Leonardo Pavoletti è del Napoli: il senso di questo acquisto e cosa può dare a Sarri

Analisi tattica e non solo del nuovo centravanti del Napoli. Il suo ruolo nei meccanismi di Sarri, l’alternativa che può rappresentare per Milik e per il gioco della squadra.

Leonardo Pavoletti è del Napoli: il senso di questo acquisto e cosa può dare a Sarri

Pavoletti, per noi

Ci avevamo fatto la bocca, nel senso che ormai lo sapevamo già. Leonardo Pavoletti è il nuovo centravanti del Napoli, il famoso “attaccante di peso” mancato da agosto ad ora. Sui nostri canali social, questa mattina, abbiamo ricondiviso un pezzo scritto il 14 dicembre in cui si parlava di questa operazione. La davamo già per fatta. La giudicavamo giusta fin quando fosse stata avallata da Sarri. Scrivevamo così:

Calcisticamente, Pavoletti è più un calciatore “di rabbia”. Intendiamo fisico, sportellate, capacità di occupare e difendere lo spazio e lo spazio del proprio controllo di palla. Per dirla con termini enfatici, un centravanti del passato perfettamente calato nel presente.

Dal punto di vista strettamente tecnico e tattico, l’upgrade rispetto a Gabbiadini dovrebbe essere netto. Non perché la qualità sia così alta, anzi – confermiamo la nostra visione iniziale -, ma per una questione di aderenza. Il fatto che sia quasi a costo zero, considerando il quasi certo addio dell’ex Sampdoria, mitiga un po’ quelle che sono le (solite) perplessità sparse dei tifosi azzurri su questa operazione. Che poi, sono un po’ anche le nostre, solo che differiscono nella concezione iniziale. Pavoletti è poco, per una certa parte dei tifosi, perché ci vuole da Kalinic in su. Pavoletti potrebbe essere “poco”, per noi, a livello di prospettiva futura, di crescita dell’organico.

Quindi, ben venga Pavoletti se Pavoletti è stato voluto da Sarri. Ben venga anche se, magari, i soldi di Gabbiadini potevano attirare un altro giovane alla Milik, un calciatore dal pedigree internazionale importante ma comunque con un margine di crescita più ampio.

De Laurentiis contro De Laurentiis

La nostra visione di questo acquisto, in prima istanza, analizza la distanza tra l’idealtipo di acquisto “secondo De Laurentiis”, quindi secondo il Napoli. Pavoletti ha 28 anni, è un calciatore nel pieno della maturità agonistica e quindi impossibilitato a grandi miglioramenti. O che, almeno, dovrebbe aver già raggiunto l’apice delle sue prestazioni. Certo, esistono nel passato precedenti di attaccanti esplosi a questa età, uno per tutti Diego Milito (anche lui, curiosamente, “scoperto” dal Genoa). Ma sono eccezioni, non la regola. Come è stata un’eccezione Pavoletti, un fuori tema rispetto a una campagna trasferimenti estiva tutta improntata all’upgrade giovane della rosa. Alla crescita dell’organico in prospettiva futura.

Il campo (ovvero Sarri)

Poi, c’è il lato tecnico. Qui, siamo un po’ più tranquilli. Intanto, perché la narrazione (leggenda) comune sostiene che sia stato proprio Sarri a chiedere a gran voce l’acquisto di Pavoletti. Noi crediamo a questa tesi, anzi la sposiamo appieno: difficile che un allenatore sia realmente poco presente sul mercato, tanto da non esprimere alcuna opinione sugli eventuali obiettivi di un diesse. Soprattutto quando lo stesso allenatore applica un e pratica un gioco tanto strutturato e organico. Quindi, ci fidiamo di questi rumors e quindi ci fidiamo di Sarri.

Il campo/2 (ovvero Pavoletti)

E poi, ci fidiamo di Pavoletti. Nel senso di una aderenza reale, non solo “sperata”, alle dinamiche di gioco del Napoli. Le caratteristiche che Sarri richiede al suo centravanti 2.0, quello del post-Higuain, sono presenza e partecipazione nella costruzione del gioco. Ovvero, non il magistero tecnico di Higuain, ma la capacità di far salire la squadra in senso armonico, aggregativo. Fosse anche elementare, ma attraverso lo smistamento, il movimento a pendolo nel chiedere di giocare il pallone, nella protezione del possesso.

