Velardi: «A Napoli impera la politica dei selfie, sposata dagli intellettuali. De Laurentiis è bravo, i papponi sono in tribuna d’onore»

Intervista / Claudio Velardi: «Il giornalismo è basato sui luoghi comuni e Napoli ne è la capitale. Solo Bassolino “bucò” la stampa del Nord, ma alla base c’era una politica diversa che guardava al mondo».

Velardi: «A Napoli impera la politica dei selfie, sposata dagli intellettuali. De Laurentiis è bravo, i papponi sono in tribuna d’onore»
Claudio Velardi

Napoli è ripiegata su se stessa

Il cuore del discorso è questo. «Il problema di fondo è che nelle altre città non si parla di sé stessi, si parla del mondo. Oggi a Napoli impera la politica dei selfie. È Napoli che fotografa se stessa, in continuazione. E più affondi in questo napoletanismo, più diventa un buco nero che non ti fa vedere quel che accade altrove. A Parigi non si parla di Parigi, a Londra non si parla di Londra, a Francoforte non si parla di Francoforte. Altrove si parla del mondo, si proiettano nel mondo. Questo è il punto. A Napoli non accade perché non c’è una vera classe dirigente. Quella, diciamo, che c’è non lo conosce il mondo. I nostri intellettuali sono i vecchi intellettuali crociani che non sanno andare su Internet, non ci vanno su Internet, non sanno qual è il dibattito che si sviluppa nel mondo. Questo è, e poi ce la prendiamo con De Laurentiis».

Parole e musica di Claudio Velardi uno dei tanti napoletani che ha un rapporto controverso con la città. Non particolarmente amato e forse proprio per questo un osservatore con cui è sempre interessante scambiare quattro chiacchiere. Immancabilmente con una chiave di lettura originale e mai omologata. Uno che di comunicazione se ne intende. Senza tornare agli anni con D’Alema a Palazzo Chigi, oggi tra le altre cose tiene un corso di Lobbying e comunicazione alla Luiss.

Dieci pagine per Napoli-Real Madrid

Ci siamo rivolti a lui perché ci ha colpiti l’esternazione televisiva dell’altra sera del presidente. Ci ha colpiti perché De Laurentiis, per conquistare quel consenso che da sempre gli viene negato in città, ha dovuto stimolare il senso di accerchiamento che in questo periodo storico è molto radicato in città. E infatti, con tre frasi in croce in tv, De Laurentiis ha raggiunto un gradimento quasi mai avuto in città.

«Voglio fare una premessa, De Laurentiis non mi piace particolarmente. Ma non come imprenditore. Non mi piacciono i suoi modi, il suo linguaggio, non amo il personaggio. Però è innegabilmente bravo. Sa fare il suo lavoro. Con pochi soldi, ha preso il Napoli dai bassifondi del calcio italiano e lo ha proiettato in Champions a giocare col Real Madrid. Ha ragione quando dice di aver portato a Napoli un evento. E lo testimoniano le prime nove, dieci pagine, quante erano adesso non ricordo, che un giornale come Il Mattino ha dedicato alla partita il giorno successivo alla partita. Da far cadere le braccia, dà l’idea che a Napoli non ci sia altro. E, sia chiaro, considero Il Mattino un giornale realmente ben fatto, molto interessante da tanti punti di vista. Una città non può ridursi a una partita di calcio, sia pure importante».

Però, obiettiamo, Napoli-Real Madrid era l’evento del giorno, in città non si parlava d’altro. «E qua ti volevo. A Napoli non si parlerà mai d’altro che di Napoli e in questo caso del Napoli. Bisogna sforzarsi di trascinare Napoli fuori da questo buco nero in cui sta sprofondando e da cui riesce sempre e solo vedere sé stessa».

Il papponismo e i veri papponi

Eppure, quando De Laurentiis prova a spiegare che è un imprenditore, che il Napoli è un’impresa e lui deve guadagnare, la città gli si rivolta contro. È quella che potremmo definire una vera e propria corrente filosofica: il papponismo. Quando invece vellica il vittimismo, la sensazione di accerchiamento, ne esce come un eroe.

«Lo so perfettamente. La verità è che i papponi sono quelli che l’altra sera, e non solo, erano in tribuna d’onore col biglietto gratuito ad assistere alla partita. Quelli sono i papponi, non lui. Professionisti, amici degli amici, presenzialisti, che alla fine della fiera sono invidiosi del successo di De Laurentiis che in dieci anni ha creato un’impresa che funziona. Solo in Italia c’è la concezione che non si debba pagare per assistere a un evento. Purtroppo in Italia, non solo a Napoli, guadagnare, fare soldi è considerato un crimine. Mentre secondo me guadagnare è l’unica attività morale possibile. Sì, morale. Perché senza soldi, il mondo non va avanti, non progredisce. Da noi ci si deve quasi vergognare di fare impresa. È un’arretratezza culturale spaventosa, che però non riguarda solo Napoli».

