parte delle istituzioni e l’assenza di servizi turistici organizzati.

Deprecabile, per i visitatori, l’aspetto della città: lo scarso decoro urbano, le strade dissestate e la poca pulizia generale. Come anche il fatto che la maggior parte degli operatori non parli inglese, l’assenza di strutture e organizzazioni congressuali, la mancanza di una rete di comunicazione tra gli operatori, la scarsa presenza di informazioni sul web, l’inesistenza di un portale turistico.

Oltre a questo, i turisti percepiscono la città come pericolosa, criticano l’impossibilità di pagare i servizi come il taxi con il bancomat (e le tariffe spesso non rispettate), la carenza di bagni pubblici, una polizia municipale poco accogliente e preparata. Dolente anche la questione trasporti, con una mobilità interna a dir poco problematica, tanto da rendere difficile ad un turista muoversi per la città se non a piedi.

IL MERCATO E I PREGIUDIZI

Il Piano evidenzia anche che il mercato è pieno di pregiudizi e leggende metropolitane: i pregiudizi spariscono quando finalmente i visitatori giungono in città e la vedono per ciò che è.

LE NOTE POSITIVE

A questi “minus” fanno da contraltare i “plus”, le note positive, ovvero il fatto che Napoli sia una destinazione unica e irripetibile, che non sia una città globalizzata, che abbia un patrimonio materiale ed immateriale che la rende unica.

LA MISSION DEL PIANO: LA NAPOLETANITÀ

La mission del Piano è puntare sul punto forte della città: la ‘napoletanità’, considerata “la nostra attrattiva e la nostra proposta di valore al mercato turistico”, come ha spiegato Ejarque: “Napoli non è una città d’arte” ma una città peculiare per personalità e napoletanità. “Noi rispondiamo a ciò che il mercato turistico sta cercando – ha detto – cioè l’autenticità”. A volerla buttare in vacca, ma non è il nostro intento, bensì una semplice preoccupazione, ci sono voluti 6 tavoli tematici e 50 interviste one to one, come le definisce il Piano, per arrivare a stabilire che Napoli non può vendere altro se non la sua veracità, la sua autenticità. Insomma, Napoli avrebbe molto di più da vendere, ma il mercato turistico vuole questo da Napoli e allora decidiamo di piegarci, puntando tutto sulla napoletanità, che, per come la vediamo noi, ci vuole un attimo a che diventi folclore. La scelta di vendita forse più facile.

SAN GENNARO

Da non sottovalutare un’altra affermazione di Ejarque: “San Gennaro ci ha portato turisti anche quando non abbiamo fatto niente per attrarli, ora dobbiamo rimboccarci le maniche”. Per poi fare un riferimento calcistico: “Se vogliamo giocare davvero questa partita –ha detto – dobbiamo fare come il Napoli, lottare, lottare e lottare”.

LE PRIORITÀ DEL PIANO

La prima priorità indicata nel Piano è la creazione di un Destination Management Organization, un soggetto a metà tra pubblico e privato che coordini tutte le sue azioni. Inoltre, il Piano punta l’attenzione sulla necessità di fare rete. Gli obiettiv sono: raggiungere, entro il 2020 i due milioni di arrivi turistici; organizzare, entro il triennio, almeno 50 eventi/congressi l’anno con più di 300 partecipanti; incrementare la notorietà e visibilità del brand Napoli; creare un’immagine positiva della città come destinazione turistica. “Dobbiamo inondare la rete di informazioni su Napoli e convincere tutti che Napoli sia una delle 100 città che vale la pena di visitare almeno una volta della vita prima di morire”, ha detto Ejarque.

LA PRESENTAZIONE DEL PIANO SENZA WIFI

Non possiamo non sottolineare che il Piano per il turismo 2.0 è stato organizzato in un luogo, Castel dell’Ovo, in cui non è presente una degna connessione WiFi. Ci è stato impossibile, pertanto, dato che il segnale andava e veniva (ma soprattutto andava), twittare sull’argomento durante i lavori, per esempio, o confrontarci in rete con gli utenti interessati, come pure individuare un hashtag di riferimento: inesistente.

p.s.