E poi, dopo tutto questo, il lavoro da terminale offensivo. Un lavoro differente da quello di Gabbiadini, e qui l’assoluta o comunque visibile mancanza di comunicazione tra Manolo e la sua squadra. Se l’ex Sampdoria tendeva a nascondersi dietro la linea difensiva, sul filo del fuorigioco, ed esprimeva solo raramente le sue qualità al servizio della manovra offensiva, in posizione di playmaker d’attacco, Pavoletti è più presente nel contatto corpo a corpo coi difensori. Più come Milik, per intenderci.

In più, con la skills che nel polacco non siamo riusciti a verificare (per mancanza di tempo): la propensione all’attacco dell’area di rigore in acrobazia o comunque attraverso inserimento centrale. I gol e le migliori giocate di Milik nascono attraverso altre dinamiche, più partecipative: l’inserimento da dietro e il tiro da fuori col Bologna, i tre colpi di testa contro Milan e Dinamo Kiev. Più un gol da centravanti d’area, il primo contro il Milan, e il calcio di rigore contro il Benfica. Manca un gol da attacco della profondità su palla laterale, la caratteristica migliore del Pavoletti visto a Genova.

Variazione

L’attaccante ex Varese e Sassuolo offre quindi un’alternativa valida non solo a Milik, ma a tutto il gioco d’attacco del Napoli. Confermiamo la nostra valutazione sul senso dell’acquisto, magari avremmo preferito una scommessa straniera dall’abilità potenziale più alta nel tempo. Ma, allo stesso tempo, siamo certi che il miglioramento (tattico) rispetto a Gabbiadini sia praticamente certo. Facciamo ancora autocitazione, prendendo una frase scritta il 14 dicembre e che riprende l’ultimo concetto dietro questa operazione di mercato.

Era possibile pensare a qualcosa di meglio, che però non è facile trovare a gennaio. Va riconosciuto anche questo, al Napoli. Che ha preso il miglior profilo disponibile sul mercato italiano, pur con tutte le incertezze di questa condizione.

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TERMINI E CONDIZIONI
  • Marazola

    operazione intelligente se pensiamo che entreranno dai 20 ai 25 milioni di euro per gabbiadini e ne escono 13-15 per pavoletti

    • Sottoscrivo

    • rudykrol

      25 mln per Gabbiadini mi sembrano un po’ eccessivi. Secondo me sta sui 18-20. Se si riuscisse a vendere a 25, a quel punto darei ragione al Napolista quando disse che a Wall Street acclamerebbero ADL.

      • Mauri Franksson

        Le voci sullo Stoke (28 milioni!) mi lasciano allibito. Sarebbe l’ennesima dimostrazione che in premiership i soldi si buttano.

        • Snafuz!

          Solitamente gli affari li fanno sempre gli altri con noi…quindi credo che, alla fine, Gabbiadini lo dovremo svendere se vogliamo liberarcene…per svendere intendo prendere dalla cessione gli stessi soldi che abbiamo speso per Pavoletti (15/18 milioni)…se poi lo Stoke vuole fare questa follia che dire: Stokazz!

    • Forzanuova

      Macchè operazione intelligente…
      Vendere Higuain e Gabbiadini per prendere Pavoletti e Milik è di una presa per il sedere mondiale!!
      Ciak si gira: l’obiettivo piazzamento pure quest’anno non ci sfuggiarà. Foooorse!!!….(se tutto andrà bene)

      • Marazola

        Intendevo intelligente tra pavoletti e gabbiadini ovvio che se vuoi vincere subito nn cedi Higuain nn è mai un affare prendere milik e aspettare che esploda x rivenderlo nn può esserlo

        • Venio Vanni

          Higuaín non è stato ceduto. Higuaín ha trovato una squadra che lo ha liberato da una realtà depressa che non vince mai nella quale i tifosi credono di avere l’allure del Real o del Barcellona…

  • Toti Pianese

    Operazione intelligente se pensiamo che se ne va quel morto di Gabbiadini! Che porta anche sfiga!

  • dino ricciardi

    Non lo conoscevo bene ed ho approfondito vedendo dei filmati,in particolare uno con tutti i suoi gol in tutte le categorie e sono rimasto piacevolmente sorpreso.
    Gran fisico,fortissimo di testa,bravo di sponda,attacca la profondità,agonisticamente cattivo,insomma bel animale….sembra anche molto umile e con fame.
    E poi se l’ha voluto il Mister sono tranquillo….