Il primo Bassolino

E infatti quando deve riconquistare consenso, si rifugia nel populismo a buon mercato. «Quando è in difficoltà o quando gli fa comodo, asseconda la corrente. Adesso passerò per quello che fa l’elogio di Bassolino, ma c’è un concetto cui tengo molto. A dire il vero, è di Eduardo Cicelyn. Ma lo faccio mio. La reale differenza tra la politica di de Magistris e il punto più alto del bassolinismo, ripeto punto più alto è questa: è stato l’unico momento in cui Napoli è uscita fuori da se stessa. È una differenza decisiva, cruciale. Tutta la politica culturale di de Magistris è Napoli che guarda se stessa, Nalbero ne è una sintesi perfetta. Che ci vai a fare lassù? Vai a vedere Napoli, vedi il mare, e non solo. A piazza del Plebiscito non vedevi Napoli, nella Montagna di sale ma anche nelle altre opere vedevi il mondo, vedevi un grande artista. Tutto quello che fa de Magistris. e contraddistingue questa fase di vita napoletana, è uno sprofondamento in questo buco nero».

L’oleografia è sempre dietro l’angolo

E funziona anche, aggiungiamo, almeno dal punto di vista turistico. Velardi serra i denti. «Sì, funziona. Però stiamo attenti. La Napoli della cartolina fa piacere vederla a tutti, pure al turismo di piccolo cabotaggio. All’epoca veniva a Napoli il grande artista contemporaneo, oggi frotte di turisti che vanno in bed and breakfast magari al nero, mangiano la pizza a tre euro. Che va bene, va benissimo, non voglio negare la crescita turistica di Napoli, sarebbe sciocco, ma avviene in un quadro di ridimensionamento della città. E qui la colpa non può essere solo di de Magistris o di De Laurentiis. I cosiddetti intellettuali, i cosiddetti sottolineato sette volte, non fanno altro che lavorare su questa immagine stereotipata di Napoli, non riescono a venirne fuori. Napoli ha bisogno di essere trainata. Qui l’oleografia è sempre dietro l’angolo. Serve qualcuno che si assuma il rischio di essere impopolare, altrimenti questa spirale non si fermerà. Perciò ho fatto il riferimento alle dieci pagine del Mattino».

Il punto di rottura del bassolinismo

E quando gli fa comodo, De Laurentiis si accoda. La stampa del Nord bistratta Napoli? E, soprattutto, come fece Bassolino a riuscire a ottenere a livello nazionale una rappresentazione mediatica che a un certo punto sembrava persino migliore della realtà stessa?

«Beh, ebbe anche culo. Anche. Perché si ritrovò il G7, venivamo da un periodo nero, Tangentopoli, sfruttò bene la voglia di Napoli. Fu certamente abile e poi, ripeto, non si ripiegò su sé stesso. Fino a un certo punto. Quando poi ripose l’idea di voler trasformare Napoli e si mise “semplicemente” a governarla. Il cambio di rotta avvenne lì, il resto sono state conseguenze i cui effetti si sono visti dopo anni. Io però francamente non credo a una stampa che bistratta Napoli. Mi sembra una stupidaggine colossale. Il giornalismo si basa sui luoghi comuni e Napoli in questo è imbattibile. Ma oggi, ripeto, non fa più nulla per uscirne».

Se Romeo fosse stato milanese

Però, cerchiamo di stanarlo, magari se Alfredo Romeo fosse stato un imprenditore milanese, la sua immagine sarebbe stata diversa. Qui Velardi si scalda: «Romeo, adesso, è solo l’arma per commettere un omicidio politico. Poi, magari, nelle intercettazioni l’imprenditore milanese non parla in dialetto oppure ha l’abito grisaglia invece che quelle camicie dal collo largo col foulard, ma credo che cambi poco. De Laurentiis ha avuto un’uscita populistica. Poi, chi più di lui conosce gli imprenditori napoletani? Preferiscono costruirsi rapporti personali con i media che contano invece di rischiare nella costruzione di un giornale che comporterebbe non pochi rischi d’impresa. Come del resto anche la storia del Napolista testimonia».

Sorridiamo. E Velardi prosegue: «Altrimenti, e torniamo a bomba, non ci sarebbero il papponismo né la critica a un’impresa che funziona. È un discorso ampio. Dico l’ultima cosa. Tutti voi siete impazziti per lo spettacolo dell’altra sera, il San Paolo pieno e tutta la retorica conseguente. La verità, però, è che non era affatto uno spettacolo allegro. Il San Paolo, ma anche altri stadi italiani, sono grigi, cupi, tetri, non ci sono colori. Nulla che invogli alla partecipazione di un evento spettacolare. Il punto è lo stadio di proprietà, fondamentale per il definitivo salto di qualità, per provare realmente a vincere. Anche a livello comunicativo lo stadio è importante, curato, con una coreografia televisiva. Perché oggi il calcio si diffonde attraverso la tv. In questo, il calcio italiano è arretrato come del resto lo è il Paese. Eppure a Napoli da giorni impera la retorica del San Paolo. Come quella di un grandissimo primo tempo, senza nessuno che alzi il dito e dica: “scusate, ma forse si poteva fare qualcosa di più rispetto a prendere due gol su calcio d’angolo?”. Ma qui entriamo in un campo realmente minato. Fermiamoci».

