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Un anno di Napoli vissuto intensamente (e pericolosamente)

Un anno di Napoli vissuto intensamente (e pericolosamente)

Ne sono successe di cose a ripensarci bene adesso.

Abbiamo fischiato Insigne perché non aveva voglia di parlare a un microfono. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo messo i manifesti in città a metà agosto contro il presidente perché non comprava i giocatori. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo perso il preliminare di Champions creando subito un clima di sfiducia e di disfattismo con noi stessi. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo rifischiato Insigne sostituito contro il Bilbao. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo avuto Higuain triste e malinconico fino all’ottava giornata, senza neppure un go segnato. Eppure siamo ancora qua.

Ci siamo mangiati un gol sulla linea di porta, a un centimetro dalla linea di porta contro l’Atalanta. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo tirato 33 volte in porta contro il Chievo, sbagliando pure un calcio di rigore, senza segnare e perdendo la partita. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo dovuto cambiare il portiere titolare perché il primo ce lo siamo bruciato. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo trovato tutti gli stadi d’Italia che ci cantano contro cori stupidi e offensivi. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo sentito dare del disonesto in televisione al nostro allenatore, non in un angolo minuscolo dell’etere, ma nel principale programma di calcio della principale tv sportiva d’Italia. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo sentito dire “tutto da rifare” dal telecronista Rai quando in Coppa Italia abbiamo pareggiato contro la Lazio. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Sportiello diventare Jascin. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Halfredsson diventare Neeskens. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Tonelli diventare Beckenbauer. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo fatto gol al 90′ e ci siamo fatti raggiungere al 91′. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo preso un gol in fuorigioco che ci ha buttato fuori dalla finale di Coppa Italia, partita che valeva pure la qualificazione alla Supercoppa. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo preso un gol in fuorigioco e un altro con fallo in attacco nella semifinale di Europa League. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo fatto ridere più noi in difesa che Totò nei suoi film. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo detto a Gargano che doveva togliersi la maglia. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo detto che di questo Hamsik non ne potevamo più, che sarebbe stato meglio venderlo. Eppure siamo ancora qua.

Poi abbiamo detto che di Hamsik non si può fare a meno, che uno come lui deve giocare sempre, ma deve giocare pure Mertens, e pure Insigne, e pure Higuain, e pure Gabbiadini. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo detto che il nostro allenatore è incompetente. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo sentito dire che pretendevamo dal Parma i tre punti e non era vero, nessuno ci ha difeso. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Palladino trasformarsi nella strega di Biancaneve. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto non so più quanti autogol e rigori sbagliati. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Higuain mandare a qel paese compagni di squadra, allenatore, avversari, arbitri. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Higuain sbagliare davanti alla porta e lo abbiamo fischiato al suo ingresso in campo, non all’uscita dopo un errore, all’ingresso. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo disertato lo stadio molte volte. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo visto Farias diventare Resenbrink. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo vinto in due anni tutto quello che non ha vinto la Juventus, con il nostro allenatore sempre criticato. Eppure siamo ancora qua.

Abbiamo perso occasioni d’oro, sprecato gol incredibili e gettato via agganci e sorpassi. Eppure siamo ancora qua.

Siamo ancora qua, all’ultima partita, a un gol di distanza dalla qualificazione per la Champions, a un gol di distanza da un traguardo che qualche anno fa ci pareva di un’altra dimensione e che oggi potremmo prenderci per la terza volta di fila. Siamo ancora qua e non ci sembra vero. Siamo ancora qua e potrebbe non essere scontato ritrovarsi di nuovo qua nei prossimi anni. Siamo ancora qua. Godiamocelo.
Mario Caruso

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