La maglia sudata è di Mertens, ma ora quali sono gli obiettivi del Napoli?

Gli ottavi di Champions sono stati l’obiettivo minimo. Il secondo posto è alla portata del Napoli. E si parla poco della Coppa Italia

La maglia sudata è di Mertens, ma ora quali sono gli obiettivi del Napoli?
La gioia del Napoli contro il Torino

Seconda manita consecutiva

Seconda manita consecutiva, terza vittoria di fila in campionato, quarta considerando anche la Champions League. È un Napoli che corre, gioca, segna, si distrae e torna a segnare.

La partita con il Torino, al di là del risultato, non è mai stata in discussione, come ha ammesso anche Mihailovic nel dopo partita. Troppo evidente la differenza di gioco e condizione fisica tra le due squadre. Le statistiche Opta ci parlano di 714 passaggi completati (su 799) da parte degli azzurri, con un possesso palla quasi del 70%. Se a questo aggiungiamo lo stato di grazia di Mertens che ne ha fatti 4 (7 in due partite) e le strepitose prestazioni di Hamsik, Jorginho e Callejon, ci rendiamo conto che non c’è poi tanto altro da dire sul match di domenica.

Gli obiettivi di stagione

Quello di cui bisogna parlare, invece, è del futuro di questa stagione. Con il passaggio della fase a gironi in Champions il primo obiettivo minimo è stato raggiunto. Agli ottavi ci aspetta il Real, inutile farsi illusioni, a meno di un’impresa che sarebbe destinata a rimanere scolpita nella storia della squadra. Rimangono aperti altri due fronti, il campionato e la Coppa Italia.
La corsa al secondo posto è apertissima. Nessuna delle contendenti sta brillando in continuità e in termini di gioco e qualità il Napoli appare più avanti rispetto alle avversarie. Non sarà una passeggiata, ovviamente, come ha dimostrato la sconfitta rimediata contro la Roma, ma si può fare.
Della Coppa Italia non parla mai nessuno. Io la metterei tra le priorità invece. Intanto sarebbe il primo trofeo vinto da Sarri e servirebbe a togliergli un po’ di dosso quell’aria da saggio non vincente che ha. In secondo luogo dimostrerebbe ai tanti giovani approdati quest’anno che il Napoli ha la capacità di vincere e sarebbe importante per trattenerli dalle molte sirene che giocoforza cominceranno a suonare per loro in un futuro non troppo lontano.
Intanto ci aspetta la Fiorentina in una partita difficile che dirà molto sulle possibilità del Napoli di raggiungere il secondo posto.

Veniamo alla maglia sudata per Napoli – Torino

Al terzo posto: Jorginho.
L’exploit di Diawarà lo ha messo in secondo piano. Il riposo, però, pare avergli giovato parecchio. Contro i granata sfodera una prestazione superba non sbagliando quasi nulla. Il Napoli di quest’anno è così, ha due alternative in quasi tutti i ruoli e, a quanto pare, i benefici si vedono.
Al secondo posto: Marek Hamsik.
Il Capitano è in forma già da qualche partita, propositivo e attento. Contro il Torino non segna, ma sfiora la rete in due occasioni e, soprattutto, pressa e chiude in maniera impeccabile. Condivide la palma di insostituibile, nell’11 iniziale, con Callejon.
Mr. maglia sudata per Napoli – Torino: che ve lo dico a fare… Dries Mertens.
Per trovare un giocatore in maglia azzurra capace di realizzare un poker bisogna evocare Cavani e Fonseca. Per trovarne uno non sudamericano bisogna tornare indietro di 40 anni fino a Savoldi.
Tutti numeri 9. Per trovare una rete bella come la quarta segnatura del belga (e non incorrere in blasfemia) si deve rimembrare Zola, che quando poteva indossava la 10. Mertens invece. prima di quest’anno non aveva giocato mai da 9, raramente da 10. La sua caparbietà e uno stato di forma incredibile, però, gli hanno consentito di stravolgere le statistiche. La finta con la quale si smarca in occasione del primo gol è da centravanti di razza, il rigore l’ha tirato con la giusta freddezza, il tre a zero con un guizzo da opportunista, il quarto gol con una magia da fantasista di altri tempi. Non so quanto durerà tanta bellezza, ma finché dura godiamocela tutta.
La maglia asciutta per Napoli – Torino viene assegnata a: Allan
Lo so, tutti si aspettano l’ennesima ramanzina a Reina che, effettivamente a un certo punto pare aver perso la concentrazione. A me non è piaciuto Allan, invece. È entrato a 20 minuti dalla fine in una partita già decisa, vero. Ma da lui mi sarei aspettato un piglio un po’ diverso.
Fabio Avallone ilnapolista © riproduzione riservata
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