  • Francesco Sisto

    Mi gioco quello che volere che questo segna una caterva di goal.
    Con lui, ed il ritorno di Milik, avremo un attacco pesante, da poter sfruttare, all’occasione, con un 4-4-2, vista anche la batteria di centrocampisti che ci ritroviamo.
    Mi intriga mokto Una formazione con Allan, Zielinski, Diawara ed Hamsik, a supporto della coppia Milik-Pavoletti, dinamismo, geonwtries e tecnica a centrocampo, peso in avanti.

    • dino ricciardi

      Nel mio 4 4 2 metterei come centrali, uno con doti di incontrista(Diawara) e l’altro regista(Hamsik) e due centrocampisti di fascia come Callejon e Insigne bravi a mettere cross per le due punte e a farlo diventare un 4 2 4 …..anche se nei due a schermo della difesa sarebbero piu indicati Allan e Diawara

      • Francesco Sisto

        Sarebbe troppo sbilanciata in avanti, guida Hamsik non è che sia un fenomeno da incontrista, si avrebbe praticamente il solo Diawara ad arginare il centrocampo avversario.
        Per sostenere 2 punte pure come il polacco e Psvoletti ci vuole un centrocampo di lotta e di governo

        • Raffaele Sannino

          Nelle partite casalinghe, contro undici uomini arroccati negli ultimi 40 metri, il 424 si potrebbe provare.

          • dino ricciardi

            concordo con te,non abbiamo due centrali da 4 4 2 e sarebbe solo in caso di necessità quando non riusciamo a sbloccare il risultato in casa con squadre molto chiuse.

          • Francesco Sisto

            E vero, però dobbiamo sempre state attenti al contropiede, e non rimanere fregati, come col Sassuolo.
            A quel punto proverei un 4-3-1-2, con Callejon molto arretrato, ed Insigne (o Mertens) dietro ai 2 centravanti .
            Comunques abbiamo un infinita di possibilità tattiche,nel futuro prossimo ci divertiremo moltissimo.

        • dino ricciardi

          infatti ti ho scritto che sarebbero piu indicati Diawara e Allan come centrali anche se per caratteristiche non abbiamo propriamente due centrali da 4 4 2

  • Luca Salmieri

    prima sezione:
    Sono in generale molto felice che il Napoli abbia acquistato una seconda prima punta. Lo sono per due motivi: il primo è che nessuna squadra può permettersi il lusso di affrontare tre competizioni avendo una sola prima punta (grave errore del calciomercato del Napoli di questa estate, quando dopo diverse prove contrarie e contro qualsiasi evidenza si era continuato a credere a Gabbiadini come punta centrale). Da questo punto di vista, se Gennaio è il mercato della riparazione, il Napoli ha riparato. Il secondo motivo è che questa seconda punta – Pavoletti – dal punto di vista caratteriale e umano è un tipo molto interessante. (Si vedano ad esempio: http://www.concretamentesassuolo.it/leonardo-pavoletti-carattere-e-determinazione-per-non-mollare-mai/ oppure http://www.rivistaundici.com/2016/01/20/swinging-pavoletti/).
    Detto questo ci andrei molto cauto rispetto all’entusiasmo mostrato da Il Napolista: non solo e non tanto per la vecchia ma sempre validissima legge che alla fine sarà sempre il campo a dire se si è trattato di un ottimo acquisto, ma per una serie di considerazioni che il Napolista fa sparire dal ventaglio dei pro e dei contro che invece devono sempre accompagnare la pre-valutazione di un nuovo arrivo. Allora vediamo come stanno le cose (naturalmente da un punto di vista moooolto soggettivo).

    • Luca Salmieri

      seconda sezione:
      Il Napolista scrive: Calcisticamente, Pavoletti è più un calciatore “di rabbia”. Intendiamo fisico, sportellate, capacità di occupare e difendere lo spazio e lo spazio del proprio controllo di palla. Per dirla con termini enfatici, un centravanti del passato perfettamente calato nel presente.
      Che Pavoletti abbia forza fisica è fuori discussione, ma che sia molto bravo a crearsi lo spazio del proprio controllo palla è una bugia. A Genoa la forza fisica di Pavoletti era utilizzata per far risalire il campo alla squadra, specialmente ai tempi di Gasperini. In questo aspetto, Pavoletti è uno dei migliori in assoluto a vincere duelli aerei, ma palla a terra è uno degli attaccanti con più palle perse. Ora giocherà nel Napoli, una delle squadre che lancia meno lungo in Serie A: il Napoli risale il campo sempre attraverso i famosi due tocchi o di prima, dalla difesa, sino all’attacco senza saltare nessuna linea posizionale. Sarri non rinuncerà certo a questo tipo di gioco per facilitare l’entrata di Pavoletti: non lo ha fatto per Gabbiadini, non lo farebbe per nessuno, figuriamoci per un nuovo arrivo che ha la funzione principale di tappare il buco prima del pieno reintegro in campo di Milik