Massimiliano Gallo ilnapolista © riproduzione riservata
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  • Venio Vanni

    Una voce nel nulla…

    • Massimo Pesce

      Tu 6 da TSO! Nn ti rispondo al tuo ottuso livello, ma nn sarebbe semplice che si ritorni ai 2 regni di italia? ( Savoia e Borboni ) ognuno a casa sua. Ma tu forse credi, ke voi razzisti da denunciare al Trib.Inter. per i diritti dell’uomo, all’ Aja, all’ Onu siete digeribili? Mica ke noi, vorremmo avere a ke fare cn voi! Kiedete la divisione di italia! Anzi! Vi appoggiamo in qst referendum! Invece di calare le braghe cn la sovranita’ da concedere alla troika ke ci portera’ in un’europa a 2 velocita’ ( e tu, viene a prendertela con Napoli! ) e perdita di democrazia e diritti, cacciate i muscoli per nn farvi distruggere in casa vostra! E’ facile attaccare dove nn si ha coraggio di protestare! La verita’, e’ ke ci hanno sempre divisi per nn farci sentire uniti in una sola patria! E il tuo vile atteggiamento ( cm di tanti ) e di frustati ke nn hanno il coraggio di ribellarsi perche’ nn sn sostenuti! Fai il gioco tu cm tanti, delle lobbie ke hanno sempre voluto il dissesto sociale. L’unita’ di italia, e’ solo stata una grande rapina al Regno delle 2 Siclie! Se nn fosse stato qst, oggi l’italia tutta, sarebbe economicamente una delle nazioni piu’ potenti al mondo e se fosse qst, tu ameresti Napoli cm qls Citta’ italiana … fate il gioco dei lobbistici, ma nn e’ ke attaccando Napoli, nn farete una brutta fine anke voi, povero stolto …

      • Il Boemo

        È arrivato quello che è rimasto ai savoia e borboni…

        • Venio Vanni

          Figli del demagistrisismo

      • guaglio’ però se scrivi così non si capisce una mazza di quello che dici.

  • Massimo Pesce

    Vorrei capire: Si critica ADL, ma cs puo’ fare di diverso lui che, ha fatto risorgere il calcio Napoli? Se nn vince in italia, e’ xke’ il sistema lobbistico pregnante sopratutto nel calcio, devia il business solo al Nord. E’ talmente scientifica la ” corruzione calcistica, ” che ti vien da pensare ke, le squadre del nord sono incondizionatamente invincibili! E kissa’ xke’, canne di bambu’, in champions, qlc lo sa’ spiegare?! Prima dell’89, il Barca nn aveva vinto nll di rilievo. Da dopo, nn si contano i successi e, la remuntada sul suicidante PSG, e cm aver vinto una champions. Qnd con un progetto in prospettiva ed i giusti investimenti, si puo’ diventare grandi anke cntr il sistema calcistico asservito alle lobbie del calcio. Tutta qst tiritena poi su Napoli e la dimensione sociale/politica e’ il suo deteriorare da decenni senza sviluppo, certezze, prospettive lavorative per giovani ed anziani qnd, sviluppo sociale di tutto il meridione ( la calabria/puglia/sicilia/sardegna/campania vivono di pendolarismo lavorativo! Anche estero! E’ una vergogna sociale ke i meridionali dal 1861, nn riescono constantemente e vivere nll loro terre! ) sn responsabili tutti i politici che hanno governato nel meridione, che ancora oggi di fatto, nn creano certezze e benessere avendone il sud, tutte le potenzialita’! Sn le lobbie massoniche che stagnano il meridione, facendo profilerare mafie, corruzione. Qnd … lasciamo fuori da tutto qst ADL, ke ha avuto il ” cuore ” di investire nel Napoli ( glielo hanno anche chiesto esplicitamente! ) e cmq, lo fa’ andare cn profitto. Anzi! Se gli dessero carta bianca, investirebbe per far sviluppare la sua Citta’ e il meridione … ma cm detto, ci sn in giro troppe lobbie che: ” tengono famiglia … ” .

  • Alfonso Luca Infante

    Non sono totalmente d’accordo: Napoli ha bisogno chiaramente di svincolarsi dal luogo comune, ma allo stesso tempo non può diventare una città generica, completamente globalizzata. Napoli è l’unica metropoli italiana che è tale dal 1600 e ha una forza identitaria e popolare mille volte più radicata di qualsiasi altra città italiana. Inoltre la sindrome da accerchiamento è conseguenza della storia distorta e della delegittimazione sistematica che subisce dall’unità d’Italia. La soluzione può essere l’impresa: quello in cui spero è la creazione di un sistema di imprese del territorio che possa generare una forte influenza almeno in Italia attraverso un coordinato potere politico-economico, e quindi permettersi di rappresentare gli interessi della città e sradicare (progressivamente) tutti i luoghi comuni che, ricordiamoci, sono propri di ogni cittadino italiano residente sopra Formia ma non solo.

  • Diego della Vega

    Quando intervisti sti’ intellettuali napoletani senti sempre la solita solfa: la colpa è sempre degli intellettuali, gli altri però. Velardi è uno invischiato fino al midollo nel fallimento della classe dirigente di questo Paese. Ma a volte basta una cattedra di “lobbying e comunicazione politica” a 200 km da Napoli per far credere a questi illustri pensatori di vedere le cose più chiaramente degli altri. In fondo anche questa è oleografia: l’oleografia dell’intellettuale napoletano medio.