I soggetti coinvolti sono: l’assessorato del Comune di Napoli, di concerto con l’Aeroporto di Capodichino, il Convention Bureau, le due principali categorie di albergatori cittadini (Sezione Turismo dell’Unione Industriali e Federalberghi) e tre cattedre universitarie di management del turismo e dei beni culturali (Economia e Gestione delle Imprese, Università degli Studi di Napoli Federico II; Master in Tourism & Hospitality Management, Università Parthenope; Organizzazione Aziendale, Federico II), ha aperto i lavori degli Stati Generali del Turismo a Napoli.

Ilaria Puglia ilnapolista © riproduzione riservata
TERMINI E CONDIZIONI
  • Pico

    Lo slogan glielo regalo io, aggratis, “vedi Napoli e poi muori”…

  • Sergio Travi

    Più N’Albero per tutti, insomma…

  • Enrico Pessina

    Deprimenti e scontati i soliti commenti sfascisti.

  • carmas75

    Una delle 100 città da visitare prima di morire?
    Se fossimo un minimo seri, potremmo essere facilmente una delle 20 città da visitare prima di morire…

    • ivan

      Da bergamasco rispetto il parere, ma se vogliamo essere seri, già in Italia, oggettivamente Napoli non può essere messa davanti a Roma e Venezia e se la mettiamo sul piano storico artistico la fila si allunga: checché se ne dica, anche un buco come Siena ha beni di maggior valore, almeno stando alla fortuna che storico-artistica che gli attribuiamo.

      • Il Boemo

        Ma che stai dicendo… mi sa che tu conosci solo piazza del plebiscito vista in tv e giù di li.

        • ivan

          non conoscerò adeguatamente Napoli, nonostante ormai ci abiti. Ho una laurea in storia dell’arte, lavoro nell’ambito turistico e ho fatto consulenze nel settore anche a diverse p.a. e privati. Capisco che si possa amare la propria città e da questo punto di vista Napoli offre numerosi e solidi argomenti, tuttavia un po’ di distacco per comprendere le cose, non guasterebbe.

          • Il Boemo

            Il distacco dice che il paesone Siena ha più reperti archeologici e monumenti di Napoli che è un centro storico unesco ho capito…

          • ivan

            guarda, uno dei problemi di Napoli sotto l’aspetto dell’offerta turistica, benché fosse una metropoli fino a 3 secoli fa con Londra, Parigi e Istanbul, è l’assenza di un monumento icona riconoscibile a livello globale. Inoltre possiamo sommare a livello di nicchia storico-artistica l’assenza di manufatti di artisti di grande fortuna, come invece a Siena si possono citare da Duccio a Simone Martini, passando per i Lorenzetti e via dicendo. Vedi, il bollino Unesco, per quanto prestigioso e basato su solide argomentazioni, è un bollino che si attribuisce anche su ragioni politiche da un lato e in termini scientifici sulla base di argomentazioni immateriali che non pagano in termini turistici. Milano avrebbe l’ultima cena di Leonardo e la Pietà Rondanini, due capolavori assoluti rispetto ai quali un eventuale parere dell’Unesco mi sarebbe indifferente. Eppure nonostante questi due straordinari pezzi, Milano è per qualsiasi romano e napoletano un “postaccio” e probabilmente anche per molti milanesi che ignorano non solo dove sia la Pietà Rondanini (e nemmeno visitavano il magnifico vecchio allestimento di Caccia-Dominioni) ma anche di avere uno dei più straordinari capolavori della produzione artistica a noi conosciuta. Ah, btw, è dell’ultimissimo Michelangelo, è un non finito e pure un danneggiato, ma per alcuni competenti (e sottolineo competenti), giustamente è un’opera avanti di circa mezzo millenio (e sottolineo millenio, non secolo). perdona la lezioncina, peraltro modesta, ma stiamo sul pezzo. E questo te lo dico da chi sa apprezzare Napoli, contestualizzandola, senza avere la pretesa di considerarla l’ombelico del mondo 😉

          • Il Boemo

            https://it.m.wikipedia.org/wiki/Museo_nazionale_di_CapodimonteIl Museo nazionale di Capodimonte è un museo di Napoli, ubicato all’interno della reggia omonima, nella località di Capodimonte: ospita gallerie di arte antica, una di arte contemporanea e un appartamento storico.