      • Luca Salmieri

        terza sezione:
        Il fatto che sia quasi a costo zero, considerando il quasi certo addio dell’ex Sampdoria, mitiga un po’ quelle che sono le (solite) perplessità sparse dei tifosi azzurri su questa operazione. Che poi, sono un po’ anche le nostre, solo che differiscono nella concezione iniziale.
        Pavoletti non è affatto a costo zero: intanto perché prima che la cessione di Gabbiadini diventi reale, non sappiamo a quanto sarà venduto e secondo perché 15 milioni per un ragazzo di 28 anni, esploso solo un anno fa, pone non pochi dubbi sulla cifra investita per lui.
        Pavoletti è poco, per una certa parte dei tifosi, perché ci vuole da Kalinic in su. Pavoletti potrebbe essere “poco”, per noi, a livello di prospettiva futura, di crescita dell’organico.
        Anche questa è una maniera distorta di presentare i dubbi di alcuni tifosi: solo qualche amante delle figurine può aver pensato a Kalinic quando abbiamo già fatto un investimento vicino ai 40 milioni per Milik. Semmai i dubbi di alcuni tifosi possono meglio essere espressi in questa sintesi: vale la pena investire 15 milioni a Gennaio per una ragazzo di già 28 anni, dalla muscolatura molto fragile, che esce da un infortunio (distorsione, diversa dai costanti guai muscolari di cui soffre Pavoletti) per tappare un buco di 2 mesi massimo (forse meno) quando forse e ripeto forse sarebbe stato più conveniente optare per un prestito o un investimento ampiamente più ridotto e un contratto molto più breve per qualcuno che a Giugno prossimo, in caso di insuccesso, avremmo potuto mandare via per dedicarci con calma (e con un ventaglio di scelte più ampio) alla ricerca della seconda punta del Napoli? Si dirà che non c’erano alternative. Beh, è una risposta che non tiene conto del fatto che noi non stiamo nella mente di Giuntoli e non abbiamo le capacità che ha lui di sondare società e calciatori. Se sono riusciti a convincere Preziosi a suon di milioni, Giuntoli e Aurelio non avrebbero avuto difficoltà a convincere qualche altra società (magari anche in Europa) a prendere un attaccante di riserva, magari leggermente più anziano, verso fine carriera, ma ancora in grado di buttarla dentro quando chiamato dalla panchina.

