Bianchi: «Chiedete a Ferlaino perché andai via da Napoli. Comportamenti poco chiari dei calciatori»

Interessante intervista al Corriere dello Sport a firma Walter Veltroni. Bianchi elogia Maradona in allenamento ed è sibillino sul suo addio.

Bianchi: «Chiedete a Ferlaino perché andai via da Napoli. Comportamenti poco chiari dei calciatori»
Ottavio Bianchi e Diego Armando Maradona

La gara di palleggi con Maradona

Bella intervista di Walter Veltroni a Ottavio Bianchi sul Corriere dello Sport. Bianchi ha 73 anni. Bianchi affronta tanti temi, ovviamente a noi interessa Napoli. Molto divertente il racconto di una gara di palleggi con i limoni con Maradona. Bianchi incredibilmente vinse e ovviamente non volle mai concedergli la rivincita, consapevole che avrebbe sempre perso. Bianchi è prodigo di complimenti nei confronti di Diego: «Parlano tutti del fatto che non si allenava ma non era vero perché Diego era l’ultimo a uscire, bisognava mandarlo via perché altrimenti restava ore per inventare le punizioni».

I passaggi più interessanti sono quelli relativi a Napoli e, soprattutto al suo addio. Bianchi allenò il Napoli per quattro stagioni. Dal 1985 al 1989. Vinse un campionato, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, si piazzò due volte secondo, una terzo.

«A Napoli se hai degli alibi hai finito»

«A Napoli non volevo andare – dice – conoscevo l’ambiente e sapevo anche, per esperienza vissuta, che noi, anche quando avevamo una grande squadra, non vincevamo (…). Per vincere bisogna avere delle basi di lavoro e non crearsi alibi, se tu hai degli alibi a Napoli hai finito (…). Poi c’è stato il salto di qualità, abbiamo vinto lo scudetto e poi sono cominciate un po’ di beghe, come al solito. Non si è abituati a vincere, a Napoli, però sicuramente le mie stagioni sono state positive».

«I dirigenti non vollero convocare i giocatori»

Sulle ragioni del suo addio, Bianchi tocca temi come probabilmente non aveva mai fatto. Non in questo modo esplicito. «I comportamenti di alcuni giocatori – dice – erano dei comportamenti molto particolari. Dissi ai dirigenti: “va bene, io faccio l’allenatore voi fate i dirigenti. Li chiamate, magari davanti a me, e chiedete spiegazioni”. Loro non vollero farlo». All’epoca il direttore generale era Luciano Moggi. Arrivò a giugno 1987 (subito dopo lo scudetto). E andò via il 17 marzo 1991, tre giorni prima di Napoli-Bari la partita in cui Maradona venne trovato positivo all’antidoping.

«Non avevo le prove»

«Non posso condannare i giocatori se non ho le prove e allora decisi di togliere il disturbo perché non ero più in grado di allenare come volevo. Avevo la sensazione che la cosa mi stesse sfuggendo di mano anche perché le chiacchiere su certi giocatori erano molto pesanti». Bianchi non rivela quali fossero questi comportamenti. «Sono piuttosto gravi, meglio non dirli. È meglio che glieli dica Ferlaino. Per quello che mi dicevano loro, erano situazioni gravi. Talmente gravi che io non ero all’altezza di superarle».

Bianchi, Veltroni, Corriere dello Sport

L’intervista di Veltroni a Bianchi sul Corriere dello Sport

Napolista ilnapolista © riproduzione riservata
TERMINI E CONDIZIONI
  • Vincenzo D’Agostino

    Una delle poche persone serie bazzicate a Napoli. Molti pensano che con Maradona in squadra avesse vinto chiunque. Io non credo. D’altronde Bianchi fu scelto da Italo Allodi, probabilmente il più bravo dirigente del calcio italiano. E se Allodi lo scelse c’era un motivo. I motivi secondo me furono: bravura, conoscenza dell’ambiente e tantissima serietà. Grandissimo Don Ottavio forever.

  • Marazola

    Interessante intervista??? 30 anni dopo cose trite e ritrite e mancanza d argomenti per il giornale

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per la pubblicità e alcuni servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Cliccando su “Accetto”, scollando o cliccando qualunque elemento di questa pagina acconsenti all’uso dei cookie.