            È stato ufficialmente inaugurato nel 1957, anche se le sale della reggia hanno ospitato opere d’arte già a partire dal 1758. Conserva prevalentemente pitture, distribuite largamente nelle due collezioni principali, ossia quella Farnese, di cui fanno parte alcuni grandi nomi della pittura italiana e internazionale (tra cui Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Bruegel il Vecchio, El Greco, Ludovico Carracci, Guido Reni), e quella della Galleria Napoletana, che raccoglie opere provenienti da chiese della città e dei suoi dintorni, trasportate a Capodimonte a scopo cautelativo dalle soppressioni in poi (Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena). Importante anche la collezione di arte contemporanea, unica nel suo genere in Italia[3], in cui spicca Vesuvius di Andy Warhol.

            Abbiamo finito con le sciocchezze?

          • ivan

            Scusate, ho una laurea in Conservazione dei BC nel cassetto e non ho bisogno di wikipedia per sapere cosa offre su questo versante Napoli. Ridimensiono Napoli in comparazione ad altre città che, in un dato periodo storico, avevano la capacità di attrarre e commissionare opere ad artefici che, a torto o a ragione, la disciplina storico-artistica considera maestri basilari nello sviluppo di una tecnica, di un linguaggio e di una ricerca. Non è che me lo invento io il dibattito tra centri e periferie o l’attribuzione di una fortuna di un artista! questa è una percezione anche comune: se avete visto il film le invasioni barbariche, chiude uno dei dialoghi un italiano che cita come massima vetta dell’umanità la Firenze dei primissimi anni del 500 nella quale in Palazzo Vecchio affrescavano due pareti prospicienti due tizi quali Michelangelo e Leonardo. Sono giochini, battute, semplificazioni… non ne voglio fare un trattato e i napoletani devono essere orgogliosi della propria città, della storia, ecc. ma se la spostiamo su un piano più scientifico dobbiamo riconoscere che ci sono città italiane che in un dato momento storico sono state quelle che oggi possono essere considerate NY, piuttosto che Londra in termini di produzione culturale. Detto questo Napoli ha moltissime ragioni per essere ritenuta una meta turistica attrattiva per molti target, tra cui i visitatori di città d’arte. Spero che ci siamo capiti

          • Il Boemo

            Lo fai per darti un tono, ma wikipedia che è un’opera collettiva scritta da più di un autore (tra i quali si presume qualcuno che ne capisce almeno quanto te) e corredata di fonti ti smentisce, specialmente sul fatto che qui non ci sono stati di nome. Comunque come ho già detto il problema di Napoli non è avere più turismo, se la città migliora dal punto di vista moderno piuttosto che archeologico il turismo aumenta di conseguenza, quindi è inutile convincermi della presunta irrilevanza artistica di Napoli, perché è un problema che mi lascia indifferente. Mi lasciavano solo perplesso le tue affermazioni su Siena, Roma e Venezia che per quanto belle non hanno alcune cose che ha Napoli.

          • ivan

            Non voglio alimentare il dibattito fino alla noia e credo sia irrilevante parlare di fonti, a partire da wikipedia che è un enciclopedia e per tale va presa, altrimenti vi preoccupereste del medico che va a cercare una malattia su wikipedia. Su Siena, Roma e Venezia non credo ci sia da discutere rispetto al loro patrimonio, sia in termini assoluti, sia in comparazione con Napoli. Mi preme una cosa: nessun tono dispregiativo nei confronti di Napoli, città splendida che ha numerosi motivi per essere visitata e apprezzata. Più volte ho messo tempo e soldi per fare qualcosa che riguardasse Napoli e l’insoddisfazione per non aver raggiunto alcuni dei risultati prefissati mi ha portato di nuovo a provare a dare un piccolo contributo alla città. Leggere che disprezzo Napoli, solo perché ho un atteggiamento più distaccato o critico, non voglio dire oggettivo, mi rattrista. Tutto qui. Capisco il vostro orgoglio e il vostro amore per Napoli e non voglio certo discuterlo.

          • alfonso

            Purtroppo Napoli non è la mia città e non ci ho mai vissuto, mentre ho vissuto a Roma e a Milano per più della metà della mia vita. Credo di aver maturato in venti anni il necessario distacco per discuterne liberamente. La storia che in Italia si è scelto di raccontare alle nuove generazioni manca di pezzi importanti. Senza dubbio lo stesso avviene nel campo dell’arte. Una domanda all’esperto: in Italia è esistito solo il Rinascimento? Tutto ciò che è avvenuto di unico e straordinario nei secoli successivi, da Caravaggio all’arte Barocca a Sanmartino, di cui Napoli offre fulgidi esempi, non gode forse di uguale dignitá?