        • Luca Salmieri

          quarta sezione:
          Il campo (ovvero Sarri). Poi, c’è il lato tecnico. Qui, siamo un po’ più tranquilli. Intanto, perché la narrazione (leggenda) comune sostiene che sia stato proprio Sarri a chiedere a gran voce l’acquisto di Pavoletti. Noi crediamo a questa tesi, anzi la sposiamo appieno: difficile che un allenatore sia realmente poco presente sul mercato, tanto da non esprimere alcuna opinione sugli eventuali obiettivi di un diesse.
          E qui arriviamo alla tesi più virtuale di tutte le tesi. Pavoletti voluto da Sarri. Zero fonti, zero prove, zero indizi. Anzi se dobbiamo parlare di indizi non possiamo non prendere in considerazione una serie di questi: il giovane Grassi rispedito a Bergamo perché Sarri gli ha concesso zero minuti; Sarri che a fine mercato estivo dichiara «se Manolo vuole restare mi va bene, se Manolo vuole andare mi va bene uguale». Penso sia innegabile che Mister Sarri non faccia le liste di nozze. Si adegua, il che è diverso. Sarri è stato preso da Aurelio ANCHE per avere qualcuno che non fa il mercato della rosa, ma ne aumenta il valore aggiunto. Sarri non mette bocca, al massimo annuisce. Ovviamente non abbiamo prove schiaccianti in tal senso. Ma mi dite quali sono le prove schiaccianti della tesi opposta??? Zero.
          Si parla poi giustamente del miglioramento tattico rispetto a Gabbiadini. Ora dato che Manolo non è una prima punta e da prima punta ha dimostrato di avere enormi difficoltà, persino nei basilari, non ci vuole molto a fare meglio di Manolo: basta appunto essere una prima punta e Pavoletti lo è senz’altro. Di qui a sostenere, come si fa nell’articolo, che sia adeguato al gioco di Sarri ce ne passa: infatti, Pavoletti ha grossi problemi quando deve toccare il pallone: un limite difficile da aggirare per un giocatore così coinvolto nel gioco a muro. Nel Genoa spesso veniva lanciato direttamente dai difensori che lo impegnavano in un gioco di sponda in cui non si è dimostrato sempre preciso. «Pavoletti ha dei limiti tecnici talmente evidenti che a volte sembra muoversi come un difensore spostato in attacco, non ha la sensibilità per toccare il pallone con altre parti del piede che non siano il piatto e deve applicare la massima intensità mentale anche nello scarico più elementare. La poca pulizia tecnica lo rende ulteriormente lento, rallentando i tempi di gioco. Quando azzarda una giocata più complessa i risultati sono il più delle volte disastrosi». Ancora: «i problemi tecnici si accentuano ulteriormente fuori dalla sua zona di confort: quando Pavoletti deve allargarsi sulle fasce o puntare la porta in zona centrale in conduzione, i limiti diventano quasi imbarazzanti» ( (cit: http://www.ultimouomo.com/pavoletti-prendere-o-lasciare/).
          Ora non fraintendetemi, Pavoletti è un signor attaccante, ma i suoi punti di forza sono i duelli aerei, le spizzate per far risalire la squadra e soprattutto goal acrobatici, spettacolari, di forza, di rabbia, di atleticità nell’area di rigore. Questa caratteristiche ci saranno sicuramente utili, prima che torni Milik e quando con Milik a ¾ di partita andati, ci servirà segnare con ogni mezzo necessario (potrà entrare dalla panchina per dare maggiore peso all’attacco vicino Milik o sostituire un eventuale stanco Milik). Ora io mi domando semplicemente: c’era bisogno di spendere 15 milioni per un 28enne per dare questo limitato valore aggiunto alla rosa?
          Infine, un avvertimento: io spero che stia sempre in forma. Ma corre l’obbligo di ricordare che dal punto di vista muscolare, la carriera di Pavoletti sinora è stata un incubo.

          • Raffaele Sannino

            Faccio copia incolla e ne riparliamo a fine campionato,anche se già conosco la tua risposta.Se Pavoletti farà bene, Sarri avrà compiuto un miracolo,se farà male scriverai che ce lo avevi detto.Insomma,come la giri e la volti ,hai sempre ragione.Tipico degli opinionisti tv…

          • Luca Salmieri

            Come al solito lo spirito che ti contraddistingue è la pura contrapposizione.
            Se Pavoletti farà bene, sarò contentissimo. Se farà discretamente sarò contento, Se farà male mi dispiacerà per l’occasione mancata (e anche per il giocatore).
            Me ne frega di poter dire “io l’avevo detto”. Anche perchè quello che ho detto non equivale certo ad una bocciatura preventiva di Pavoletti

          • Raffaele Sannino

            No ,non è una bocciatura,lo hai semplicemente stroncato.Hai affermato che è inadatto al gioco di Sarri e che non è stato richiesto dal mister.Non so da quali fonti ti abbeveri,ma sembrei molto sicuro di quello che affermi.Un minimo di cautela,no eh?Almeno vediamolo all’opera per qualche partita.Poi parli di contrapposizione…..

          • Luca Salmieri

            Ho affermato che non è così adatto al gioco di Sarri come l’articolo de il Napolista vuole far credere. La cautela è quella che ho invocato io, scrivendo esplicitamente che sarà il campo e il tempo a dirci se è stato un ottimo acquisto o meno. Se rileggi l’articolo de il Napolista troverai tante affermazioni di certezza. Se rileggi quello che ho scritto io, troverai una serie di dubbi e di ‘contro’ assieme ad una serie di ‘pro’. Ho cercato semplicemente di bilanciare l’entusiasmo sfrenato de il Napolista (e di molti tifosi) mettendo sul tavolo una serie di debolezze legate all’impiego del giocatore nel Napoli.
            Su Sarri che impone le scelte di mercato: io almeno ho provato a portare qualche inizio a sostegno della tesi che Sarri è secondario rispetto alle scelte di Giuntoli&Aurelio. Sulla tesi opposta – ovvero che Sarri abbia fortemente voluto Pavoletti – hai letto qualche inizio da parte de Il Napolista? Oppure ne conosci qualcuno tu di indizio? Se ne sei a conoscenza, riportali. Non avrò problemi a riconoscere tale indizi. Non ho alcuna prevenzione precostituita nei confronti di tesi e indizi di senso opposto

