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Cina, il governo ha imposto un tetto salariale ai club della Chinese Super League

Per aiutare la crescita del calcio in Cina, un nuovo modello di sostenibilità basato sui dettami del Fair Play finanziario attuato dall’Uefa.

Cina, il governo ha imposto un tetto salariale ai club della Chinese Super League

Dalle parole ai fatti

Pochi giorni fa, vi davamo notizia del (probabile, auspicato) giro di vite del governo cinese nei confronti della Chinese Super League. Ebbene, ecco subito il provvedimento: secondo quanto riportato da Calcio&Finanza, le autorità della Cina imporranno tetti salariali ai club del massimo campionato. Inoltre, gli stessi club saranno sottoposti a rigidi controlli fiscali.

L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo un’altra presa di posizione del governo cinese, che ha abbassato da 4 a 3 gli stranieri schierabili in campo. I club, quindi, non potranno più offrire contratti spropositati ai campioni del calcio europeo. Le offerte salariali dovranno essere commisurate alla situazione patrimoniale. Quest’ultima, tra l’altro, sarà valutata dalla Federcalcio Cinese attraverso lo studio di informazioni dettagliate sui bilanci. Nel mirino, anche le fonti di finanziamento dei club. In questo modo, più che un reale salary cap all’americana, va configurandosi un fair play finanziario in salsa cinese.

Tutte queste misure sono in linea con quanto previsto dal piano quinquennale cinese. Che, per la prima volta, si dedica anche al calcio. L’obiettivo è valorizzare al massimo la pratica e la conoscenza del gioco, in modo da aiutare la nazionale a crescere. La squadra allenata da Marcello Lippi sarà “sostrnuta” anche attraverso l’apertura di nuovi centri di formazione e scuole calcio. Che, in base ai provvedimenti attuati, diventano situazioni prioritarie rispetto all’acquisto di grandi calciatori stranieri.

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