    • Pom Yao

      “Velardi è uno invischiato fino al midollo nel fallimento della classe dirigente di questo Paese”. E la cosa pazzesca è che questi adesso fanno pure i santoni e pontificano urbi et orbi!

      • Diego della Vega

        Non solo pontifica: questo insegna. E continuerà ad ammorbare l’aria per i prossimi 40 anni.

  • polytropos

    Se Velardi fosse stato milanese, l’espressione coniata sul Corsera da Maria Laura Rodotà per indicare i collaboratori di D’Alema forse avrebbe avuto un suono diverso. Ma siamo a Napoli, dove il PD è caduto a pezzi molto più velocemente del Collana di De Luca. E Velardi, che parla a DeLa perché DeMa intenda, è sempre un gran pezzo di Lothar.

  • Il Boemo

    Solo Velardi ci mancava, quello che ha preso soldi pubblici per fare il genio della comunicazione e poi fallire.

    • FredMor

      Credevo che non si potesse più scrivere nel cv di aver lavorato con D’Alema.

  • dadim

    A Velardi dà solo fastidio che a Napoli non si veda traccia della sua amata globalizzazione. Un tratto comune a tutti gli ex sessantottini e/o ex comunisti passati dal campo sovietico a quello atlantista, liberista e pro-globalizzazione. Ci si critica perché noi andiamo fieri della nostra peculiarità, della nostra ostinata diversità. Dobbiamo aprirci al mondo, certo, proprio per far vedere quanto siamo diversi, è quello che il nostro Sindaco sta facendo. Ed è per questo che ora i turisti a Napoli ci vengono e spendono, anche se a nero (ma è colpa dei napoletani se lo Stato non esiste da noi, caro Velardi?) e fanno girare la nostra disastrata economia. Sarà proprio il fatto che “il fallimento di de Magistris” ha riportato un po’ di soldi veri in città a dar fastidio al nostro post-comunista? O sarà il fatto che l’orgoglio identitario del nostro popolo non lascerà mai il posto ai mcdonald’s e agli starbucks degli “amici” americani? Io dico VIVA NAPOLI, VIVA DE LAURENTIIS, VIVA DE MAGISTRIS. E abbasso i sacerdoti “de sinistra” del global-liberismo USA alla Velardi.

    • guarda caro che le elezioni sono passate si può anche tornare alla realtà. Quella realtà che ci conferma che siamo una delle città più povere d’Europa e ultima in tutte le classifiche. E pure questo dei turisti è un bluff elettorale, se pensate che a Napoli ci siano turisti andate a vedere i numeri di Firenze, di Roma, di Venezia: Napoli è la 15ma città italiana per presenze turistiche nel 2015, quindicesima. Sulla nostra ostinata diversità calo un velo pietoso, la diversità di mettersi le magliette appezzottate.

      • FredMor

        E le cause di questa povertà dove le ricercheresti?

        • Venio Vanni

          Basta rileggere Velardi quando fa il passaggio dell’eticità del guadagno come unica vera morale….

          • FredMor

            Ma secondo te questo è il problema?

          • Venio Vanni

            Il problema è che c’è una mentalità cittadina trasversale (da Posillipo passando per vomero sanità materdei fino ad arrivare a San Juan a Tedouche) in cui non si riconosce il merito ma lo si invidia, lo si infanga e lo so denigra….

        • ISTAT. Togliendo i 25milioni di turisti a Roma (vabbe’ c’è il Papa), a Milano ne vanno quasi 12 milioni mentre a Napoli stiamo sparando i tricchi tracche per aver sfiorato i 3 milioni. Perfino Torino, quel cesso, fa il 25% più di noi. http://www.chiamamicitta.it/turismo-la-classifica-istat-delle-citta-italiane/

          • Diego della Vega

            Stai usando dati sbagliati per sostenere la tua posizione (tra l’altro il dato milanese è influenzato dall’Expo). Nei dati che riporti c’è solo il Comune di Napoli. Studia di più

          • io non ho questa abitudine di fare il truccare i dati e tu dovresti andarci più calmo a offendere. I dati “che riporto” sono dell’ISTAT, hai presente? E ci sono anche le località della provincia. In graduatoria c’è la sola Sorrento che sommata a Napoli (poi bisognerebbe credere che ogni turista che va a Sorrento si ferma anche a Napoli, vabbe’) sommata fa 5 milioni. Fai la stessa somma per Venezia (dove è difficile pensare che uno si va a fare una bella vacanza a San Vito al Tagliamento piuttosto che non ci vada a dormire perché a Venezia non trova posto). Sai quanto fa? Quasi 32 milioni.
            E allora, prima di dire che il tuo interlocutore trucca i dati, prima di invitare gli altri a studiare, almeno impara a fare le addizioni! Eccheccazz!

          • Diego della Vega

            Leggi bene. Che presunzione d’infallibilità e non t’inalberare. Offendi sempre tutti ma quando dici cavolate dovresti essere più umile. La tabella l’ho letta anche io scienziato. E ci sono tutte le altre. Addirittura Forio d’Ischia. Quindi chiedi scusa.