          • Fabio Milone

            Che il parere di Sarri sia secondario rispetto alle scelte di Guntoli e ADL e’ una tua opinione.
            Come, in teoria, potrebbe essere l’opposto, ma solo in teoria.
            Perche’ mi sembra molto piu’ logico credere che gli acquisti di interpreti per un sistema di gioco alquanto singolare e difficile vengano concordati e fatti collegialmente.
            Non ci sono prove, ma secondo me in questa presunta remissivita’ da parte del tecnico rispetto a scelte fatte al di sopra della sua testa non ci credi neanche tu, visto che citi l’esempio di Grassi che, magari proprio perche’ non fortemente voluto da Sarri, e’ stato rispedito in perfiferia.

          • Enrico Pessina

            Ottima disamina che condivido in larga parte. Provo a sintetizzare: non è un campione, ma va bene per arrangiare.

          • dino ricciardi

            Enrico più che per arrangiare ci serve perchè ci da varianti tattiche che Gabbiadini non poteva darci……poi anche a me piacevano altri profili di giocatori ma questo è un altro discorso……

          • Enrico Pessina

            E’ verissimo. Inoltre, tutto sommato, è il massimo che si potesse pensare di prendere al mercato di gennaio. Ma i piedi non mi sembrano un gran che (in questo fa coppia con Milk).

          • dino ricciardi

            se vogliamo gli uno due stretti e tecnici da Pavo sicuramente non è il suo gioco ma mi ha colpito molto come attacca lo spazio tra la linea difensiva ed il portiere oltre al fatto che è fortissimo di testa …….quante palle gol non sfruttiamo perchè nessuno attacca quello spazio ed il primo palo ?? ci serve uno cosi…..

          • Enrico Pessina

            Assolutamente d’accordo.

          • Francesco

            Se sta bene fisicamente ci darà una variante tattica importante: gioco sulle fasce per crossare al centro o spizzate su rilanci. Il tutto senza stravolgere il resto della squadra. Gabbiadini non faceva questo. Dunque buon acquisto

  • Mauri Franksson

    Luca e Enrico mi sembrano un po’ troppo severi con Pavoletti.
    Secondo me è un buon acquisto ed è un giocatore che l’anno scorso mi aveva impressionato e non poco, molto prima che si infortunasse e che comunque entrasse nel mirino del Napoli.
    Ma per una volta condivido l’opinione del Napolista: avrei preferito un attaccante giovane con caratteristiche analoghe e dunque con buoni margini di miglioramento, che comunque potesse garantire, con i movimenti da prima punta, un punto di riferimento alla squadra. Una specie di Origi, toh.

    Ma parliamoci chiaro: se un attaccante giovane da noi sfonda, nel giro di due, tre anni è destinato ad altri lidi. È stato così per Cavani e Higuain. È nella logica delle cose. Noi per molti rappresentiamo solo una tappa intermedia. E dunque a questo punto tantovale godersi i due-tre anni pieni di Pavoletti, sperando che sia integro fisicamente. Quando accuserà il peso degli anni, magari avremo già individuato un giovane talento da inserire in rosa per subentrargli. Sempre se Milik sarà ancora con noi.

  • Eduardo

    Be ribadisco a questo punto ci vuol è un terzino, di buona struttura fisica che sappia dare un grosso contributo in fase difensiva capace di giocare anche in attacco.
    Per quanto riguarda l attacco; A parte un breve periodo non abbiamo mai avuto problemi nel trovare il gol anche senza centravanti.

  • Forzanuova

    Devo essere sincero, se qualcuno mesi fa mi avesse detto che il Napoli avrebbe venduto Higuain e Gabbiadini per prendere Milik e Pavoletti lo avrei preso per pazzo.

    Per gli amati dei numeri:
    Escono Higuain per 93 mln e Gabbiadini per 20? tot. 113

    Entrano Milik per 32 e Pavoletti per 16? tot. 48

    Vai Pappone continua a prendere per i fondelli i tifosi vai!!

    • vincy

      Conti errati:
      Higuain plusvalenza di 85 milioni
      Gabbiadini se tutto va bene plusvalenza di circa 15 milioni per un totale di 100.
      A cui vanno ad aggiungersi i circa 6 tra lopez e prestito valdifiori.