          • ivan

            Non mi voglio vendere come esperto, ho solo delle competenze. Vedi, io ho parlato di fortuna storico artistica, non certo di dignità, né mi sembra di aver impostato la discussione su serie a e b. Semmai, oltre alla fortuna, ho richiamato il concetto di dialettica centro-periferie. Indubbio che alcune città italiane abbiano avuto il massimo splendore, non solo sotto il profilo della produzione artistica, proprio nel Rinascimento.
            Vista la mia formazione storico-artistica, direi che come in tutte le istituzioni educative si pone in evidenza qualcosa e si trascura o ignora altro. è evidente che i cicli formativi italiani siano sbilanciati sia in termini territoriali che temporali. Fortunatamente poi le persone si possono creare una cultura personale fuori dalla scuola o durante il percorso universitario possono approfondire talune tematiche non trattate precedentemente.

          • alfonso

            Riconoscerà tuttavia la fortuna storico-artistica di Caravaggio, artista che Napoli ha avuto la capacità di attrarre e che a Napoli ha avuto una cospicua produzione. Il Cristo Velato è un capolavoro assoluto e lascia le persone a bocca aperta come poche altre opere in Italia. Consideriamo inoltre anche l’importanza storico- artistica dell’arte classica e ricordiamo che il Mann, con la sua collezione Farnese e i reperti pompeiani, è tra i musei piú importanti in Italia. Apprezzo il suo impegno per Napoli e non voglio in alcun modo discutere le sue competenze. Tuttavia, non riesco ad essere d’accordo, nel merito, con le sue prime affermazioni, che pongono Napoli sul piano della ricchezza storica ed artistica dietro ad altre città. Mi spiace.

          • ivan

            Alfonso, certo che riconosco l’importanza di Caravaggio, a prescindere dal fatto che sia mio conterraneo. Non parlerei di capacità, visto che il nostro era in fuga da Roma. Ripeto, Napoli ha molto da offrire, ma non posso rinnegare il fatto che Siena ha una serie di opere che sono capitali nella storia dell’arte. So che è difficile argomentare su queste pagine e so che è un parere personale. passami il paragone, ai soli fini di capirci meglio: Ivrea nello spazio di un lustro è stata una delle capitali mondiali dell’innovazione, Siena nello spazio di circa mezzo secolo è stata una delle capitali della produzione artistica europea. Napoli, ahimè, pur avendo e conservando opere di grande pregio e importanza, non lo è mai stata. Riconosco che è stata un grande centro di produzione culturale e non solo, ma mai uno dei grandi fulcri. E personalmente ritengo Napoli, per la sua storia moderna, la vera grande capitale italiana.

          • Enrico Pessina

            Milano, Siena e Venezia quanti castelli hanno?

          • ivan

            la stiamo proprio buttando in caciara 🙂

          • Enrico Pessina

            Hai iniziato tu.
            Forse sottovaluti il patrimonio storico – artistico di Napoli.

          • ivan

            Enrico, direi di no. Ho considerazione e rispetto per Napoli. Il padre del mio maestro, quando studiavo la materia, era napoletano ed era stato a sua volta storico dell’arte e sovrintendente…

          • Enrico Pessina

            Non volevo dire questo. Il fatto è che il patrimonio artistico e culturale di Napoli è semplicemente poco conosciuto. Ad esempio, Napoli ha circa 500 chiese, la gran parte di straordinario pregio (gotiche, rinascimentali, barocche). Quale altra città italiana conserva una città sotterranea greco – romana? Giusto per non citare Pompei, Pozzuoli ti dice nulla? E la sezione egizia del Museo Nazionale? E Capodimonte? Sai che Napoli è l’unica città al mondo che annovera 7 castelli all’interno del perimetro cittadino.
            Hai mai visitato il Palazzo Reale?