          • Se scorri fino in fondo ci trovi pure san Giovanni a Teduccio. Facciamo così: tutta la Campania va bene? OK fa 18 milioni.
            Veneto 63, Trentino 45, Toscana 44, Lombardia 38…
            Lo dici come se a non farebbe piacere di vedere la mia terra visitata da tanta gente. Fatevi infinocchiare dal sindaco.

          • Diego della Vega

            Ma scusa un attimo. Ragiona invece di sbraitare.Ci può stare che Firenze, Venezia e Roma abbiano più turisti di Napoli considerato che la città è “complicata” e che siamo in Italia dove di posti belli ce ne sono a decine. Ma in tutte le graduatorie del 2016 Napoli si pone tra il quarto e il quinto posto tra le città d’arte, tra l’altro con un trend in buona crescita percentuale ad esempio rispetto a Roma che perde turisti. Io non mi faccio infinocchiare da nessuno. Negli ultimi mesi il turismo in città è ripartito, lo hanno visto tutti, bastava farsi un giro per capirlo. Che senso ha negare una cosa sotto gli occhi di tutti? Non capisco. Napoli ha un potenziale turistico immenso forse inferiore solo a Roma e Venezia. È una città che si vende da sola e che deve essere solo “ottimizzata” per aumentare l’accoglienza. Quelle considerazioni sui pezzenti e le magliette non hanno senso. Nessun senso.

      • dadim

        Hai preso quelle del 2015 sperando che non ti spiattellassi in faccia quelle del 2016? Godi pure quanto vuoi per il malessere della tua gente, il mio suggerimento, invece di rimanere nella tua stanzetta a deglutire un maalox dopo l’altro, te lo faccio recapitare dal grande Troisi: “jesc, tuocc’ e’ femmn’, và a rubbà!”

        Repubblica ti va bene o troppo populisti?
        http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/07/21/news/turismo_a_napoli_in_crescita_costante_piu_8_per_cento-144593461/

        • Ma sai leggere quello che posti? Capisci ciò che leggi?
          Io ci vorrei dire a Velardi che qua non sappiamo nemmeno leggere e scrivere, come dobbiamo guardare al mondo. Ma al massimo possiamo guardare a San Giovanni a Teduccio.

          • dadim

            Ho capito benissimo che mi hai postato una statistica precedente solo per dare supporto alla TUA personalissima idea di come stiano andando le cose. In merito a questo, il suggerimento nel mio precedente commento potrebbe aiutarti a vedere le cose diversamente. Liberissimo di non prenderlo in considerazione comunque, se preferisci il calduccio della tua stanzetta e le confortanti carezze cerebrali dei media mainstream.

          • Ascolta, te lo spiegherò una sola volta, ok? Ho postato le 2015 perché quelle 2016 non sono ancora disponibili. Infatti le tue sono di metà anno 2016. Ma non è nemmeno questo il problema, il fatto è che le tue sono Napoli su Napoli (poi Velardi ha torto). Cioè dicono che il dato tendenziale è migliorativo.
            Io invece ho parlato in termini nazionali, ok? Ci siamo? Questo significa che se le tendenze 2016 saranno confermate (se) passeremo dal 15mo posto al 14mo. Forse agguanteremo Torino al 13mo. È chiaro? Mo’ se per te essere al 13mo posto (forse) con quel “poco” che teniamo è un successo, sta bene così.
            Per me non lo è. Spero sia chiaro.

      • cave canem

        Interessante. E di chi sarebbe la colpa di questi mali di Napoli?
        Del popolo che “non si rimbocca le maniche” e getta le carte a terra? Di De Magistris?
        Io non sono di Napoli ma questo istinto intellettualoide di autofustigarsi non lo capisco.
        Oppure dobbiamo dare retta alle chiacchiere del solito intellettuale trasformista, piccolo-borghese e giullare del potere?
        Se proprio vogliamo intavolare una discussione seria su certi temi, dobbiamo partire da 150 anni fa. Tutto quello che viene dopo ne è la necessaria conseguenza.

        • Sulle cause sono più che d’accordo con te. Però è un’altra discussione.

          • cave canem

            Mi dispiace, ma la discussione è solo ed esclusivamente quella.
            Lo scarso senso civico, la tendenza al ladrocinio di tanti, l’indolenza dei napoletani, l’estorsione del parcheggiatore abusivo ci fanno istintivamente disapprovare questa “civiltà”.
            Che dire poi se la paragoniamo al senso civico, alla laboriosità del tedesco. Sai quanti ne ho sentito di meridionali dire che quello “è tutto un altro mondo”.
            Sì, ma non sono la Merkel, la deutche Bank e il loro cerchio magico a renderci ogni giorno più “pezzenti”, comprando il nostro debito pubblico e arricchendosi alle nostre spalle, adesso (almeno per il momento) che non possono utilizzare altri mezzi di dominio più spicci.
            Insomma, lo straccione per strada ci infastidisce. Il burocrate che ci toglie anche il futuro, utilizzando una tastiera nel suo asettico e ordinato ufficio, comunque non ci infastidisce per strada.