      Milil e Pavoletti presi a 25 e 15 per un totale di 40 con un ammortamento per quest anno di 16 milioni.

      A questi vanno aggiunti:
      Diawara (15 e ammortamento di 6)
      Zielinski (idem)
      Rog (prestito di 5)
      Maksimovic (prestito di 5)
      Tonelli (10 e ammortamento di 4)
      Giaccherini (3 e ammortamento di 1.5)

      Totale spesa circa 100 milioni con altri 30 che se me andranno l’anno prossimo per gli obblighi di riscatto.

      Senza considerare tutti gli aumenti o prolungamento salariati del 2016 (
      -albiol
      -Hysaj
      -koulibaly
      -jorginho
      -hamsik
      -mertens (?)
      -callejon
      e mancano quelli di Insigne e Ghoulam

      • Giacomo Molea

        rincell a forza cacchia rincell

      • Forzanuova

        Ok ma a parte i numeri tutti questi movimenti in termini di risultati al momento cosa ci ha portato?
        Ad essere a -7 dalla Juve e ad arricchire le casse del pappone??
        E’ dai tempi di Mazzarri ormai che facciamo solo fumo e niente arrosto!

        • vincy

          Dai tempi di mazzarri sono passati 3 anni e abbiamo vinto 2 trofei.
          Tolta la Juve in Italia nessuno ha fatto meglio.

          Inutile dire che il Napoli in questi anni sta andando al di sopra della sue media storica sia in Serie A ( nella classifica perpetua il Napoli é settimo, quindi arrivare sopra il settimo posto significa migliorare la storia della SSc napoli) che in bacheca:
          -il Napoli in totale ha 10 trofeo in 90 anni
          – prima di ADL aveva 7 trofei in 77 anni con una media di 1 trofeo ogni 11 anni
          -con ADL abbiamo 3 trofei in 12 con una media di un trofeo ogni 4 anni
          -grazie a questo ultimo periodo adesso abbiamo una media di un trofeo ogni 9 anni!

          Non so quanti anni hai ma di certo se hai almeno una 20/30 anni ricorderai dove stavamo e cosa vincevamo.
          Ora stiamo nel posto che ci compete (e forse anche di piu della nostra storia)

          • Forzanuova

            Si ma il tricolore è cioè quel trofeo che tutta Napoli sta aspettando da anni dov’è?
            Scusa ma come diceva il Califano tutto il resto è noia. (senza offesa).
            Nel calcio vieni ricordato solo se VINCI. (in maiuscolo come l’ho scritto io).

          • Forzanuova

            Tra l’altro vincere un Coppa Italica che siamo riusciti a portare a casa già quando eravamo in serie B (questo ti dovrebbe far capire la difficoltà della competizione) non porta né soldi e né gloria.

          • vincy

            Speriamo nel più breve tempo possibile.
            Di certo non me la prendo con ADL.
            Ne abbiamo solo 2 presi in 3 anni per il resto il nulla cosmico a causa di tante cattive gestioni.
            Per platea che abbiamo se avessimo avuto una gestione migliore nel periodo post Maradona ora avremmo una stella sopra il nostro simbolo ma purtroppo si sono susseguiti un branco di incapaci.
            Ora il più competente (ma a me antipatico) ci ha riportato nel calcio che conta,speriamo ci faccia vincere pure un tricolore.

          • Forzanuova

            Anch’io me lo auguro perchè vincere lo SCUDETTO è il sogno di tutti i VERI TIFOSI.

            Però sono sincero, con uno come Dela che ogni anno ci vende tutti i pezzi migliori senza fare un bel nulla per raggiungere la cima sarà difficile.

            Per me il suo scudetto si chiama solo PIAZZAMENTO e PLUSVALENZA. Spero di essere smentito al più presto.

          • vincy

            Ma secondo te luo non sarebbe contento di vincere lo scudetto?

            Immagina quanti tifosi in più avremmo.
            Più tifosi portano piu soldi nelle casse del Napoli.

          • Forzanuova

            Ti sei dimenticato solo di un “”piccolo” particolare:

            vincere lo scudetto significa spendere, sia per rinforzare concretamente la squadra e sia sotto il profilo degli ingaggi.
            Con lo scudetto sai quanti giocatori che batterebbero cassa? Col cacchio che lo terrebbe ancora al 5°posto (nella classifica dei stipendi).
            Ti saluto devo staccare.