          • Il Boemo

            Per favore nessuno orgoglio, ma stiamo parlando di città che hanno nella loro diversità un patrimonio artistico e culturale comparabile eccome e per giunta Napoli ha un tesoro artistico e archeologico senza avere il potere praticamente illimitato che hanno goduto i papi durante almeno dieci secoli della storia europea. Il problema di Napoli ammesso che sia realmente un problema avere qualche turista in meno è la cattiva pubblicità e al non essere capitale nè economica n è politica come lo sono Roma e Milano. Roma è sempre stata esaltata dal cinema dei Mastroianni e dei Fellini, Milano è strategicamente vicino per le genti europee ed è da sempre il traino di questo paese, Firenze è celeberrima per il Rinascimento e le solite cose che tutti imparano a scuola. Per chi deve venire in Italia qualche giorno è chiaro che probabilmente privilegerà quelle mete, ma è poco indicativo del valore turistico di quello che ci hanno lasciato i nostri avi a Napoli. Anche io se devo andare in Germania piuttosto che in Francia probabilmente privilegerei certi luoghi più noti rispetto ad altri che magari mi piacerebbero di più. Questione di marketing come ha scritto qualcuno.

          • ivan

            Onestamente non è solo questione di marketing e basta fare un giro a Roma per capire che la sua capacità di attrazione è solo amplificata da Vacanze Romane o La dolce Vita. Stiamo inoltre parlando di turismo di massa e non di nicchie, perché ogni territorio ha propri specifici asset al riguardo.

          • Il Boemo

            E che sto dicendo? A Roma ci sono spesso. Per i turisti non ci sono indicazioni chiare neanche a morire l’atac se ne cade a pezzi alla stazione termini comandano i rom, i casamonica fanno un funerale in pompa magna in pieno centro e il loro problema con la spazzatura ha superato quello napoletano. Ma la gente continua ad andarci, non certo per raffinati discorsi sull’arte, ma per una questione di reputazione della quale gode a) perché resta la capitale b) per il mito. Marketing va inteso in senso lato con anni e anni di considerazioni sui giornali, politiche e scolastiche che roma firenze Venezia godono. Uno di Firenze studia che è la culla del rinascimento, Napoli invece viene citata dalla cronaca anche per uno starnuto oltre al discorso post-unitario tendente per ragioni di Stato condivisibili o meno a minimizzare se non spesso a volgarizzare il passato e i meriti storici della città. Poi ripeto è una cosa dalla quale si uscirebbe diventando una grande città moderna che risolva almeno il 50% dei suoi problemi sociali e economici. Il resto viene di conseguenza.

          • alfonso

            Adesso però sta cercando di ammorbidire la sua posizione, ma in un commento precedente ha affermato, con tono un po’ spregiativo, che anche un buco come Siena può vantare opere di maggiore importanza di Napoli. Ha poi citato Milano. Ora Firenze. Napoli ha un patrimonio artistico e culturale ricchissimo, antico tremila anni ed unico nel suo genere, che nulla ha da invidiare a qualunque altra cittá Italiana. Il resto non è solo scienza, ma per gran parte è marketing. Lascio comunque a lei che è del mestiere, ce l’ha ripetuto fino alla noia, il gusto di fare i paragoni.

          • alfonso

            Mi perdoni Ivan da Bergamo, ma Napoli offre ai turisti quattro castelli, due regge, due musei unici, tra i piú grandi e ricchi d’Italia, oltre a numerosi piccoli musei, decine di splendide chiese gotiche, rinascimentali, barocche, tre Caravaggio, un Cristo Velato, Preti, Luca Giordano, De Ribera e i caravaggeschi, Il San Carlo, i siti archeologici, splendide piazze, scorci e palazzi nobiliari. Lei non sta cercando di “contestualizzare” Napoli, ma di ridimensionarne l’ importanza e la grandezza.

      • Enrico Pessina

        Dovresti informarti meglio, prima di scrivere.

  • Napoli e’ in controtendenza da anni riguardo l’afflusso dei turisti, come mostrano tutte le cifre relative al numero di sbarchi a Capodichino. E’ assolutamente falso che e’ una città di passaggio ma un punto di arrivo per tanti unica meta del loro viaggio italiano.
    Vi e’ anche una forte differenza rispetto a qualche anno fa molti venivamo a Napoli solo in transito per le isole o per Sorrento, oggi la tendenza si è invertita in modo sostanziale. Camminando per Toledo si sente sempre di più parlare francese, e grazie all’HUB di Easyjet a Napoli dalla Svizzera e altre città europee ogni giorno arrivano migliaia di turisti.