          • guarda che hai proprio sbagliato palazzo. Modestamente ho i mezzi intellettuali e culturali per approvare e amare questa civiltà (senza virgolette) e anche una passione che mi fa vivere con dolore la mia condizione di emigrante.
            Non capisco come mai dall’asteca si va a finire sempre alla finestra.

      • Diego della Vega

        I dati sul turismo che riporti sono sbagliati perché considerano SOLO il comune di Napoli. Non c’è Sorrento, Ischia, Pompei. La nostra “diversità” non deve essere certificata da nessuno. Esiste come dato di fatto. Deve essere solo sfruttata meglio. Sulla povertà, che c’è da decenni, ci sarebbe però molto da dire: quando mio figlio frequentava una scuola posillipina ricordo perfettamente i tanti ragazzini accompagnati dalle governanti filippine o da padri in Porsche e BMW. Eppure in una classe di 25 bambini io, dipendente e senza SUV, ero insieme ad altri 4 l’unico che pagava la retta piena per il servizio mensa. Addirittura Il figlio di un noto professionista, che aveva tre badanti per due bambini, pagava zero perché il padre dichiarava meno di 5mils euro l’anno. Ecco chi sono i veri pezzenti parassiti. Quelli che sfruttano la comunità evadendo le tasse.

        • Quelli che sfruttano la comunità evadendo le tasse sono un altro paio di maniche. Si riesce a fare una discussione tenendosi sull’argomento?

          • Diego della Vega

            Ho menzionato le tasse in risposta alla tua sparata qualunquista sui pezzenti e le magliette. A Napoli c’è tantissima gente che risulta nullatenente ma che nasconde milioni al fisco.

          • ma che c’entra? bah!

    • Venio Vanni

      Mai lette tante debbenaggini una dietro l’altra una certificazione di stupidità… De Magistris è espressione di una città disastrata incapace di competere con qualsiasi realtà. Napoli è una città fallita senza avere industrie. Napoli dovrebbe essere dimenticata. Naples 44 è 70 anni fa… è bellissimo vedere com’eravamo. È bruttissimo vedere come siamo… Quest’imbecille parla di DeMa. Un pusillanime Masaniello che parla alla pancia dei Napoletani e intanto ingrassa insieme al fratello ed alla Parente assessore solo per tragedie familiari, non certo per meriti personali…

      • drnice

        fosse per te staremo con gli amici di cosentino. ho detto tutto.

        • Venio Vanni

          Ma studia la storia e leggi le sentenze… Non ti affidare al sentito dire….

          • drnice

            conosco la prima e mi interessano le seconde. non mi affido mai all’aria che tira. constato.

          • Venio Vanni

            Allora puoi constatare che il peso dei primi era nettamente più rilevante dei secondi e delle stelline

          • drnice

            questa è la tua rispettabile ma opinabile opinione.
            ca va san dire.

          • Venio Vanni

            opinabilità delle opinioni è nella parola stessa…

  • Venio Vanni

    Non c’è nulla da fare quando qualcuno si permette, non di criticare la città, bensì invita la città a non guardare solo a se stessa ecco una massa di commenti che dimostrano come la città sia arretrata e culturalmente limitata…

    • Antonio Baiano

      concordo…

      • Venio Vanni

        grazie. almeno uno che non mi detesta

        • ma no, dai, io ti voglio bene. Stasera sei impegnato?

          • Venio Vanni

            😂😂😂😂

    • cave canem

      Giusto. Facciamoci fustigare, oltre che da Velardi, che so, da Bassolino, da Cirino Pomicino, dalla Russo Jervolino, da Feltri, da Romeo e da altre centinaia di simili intelletti….., tutti personaggi di alta levatura morale e poi cospargiamoci il capo di cenere.
      E poi, su questo sito, c’imbattiamo spesso nella prosa autorevole del Rettore dei Rettori, anche lui uomo di mondo come Velardi, che non si formalizza mai sul dovere morale della coerenza ma ha tante cose da insegnare al colto e all’inclita, che spaziano dalla matematica teorica al pallone.

      • Venio Vanni

        Ma l’azzeramento della classe politica, come avvenne nel 1992, ha portato benefici? Ha portato i 5stelle i demagistris quesiti caudillos da 4 soldi che mirano solo al mantenimento del proprio potere. Non certo ad un miglioramento del senso civico o delle politiche economiche. Almeno con Pomicino, Craxi, Iervolino e Bassolino un ragionamento ed una weltanshaaung che andasse oltre la retorica di POPOLO si poteva fare. Con quest’imbecille di DeMa si parla solo di demenze.

        • polytropos

          “Weltanschauung”, se proprio vuole esibire una cultura che evidentemente non ha.

          • Venio Vanni

            Si ma i tuoi contenuti quali sono? L’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare….

  • Il Boemo
  • Mario Pansera

    “Mentre secondo me guadagnare è l’unica attività morale possibile. Sì, morale. Perché senza soldi, il mondo non va avanti, non progredisce” …chiamatemi criticone ma io penso che questa sia una maniera di vedere il mondo veramente miserabile

    • perciò siamo una città pezzente popolata da pezzenti.

      • FredMor

        Tu dove vivi?

      • Mario Pansera

        Azzo poi so io quello che offende..