          • Giacomo Molea

            quinto fatturato quinto monte ingaggi….nn vedo dove ci sia TIRCHIERIA. A casa tua come funziona? Entrano 2000 e spendete 3000? Grazie ad Agos? Va a fare il ragazzo del bar sient a me

        • Giacomo Molea

          Bene visto che hai capito…ci dici la formula magica x vincere SENZA UN CENT DI DEBITO che ripeto Aurelio nemmeno se esce pazzo e dice…basta voglio vincere mi indebito….nn lo puo’ fare…nn ha nulla da impegnare. O pensi che le banche elargiscano prestiti x far vincere il Napoli…cosi…SENZA GARANZIE?
          Dicci piuttosto come vincere SENZA FARE DEBITI…MA TANTO tu fai solo ammuina e teoria…la pratica nn vuoi accettarla. Nn siamo il REAL nn siamo la JUVE…nn siamo il BAYERN

    • Giacomo Molea

      Vai a fare il ragazzo del bar che e’ meglio, il garzone

  • Effe Bongi

    era difficile immaginare un acquisto migliore a gennaio, è un ottimo giocatore che ha tutto per dare un contributo importante alla stagione azzurra.
    un giovane straniero sarebbe stato un azzardo, e visto il calendario non vedo quando avrebbe avuto il tempo di inserirsi.
    Pavo ha 28 anni, è nel momento in cui un calciatore ha raggiunto la maturità, non è certo a fine carriera. E ricordo che a giugno era nel giro della nazionale, non è che stesse ancora a Lanciano.
    Insomma, anche economicamente si tratta di un investimento in linea con la gestione virtuosa del Napoli.

    • Fabio Milone

      Tra l’altro anhe l’ex9 aveva raggiunto la maturita’ ma poi Sarri era riuscito a fargli fare un bel salto in alto – e cosi’ e’ stato per vari altri gg. che nel Napoli sembravano aver gia’ toccato l’apice.

  • Snafuz!

    L’unico dubbio può riguardare la tenuta fisica, visto che è reduce da un infortunio ed abbiamo l’altro centravanti ancora ai box…per il resto è quello che ci serviva, per variare il gioco e sfruttare i cross che arrivano soprattutto dalla sinistra…non un fuoriclasse, ma un giocatore funzionale agli schemi di Sarri e con la giusta dose di cazzimma che manca a Gabbiadini (che peraltro non ha caratteristiche da prima punta)…per cui, se sta bene fisicamente, secondo me è un ottimo acquisto riparatorio…

  • giambro

    Pavoletti mi è sempre piaciuto perchè gioca a calcio con spirito rugbistico. E’ uno che ” mette la testa dove altri non oserebbero infilare neanche un piede”, come disse di sè il flanker francese Jean Pierre Rives. Su un campo di calcio l’ho visto plasticamente fare da Bruscolotti in un Napoli-Juve: era già a terra nell’area piccola, la palla era a mezzo metro da lui, l’avversario arrivava di corsa per metterla in rete, poteva solo fare fallo da rigore prendendola con una mano o rischiare il trauma cranico, che ve lo dico a fare, palo ‘e fierro mise la testa sotto i tacchetti dell’attaccante. Con queste premesse, dovrei essere entusiasta del suo arrivo al Napoli, è il giocatore (come peso, non come ruolo) che avremmo voluto ADL acquistasse a gennaio scorso. E allora perchè non considerare il suo arrivo come una crescita societaria? Potrebbe essere il segnale che non si cerca solo il giocatore da plusvalenza ma quello utile a rafforzare la squadra per provare a vincere o almeno competere fino alla fine. A me Pavoletti piace, l’ho già detto, ma il mio entusiasmo si è leggermente raffreddato. Tutta colpa di Mertens che nell’ultimo mese è sceso in area a miracol mostrare. Sicuramente l’accordo con l’ex genoano è precedente all’esplosione di Dries, non so se oggi sarebbe sempre lui il prescelto o un altro profilo. Stagionato, che la butta dentro e sa di essere riserva, come alcuni commentatori qui scrivono, o giovane, con prospettive di crescita alla Milik, come l’articolista e anch’io (ma solo ora che ho visto Mertens centravanti) avrei preferito. Ma visto che adesso sono solo chiacchiere accademiche, godiamoci Pavoletti, auguriamogli buona salute e speriamo che sia per noi que che è stato El Jardinero Cruz per l’Inter.

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