    • Ilaria Puglia

      E’ meta a sé per i turisti italiani. Per gli stranieri, in particolare inglesi e tedeschi, è ancora meta di transito. E’ questo che dice la ricerca

      • Il Boemo

        Ma a che serve aumentare il turismo in una città già caotica e che bene o male su turismo ha buoni valori? Campassero i sorrentini sul turismo.

        • Antonio Baiano

          cioè secondo te il turismo non ci dovrebbe essere a Napoli perché ne aumenterebbe il caos? Quindi Napoli dovrebbe fare a meno del turismo? spiegati meglio.

          • Il Boemo

            No, ma a) va bene già così non siamo né i primi né gli ultimi nel settore e mi pare che l’unica cosa buona di de magistris sia proprio il valore positivo alla cifra turismo b) non può essere il turismo l’attività principale della città. È un’alibi di chi da decenni non riesci a far uscire questa città dal sottosviluppo e dai problemi di ordine pubblico. Le città che campano di turismo devono essere le città di villeggiatura o che date le dimensioni devono puntare strategicamente a quello. Napoli è una grande città e da grande città dovrebbe avere un’economia moderna frutto del lavoro specializzato tipico di un’economia avanzata. c) se rendi la città più avanzata dal punto di vista moderno (sviluppo economico, lavoro, infrastrutture) verrà di conseguenza anche un aumento del turismo. La gente va a vedere Londra Barcellona Parigi magari anche per i simboli artistici ma anche perché sono città “moderne”, che offrono attrazioni e dove chi vuole spenderci soldi e tempo ha più opzioni e sta relativamente più tranquilla che a Napoli.

    • Antonio Baiano

      I turisti stranieri atterrano a Napoli per poi andare in Costiera, Capri o Ischia, meta privilegiata per le terme. quando sono a Napoli, noto la presenza di parecchi turisti ma in prevalenza sono italiani.

      • Non e’ assolutamente vero, la crescita in città e di pernottamenti a Napoli è cresciuta moltissimo negli ultimi tre anni, prima atterravano a Napoli per scendere direttamente al molo Beverello e andare verso le isole, ora gli Alibus si svuotano alla stazione

  • ivan

    Sarà che ho guardato velocemente, ma i siti non riportano ancora il piano, a meno che per piano si prendano le slide presentate. Devo dire che nessuno però qui parla della maggiore criticità, a mio giudizio, che si può controllare: ovvero il posizionamento dell’offerta anche sui termini economici. Risulta indubbio constatare un aumento dei prezzi dei servizi connessi al turismo in città. Oltre agli aspetti sottolineati, bisogna ricordare che una discreta incidenza nella crescita dei movimenti, è stata dovuta anche a una relativa accessibilità di tali servizi, soprattutto in comparazione con Roma, Firenze e Venezia. Se le persone iniziano a percepire trasformazioni in città, come l’aumento dei prezzi degli immobili nel centro storico, oppure una ridotta disponibilità ad uso residenziale degli stessi, perché è partita la febbre del B&B o degli alloggi e stanze da mettere su Airbnb, nessuno mi sembra stia consigliando un coordinamento o una strategia che eviti una possibile depressione della domanda a fronte di aumenti troppo repentini o ritenuti eccessivi.
    Altra cosa: perché nel panel di esperti non ci sono anche accademici non napoletani ad es.? Il turismo è un industria globale che si declina a livello locale; pertanto una valutazione e un dialogo con soggettie sterni avrebbe giovato.

  • Il Boemo

    Il fatto che siamo considerati città di passaggio dovrebbe spingere a migliorare come città moderna, ospitando aziende e creando lavoro, investendo su infrastrutture e migliorare la sicurezza. Invece la soluzione qual è? Riproporre le buffonate folkloristiche per il tedesco con i soldi per il quale siamo terzo mondo o giù di lì. Grandioso…

  • Ruello Rubino

    Certo l’assessore lo ha detto «adesso spetta soprattutto ai cittadini prendersi cura della propria città ed essere ospitali».LOL.
    Ci prende per il c. Dopo i commenti dei turisti (ovvii per chiunque abiti o sia passato solo una volta da Napoli) che riassumendo hanno fatto una vera chiavica l’amministrazione e la situazione disastrosa di trasporti, infrastrutture, pure la polizia municipale ha pigliato un bel buffo… e ora la mission sarebbe lasciamo andare in rovina i capolavori artistici, tanto abbiamo la pizza e il mandolino. povera Napoli, in che mani sei.

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