        • sono dati ufficiali, non opinioni. Dai che lo sai benissimo.

          • Mario Pansera

            Che centra? Io so pure d’accordo su quello che dice sui selfie.. ma sta sparata della moralita nel fare i soldi e proprio un segnale di miseria intellettuale tremenda. Cioe in pratica la mia compagna che cambia il pannolina a mia figlia non producendi soldi non contribuisce al progresso… un miserabile nel profondo

          • Ripeto: sono dati, aritmetica, non c’è offesa né ironia nei numeri.

          • Mario Pansera

            ?! Chist pigl ‘o cazz pa banca ‘e l’acqua…

          • che significa?

      • FredMor

        Certo, è per commenti come questo che a Napoli non si investe.

      • Aureliovattene

        Tu sei il portabandiera?

      • cave canem

        Qualcuno ti ha rigato l’auto?

        • Aureliovattene

          No è caduto seggiolone quando era piccolo. Cos e nient.

    • Diego della Vega

      Un uomo per bene dovrebbe dire “Senza idee il mondo non va avanti. Poi le buone idee portano anche soldi”. Ma oramai ciò che contraddistingue questi personaggi è l’avidità, la rapacità e soprattutto la faccia di bronzo. Questo tizio insegna pure all’università. Che triste arroganza.

  • Aureliovattene

    Beati voi che avete tutto questo tempo per parlare di calcio.
    Chiamatelo come volete ma mettetevi in testa che con lui non si vince punto.
    E questo non dovuto è una mancanza di fondi per fare ulteriori investimenti, (non a caso giorni fa ha detto che sarebbe disposto a comprare un’altra squadra..azz),
    ma di non essere tifosi della propria squadra.
    Oggi con il minimo sforzo ci guadagna. Il suo scudetto l’ha già vinto.
    Capito Massimiliano Gallo?
    P.s Cancellami ancora i post mi raccomando. Poi ti lamenti se qualcuno ti etichetta al servizio del padrone?

  • marco bonfitto

    Per la prima volta sottoscrivo le parole di ADL una ad una.Velardi con le sue parole ha confermato perché in Italia la sinistra non vincerà mai.E ‘ lui a specchiarsi beatamente nella sinistra bassoliniana che ha cercato di vendere una Napoli nuova.Io c’ero quegli anni in città e essendo non napoletano ho ben percepito la fuffa che veniva venduta a mezzo stampa.A differenza oggi a Napoli vedo una città viva accogliente piena di input culturali diversi.poi ricordando le parole di Lello Arena in ” no grazie il caffè mi rende nervoso ” direi a Velardi: ma che vi ha fatto un male a pizza e o mandulin? ??

    • cave canem

      Facciamo un tacito accordo tra di noi che “in quegli anni c’eravamo”: non usiamo più la parola “sinistra”, che ormai ha assunto una connotazione sinistra da quando se ne sono impossessati i vari Velardi, i vari Napolitano e i vari Renzi. Lasciamogliela a loro almeno per una generazione.

    • Diego della Vega

      Velardi è passato da D’Alema alla Polverini con la stessa leggerezza con cui Merdain è passato da Napoli agli smerdj. E adesso ci spiega la vita. Anzi “lobbying”. Personalmente quando leggo le dichiarazioni di certi personaggi sento solo puzza di corpo putrefatto.

      • giancarlo percuoco

        li scelgono pure con cura e li propongono come “avanguardia culturale”.

  • cave canem

    Velardi, il classico intellettuale italiano à la carte, che fa il moralista sul mondo mettendone a nudo le vergogne, ma non si cura della sua ombra che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro (E. Montale). Che nasconde il suo camaleontismo trasformista distribuendo bacchettate sulle dita altrui.
    Da consigliere di Bassolino a galoppino di Polverini: l’itinerario triste dell’intellettuale cosiddetto di sinistra.

  • Fernando

    La cifra dell’intervista è: tiene un corso di Lobbying e comunicazione alla Luiss.
    Il resto è fuffa, mi spiace che Gallo lo lasci parlare senza contraddittorio. Ma vabbe…Velardi in fondo fa parte della cartolina…

  • K.

    Velardi ha perfettamente ragione. La reazione scomposta e infantile dei commenti ne è ulteriore conferma. Non c’è niente di più insopportabile della retorica autoreferenziale e consolatoria del napoletano che fa il napoletano, beandosi, o di una città che si specchia in sé stessa. Da questo punto di vista, De Magistris è il sindaco perfetto. Per restare ancorati al peggio.

  • Attimo Fuggente

    Splendida idea sentire la saggia ed obiettiva opinione di un servo di partito,lacchè di Bassolino e ora di Renzi, nato ,cresciuto e pasciuto nel partito che ha distrutto Napoli,lasciando un miliardo e mezzo di debiti ,850 milioni di disavanzo in bilancio e un oceano di immondizia.

    • mo’ prima di esercitare la libertà di opinione chiediamo il permesso a te, scusa tanto.

      • Edoardo

        No, ma tu non puoi essere un uomo in carne ed ossa, non puoi essere vero.. tu sei un algoritmo che si attiva in loop a difesa della linea della testata, con spirito critico radicalmente azzerato, a prescindere dalla tesi dibattuta! Non prendertela, ma perdi di qualunque credibilitá.

        • Amico mio, cosa c’entra la testata? Io parlo di democrazia e diritti umani, contro il neofascismo arancione di Attimo (non) Fuggente. Stabilire chi ha il diritto di parlare e chi no, valutare una opinione in base all’amicizia o meno con chi la esprime, sono schemi di pensiero che non dovrebbero appartenerci nel 2017.
          A lui lo giustifico perché è un galoppino del sindaco mandato a presidiare questo spazio. Da te mi aspetto una maggiore consapevolezza.

          • Edoardo

            Va bene tutto, ma guardare nostalgicamente all’epopea bassoliniana non è un esercizio credibile di libero pensiero. Se anche non fosse stato il disastroso amministratore che tutti ricordiamo, Bassolino rappresenterebbe comunque il passato. Guardiamo avanti, ragazzi!

          • Attimo Fuggente

            Come sarebbe, va bene tutto ?Un troll che sta quì dalla mattina alla sera a fare il cane da guardia ,servo dei servi del padrone,a censurare, molestare, deridere chiunque non la pensi come gli articolisti,mi chiama galoppino del sindaco (o di Sarri o dei tifosi ecc. a seconda delle circostanze) e a te sta bene ?

    • Diego della Vega

      Invece è opportuno sentire questi personaggi. Bisogna sentire quello che dicono, per ricordarsi i motivi dello sfascio. Quello che non dovrebbe essere accettato è farli parlare senza nemmeno una domanda scomoda, come se si stesse intervistando un tronista o una velina. Anche questo è usuale: giornalisti che per non infastidire l’intervistato, li “accarezzano” con domande francamente imbarazzanti.

  • drnice

    velardi è un napoletano che ha rinnegato la sua città, la sua cultura per sposarne un’altra. è simpatizzante della roma e si percepisce dalle sue parole. da uno come lui non abbiamo niente da imparare. e non ne abbiamo nemmeno la voglia di starlo a sentire. ha ragione diego della vega. su tutta la linea.

    • Jacopo Carrucci

      ancora con la storia che la fede sportiva indirizza il dna? Roba da seconda media proprio

      • drnice

        in verità è l’opposto. almeno dovrebbe essere così. velardi fa eccezione. e non solo in questa cosa.
        imho.

  • Marazola
  • Attimo Fuggente

    Velardi:”La verità è che i papponi sono quelli che l’altra sera, e non
    solo, erano in tribuna d’onore col biglietto gratuito ad assistere alla
    partita”.Infatti Il ministro Lotti,suo amico e collega renziano gli ha detto che andava alla partita https://uploads.disquscdn.com/images/52512d0b51d3c70cc5ea8eacc0d786d681eecfb93e22c9310a056b393a6df773.jpg

  • Tifoso

    Molto bravo velardi.Uno dei pochi evoluti in questa città allo sfascio perenne.Un giornale che dedica 10 pagine a una partita solo un giornale provinciale di una città di quarto ordine poteva farle.Non parliamo poi di AdL che per ritrovare un po’ di sintonia con i tifosi deve dire cose a cui non crede neanche lui.Il nord i giornali ecc e infatti gli sono andati dietro la maggior parte salvo poi insultarlo di nuovo alla prossima uscita dello stadio piccolo o qualcosa da altro

    • Jacopo Carrucci

      pensa che spasso se i dati sulla qualità della vita li stilasse un giornale come La Sicilia o la Gazzetta del Mezzogiorno. Ovviamente staremmo sempre in fondo. Fiaterebbe qualcuno? ah voja

  • michele o pazzo

    Molte delle riflessioni fatte sono condivisibili, al di là delle riserve legittime sull’onestà intellettuale di chi le esprime.
    Qua tutti siamo napoletani, orgogliosi di esserlo (almeno spero), però ciò non toglie che la nostra città ha delle innegabili criticità.
    Queste criticità non saranno esclusivamente per colpe nostre o di de magistris, ma noi, sindaco in testa, non possiamo certamente chiamarci fuori e fare le vittime.
    Ammetterlo è utile a migliorarci o chi lo fa deve essere etichettato con l’infamia di chi rema contro?
    Tra l’orgoglio e l’identitarismo che sfocia nel settarismo c’è una differenza che, temo, sfugga alla vulgata che va attualmente per la maggiore. Non è un problema solo napoletano, ma qui è particolarmente evidente ed è un andazzo che, personalmente, non mi piace neanche un po’.
    Artisti che tutti abbiamo amato come i compianti Daniele e Troisi interpretavano bene un sentimento di critica feroce, arrabbiata alle nostre distorsioni, al rifugio nei luoghi comuni, eppure, contemporaneamente avevano un orgoglio e un amore per la propria terra al di sopra di ogni sospetto. Oggi, invece, sembra che questi due aspetti non possano più convivere…

  • Jacopo Carrucci

    Guardate anche un po’ la luna e non solo il dito (l’intervistato): il primo periodo di Bassolino fu davvero negli anni ’90 l’unico tentativo di andare oltre Caianiello. Adesso ci parliamo addosso. Ah però ci sono i turisti a Pasqua e Natale, giusto.

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